Emilia Romagna. Tutte le iniziative per un 8 marzo ‘alla pari’.

Emilia Romagna. Tutte le iniziative per un 8 marzo ‘alla pari’.
Festa della donna (foto di repertorio)

EMILIA ROMAGNA & PARI OPPORTUNITA’. Pari opportunità. Tutte le iniziative della Regione per l’8 marzo. Bortolazzi: “Tutti insieme per cancellare gli stereotipi di genere, partendo dai nostri giovani”.

OTTO MARZO. Più di 2.000 studenti delle scuole superiori al lavoro su progetti contro gli stereotipi di genere e oltre 3.300 tra famiglie e operatori di 120 strutture per l’infanzia (dai nidi ai centri bambini-genitori, alle scuole d’infanzia non statali) coinvolti. Sono questi i numeri delle iniziative dell’assessorato regionale alle Pari opportunità dal 2009 a oggi per promuovere un cambiamento culturale profondo, necessario a raggiungere la vera parità tra donne e uomini e contrastare quegli stereotipi di genere che costituiscono le basi su cui si innestano, fin dai primi anni di vita, processi di discriminazione che finiscono poi per condizionare non solo le idee ma anche l’agire sociale in famiglia e fuori.

ALLA PARI. Tutte le iniziative realizzate in Emilia-Romagna su questi argomenti sono ora pubblicate all’interno del sito regionale “Alla pari”, nel nuovo spazio dedicato a “Giovani e stereotipi di genere” che, in occasione dell’8 marzo, vuole rilanciare e valorizzare le attività realizzate in particolare con le scuole e raccogliere e mettere a disposizione di tutti le ricerche e i dati più aggiornati in materia. L’obiettivo non è solamente informativo: attraverso questo spazio la Regione vuole mettere a disposizione di studenti, insegnanti e operatori i materiali già prodotti e quelli che saranno realizzati nelle diverse realtà locali. L’obiettivo è, dunque, mettere al centro della comunità educante della nostra regione giovani sempre più protagonisti consapevoli.
“Il cambiamento culturale necessario per contrastare gli stereotipi di genere rappresenta un’azione essenziale per il riconoscimento di pari diritti e pari dignità tra donne e uomini”, ha sottolineato l’assessore regionale alle Pari opportunità Donatella Bortolazzi nel corso della conferenza stampa in Regione, cui hanno preso parte anche l’assessore alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, la presidente della Commissione regionale per la promozione di condizioni di piena parità tra donne e uomini Roberta Mori e il vice direttore generale reggente dell’Ufficio scolastico regionale Stefano Versari. “Le politiche di pari opportunità – ha detto Bortolazzi – richiedono un forte sostegno culturale e una sensibilizzazione dell’intera società per promuovere un vero e proprio cambiamento. Per questo, partendo dalle nostre e dai nostri giovani, siamo impegnati tutti insieme per cancellare quegli stereotipi che costituiscono una delle basi su cui si innestano molti dei processi di discriminazione delle donne ancor oggi presenti nella nostra società e anche nel nostro territorio regionale”. L’assessore Marzocchi ha aggiunto: “Si utilizzano le ricorrenze per sostenere la riflessione su alcuni temi. In occasione dell’8 marzo abbiamo organizzato anche una mostra e un convegno a Bologna per rivolgerci in particolare alle ragazze, perché occorre che si rinforzino nella loro identità, nella percezione di sé, per mettersi al riparo dai pregiudizi, dalla violenza e dalle discriminazioni. Volersi bene, accettarsi è già un primo passo in questo senso”.
Le politiche per le pari opportunità
I progetti realizzati dalla Regione Emilia-Romagna hanno interessato le diverse fasce d’età giovanili, utilizzando più formule organizzative e partner tra cui l’Ufficio scolastico regionale, alcuni Dipartimenti dell’Università di Bologna, la Cineteca di Bologna, Pubblicità Progresso, gli istituto Doxa e Cattaneo.
Attualmente è in corso un progetto rivolto alle scuole secondarie di 1° grado dei territori appenninici e della bassa ferrarese con attività didattiche dedicate allo studio delle tradizioni culturali, sociali, economiche e politiche del territorio d’appartenenza e a personaggi femminili di particolare rilievo per l’identità e la storia della comunità.

La ricerca
A supporto dei nuovi contenuti che arricchiscono il sito regionale sulle pari opportunità “Alla pari”, la Regione pubblica il volume “Chi dice donna…” che usa e rielabora rilevazioni Istat, Eurostat e del Miur, per fotografare lo stato di salute della lotta agli stereotipi di genere soprattutto fra i giovani in Emilia-Romagna, partendo dagli studi e arrivando alle condizioni del lavoro fuori e dentro casa.
La ricerca conferma che le giovani hanno un livello di scolarizzazione e di successo scolastico costantemente superiore a quello maschile: nel 2010, ad esempio, le laureate in Emilia-Romagna rappresentavano il 26,9% (contro il 24,2% di media in Italia) con oltre 10 punti percentuali in più rispetto ai coetanei, mentre nella frequenza della scuola secondaria di secondo grado le ragazze si attestano al 96,4% (contro la media italiana del 93,2%) superando i ragazzi di quasi 3 punti percentuali. Nonostante questo, altri dati confermano la loro concentrazione in ambiti specifici di studio (chimico-farmaceutico, geo-biologico, dell’insegnamento, letterario, linguistico, medico, psicologico e politico-sociale) e in posizioni professionali meno qualificate.
Le scelte di studio si riflettono poi sulle opportunità di carriera. Nel settore ‘Istruzione, sanità, servizi sociali’ le donne rappresentano oltre il 77% degli addetti, nei ‘Servizi pubblici, alle persone’ quasi il 70%, mentre nelle ‘Costruzioni’ e nei ‘Trasporti/comunicazioni’ non superano rispettivamente il 7,9% e il 22,1%. Quanto ai ruoli professionali, i dirigenti, i lavoratori in proprio e gli imprenditori sono per oltre il 70% uomini, mentre i lavoratori a domicilio sono nel 92,3% dei casi donne e le impiegate superano il 60%.
La ripartizione del lavoro di cura è un altro dato importante che incide sui tassi di occupazione e sulla possibilità di costruirsi percorsi professionali che registrano ancora una differenza negativa per le donne. Il lavoro domestico e familiare resta in misura molto maggiore a carico delle donne in tutta Italia. In Emilia-Romagna sono 23h 16’ le ore che ogni settimana ogni donna dedica mediamente ai lavori domestici e di cura, a fronte delle sole 6h 46’ degli uomini.
La ricerca si concentra anche sui mezzi di informazione preferiti dai giovani: sebbene la televisione resti di gran lunga il medium più diffuso nel Paese (in Emilia-Romagna il 93,1% di chi ha fra i 15-29 anni dichiara di guardarla), internet si colloca al secondo posto: quasi l’87% dei giovani naviga su internet e più della metà dichiara di accedervi ogni giorno.
Internet, ma non solo, è quindi uno dei canali di comunicazione privilegiati, scelti dalla Regione per promuovere la pari opportunità in tutta la comunità giovanile, compresa quella percentuale di ragazzi che non studia e non lavora (il 15,6% di chi ha tra i 15 e i 29 anni in regione, a fronte di una media nazionale del 22,1% ed europea del 15,3%).
Il convegno

GIORNATA INTERNAZIONALE DELLA DONNA. L’adolescenza e la costruzione dell’identità femminile sono i temi scelti quest’anno dalla Regione Emilia-Romagna per celebrare la Giornata internazionale della donna; verranno approfonditi in occasione del seminario “Specchio delle mie brame”, in programma proprio giovedì 8 marzo alle 10 a Bologna, nella Cappella Farnese di Palazzo d’Accursio (piazza Maggiore).
Si tratta di un appuntamento organizzato dalla Regione insieme a Comune e Provincia di Bologna, in collaborazione con futuro@lfemminile. Il seminario segue alla riflessione e al percorso artistico-culturale avviati con la mostra fotografica “Quanto ti vuoi bene?” in corso nella Sala d’Ercole di Palazzo D’Accursio e al sondaggio online svolto tra 3200 ragazze di età differente per riflettere sulle protagoniste della cosiddetta Net Generation.
Il seminario approfondirà i temi della costruzione dell’identità femminile nell’età dell’adolescenza e sarà l’occasione per pensare all’8 marzo da un diverso punto di vista, provando a tracciare e ripercorrere, come in un gioco di specchi, il tempo che porta le bambine a diventare donne, fotografandolo e indagandolo nella fase centrale dell’adolescenza.
Dopo i saluti del sindaco di Bologna Virginio Merola e l’introduzione della giornalista Rai Maria Concetta Mattei, interverrà Irene Ruggiero, psicologa e psicoanalista della Società psicoanalitica italiana. Seguirà una tavola rotonda con l’assessore regionale alle Politiche sociali Teresa Marzocchi, il vicesindaco di Bologna Silvia Giannini, l’assessore alle Pari opportunità della Provincia di Bologna Gabriella Montera e Roberta Cocco, responsabile di futuro@lfemminile e direttore di Responsabilità sociale e National development Microsoft Italia. Sarà presente anche Jaqui James, fotografa ideatrice del progetto e direttore artistico della mostra.

La newsletter
E’ interamente dedicato all’8 marzo il numero speciale della newsletter quindicinale di E-R sociale che, su iniziativa dell’assessorato alle Politiche sociali, viene inviata oggi a un indirizzario di circa 5.000 iscritti e alla quale è sempre possibile iscriversi collegandosi al sito http://sociale.regione.emilia-romagna.it.
Il numero speciale darà conto di tutte le iniziative più significative in programma in Emilia-Romagna per la festa della donna.

Ti potrebbe interessare anche...