Fisco & stangata italiana. Busta paga più magra, aspettando IMU e TARES.

Fisco & stangata italiana. Busta paga più magra, aspettando IMU e TARES.
Fisco (immagine di repertorio)

ITALIA & FISCO.  Ci siamo il “giro di vite” agli italiani trova in questo mese di marzo le prime evidenti applicazioni. Dunque, da ora, il portafoglio inizia ad alleggerirsi visibilmente (senza contare che molti italiani il portafoglio ce l’hanno leggero da molto tempo), fino ad arrivare a giugno quando ci sarà il ritorno dell’ICI sotto forma di IMU. L’impressione è che la lotta alla crisi avrà un prezzo veramente alto.

IRPEF. Nelle buste paga di marzo peserà il pagamento del conguaglio dell‘aumento delle addizionali regionali Irpef 2011, frutto della decisione (retroattiva) del governo Monti. L’aumento è dello 0,33 per cento dell’aliquota base e porta l’aliquota dallo 0,9 all’1,23 per cento. C’è inoltre l‘acconto del 30 per cento delle addizionali comunali Irpef, sbloccate dal Berlusconi-Tremonti la scorsa estate. Inoltre i Comuni, entro il 30 giugno,  possono decidere di aumentare l’Irpef. La Uil politiche territoriali parla di un aggravio medio che nel 2012 potrà arrivare a 58 euro pro-capite. Sono già 300 i municipi che hanno approvato gli aumenti.

STANGATE. Secondo le valutazioni della Uil servizio politiche territoriali, la “stangata” regionale si tradurrà, per la famiglia media, in un pagamento fino a 371 euro, mentre per quella comunale si passerà in un anno da una media di 129 a 177 euro.

REGIONI. Contemporaneamente le Regioni potrebbero aumentare di un punto la tassa sulle attività produttive per le imprese. Questo grazie al decreto fiscale che il Parlamento sta discutendo, che ha sbloccato le aliquote Irap e prevede questa possibilità per le Regione. L’aumento di un punto di questa tassa porterebbe ad un aggravio che la Cgia di Mestre calcola in 3,5 miliardi.

IMU. Guardando più avanti, dal 16 giugno arriverà l’Imu sulla prima casa. Si parla di un pagamento di 83 euro per una famiglia media ma molto dipenderà dalla zona in cui si abita. A Roma per esempio si arriverà a 461 euro e a  Milano a 426 euro. L’Imu dovrebbe portare alle casse dello Stato 11,5 miliardi. L’aliquota ordinaria è del 4 per mille e i Comuni potranno aumentare o diminuire l’aliquota del 2 per mille. Per quanto riguarda l’Imu sulle seconde case, l’aliquota di base è fissata allo 0,76 per mille su cui i Comuni potranno applicare un aumento o una diminuzione del 3 per mille.

TARSU. La tassa sui rifiuti  in tre anni è cresciuta mediamente del 7,6 per cento e non è escluso che molti municipi decidano di aumentarla. Non dimentichiamo che la maggioranza delle Province applica alla tassa sui rifiuti anche un contributo ambientale provinciale. L’aliquota va da un minimo dell’1 per cento a un massimo del 5. Tutto questo in attesa della nuova imposta sui servizi pubblici comunali e sui rifiuti: la Tares che dovrebbe entrare in vigore l’anno prossimo.

 

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3 Commenti

  • Giovanna

    IMU – Seconda casa – Un diritto per non essere discriminati
    La seconda casa ha un IMU sensibilmente aumentata rispetto all’ICI, e la tassa è anche determinata dal comune, sarebbe corretto dunque se almeno ci fosse la possibilità da parte del proprietario di votare alle elezioni comunali. Ad esempio se uno ha tre case in tre comuni diversi dovrebbe poter votare alle amministrative in tutti e tre i comuni. Non è questione di politica, ne di voto di scambio, è questione che pagando le tasse maggiorate, il servizio rifiuti, gli allacciamenti alle reti pubbliche, l’urbanizzazione, ecc. è giusto ritenere che si debba anche avere il diritto di esprimere il proprio giudizio sull’amministrazione. Diversamente si è cittadini solamente penalizzati senza alcun diritto ma con solamente doveri da rispettare senza poter partecipare alle decisioni che sono state o che saranno prese nei propri confronti.

  • viviana

    VERGOGNA

  • Lucia

    Senza parole!

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