Derby Milan – Juve. Allegri e Conte. Di nuovo maestri in Europa.

Derby Milan – Juve. Allegri e Conte. Di nuovo maestri in Europa.
I precedenti Milan ( grafico)

LE CRONACHE DAL DIVANO. Le prime volte che capitò d’approcciarsi al nome di Mario Sconcerti, opinionista del Corriere e Sky, per la solita assonanza senza alcun fondamento razionale, d’istinto diciamo, si legò il nome  proprio ‘Sconcerti’ a  ‘sconcertante’. ( pp di sconcertare e anche aggettivo). E da quella volta, ogni volta che ci capita di ascoltare e, soprattutto, di leggere un qualcosa di Sconcerti, non mancano attimi di perplessità.

“ Il calcio – ammette Sconcerti sul Corrierone – è come l’uomo, assomiglia a tutto quello già giocato, ma alla fine è sempre unico. Così finite le simulazioni, gli inganni della mente, torna il grande saper vivere delle squadre italiane”.

Il gran saper vivere, certo, tipico di quest’Araba Fenice che è l’Italia, applicabile al calcio quanto al resto della vita collettiva e privata. Sennò come avrebbe sopravvissuto ai vertici, rigenerandosi ogni volta e quando meno gli altri se l’aspettavano, con ‘presenze’ spesso ‘uniche’ ed ’universali’, per alcuni millenni?
Il saper vivere di Sconcerti, che fino a qualche tempo fa sembrava allineato ai tanti esterofili che, come le oche del Campidoglio, popolano starnazzando i media, sconcerta. Ma è bene accetto. Ricredersi, tornare su convinzioni che convinzioni non sono e guardare con occhi profondi lo ‘scorrere’ di questo Paese, non è prova da poco. Le ‘scintille di fuoco’ dei grandi ‘suivers della penna ’ del passato evidentemente attecchiscono ancora, nonostante gli esterofili, in qualcuno del presente.

Il tutto per arrivare a dire, con Sconcerti, che “siamo di nuovo maestri in Europa”. Nel calcio, sì, ma ( probabilmente) anche altrove. E qui ben faranno Merkel e Sarkò a dismettere i loro ‘sorrini’ se vogliono per davvero trovare qualcuno che come l’italiano Monti ad esempio,  più affine d’altri all’ Arianna dei tempi del labirinto, gli possa consegnare ‘ il giusto filo’ per far uscire ( loro e l’Europa ) dagli intrichi della globalizzazione.

IL DERBY DI MILANO. Qualche chiacchiera allargata, e poco calcio. Per uno che assiste al calcio dal divano può capitare. Divagare ( anche con poco costrutto) non è raro. Un calcio, quello di stasera, giunto ad uno di suoi appuntamenti più importanti. Per noi, per gli altri. “ Stasera Milan-Juve sarà vista – scopre Sconcerti – da qualche migliaio di tecnici in Europa alla ricerca di nuovi modelli”.

Il derby, per noi, in particolare, dovrà togliere il velario sulla predestinata allo scudetto. Il giovane Agnelli, dalle sopra ciglia cispose e dalle mandibola serrata, in sintonia con il suo mister ( simpaticamente) talebano, ha provveduto ( nei giorni di vigilia) a scatenare un intenso fuoco di sbarramento. Ma Ibra o non Ibra, Boa o non Boa, il Milan ritrovato post Udinese non mostra certo i tentennamenti … d’un intimorito.

Sacchi e Lippi, infatti, da ‘buoni figli di…’, non si sbilanciano. E neppure Maldini, il mitico Maldo, che mai avrebbe ceduto Pirlo alla Signora, e per il quale il Milan di Galliani ( e Barbara) dovrebbe cominciare ad evitare “ la falsa ipocrisia di certe dichiarazioni”. Per far capire se, per una bandiera come quella, ci sono sono o no  “ le condizioni per tornare”. Tornare, e non andare, come Pirlo.

A stasera. E sempre dal divano.

Ro. Va.

 

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