La nevicata peggiore dal 1929. Emergenza, costi e danni in consiglio provinciale.

La nevicata peggiore dal 1929. Emergenza, costi e danni in consiglio provinciale.
Neve (foto di repertorio)

FORLI’-CESENA. Il Consiglio Provinciale di lunedì 5 marzo, ha trattato diverse interrogazioni. Nel corso della seduta è stato annunciata la decisione del consigliere Giorgio Faedi di uscire dal gruppo del Partito Democratico per formare il Gruppo Misto, di cui sarà capogruppo, pur “mantenendo gli impegni elettorali presi nel sostegno dell’amministrazione”.

Molte interrogazioni hanno toccato il tema delle ultime recenti forti nevicate, che hanno coinvolto il territorio provinciale con danni e disagi. Questi gli interventi degli assessori competenti per materia che si sono succeduti in risposta alla richieste.

NEVE & RESOCONTI. Ha detto il vice-presidente della Provincia, con delega alla Protezione Civile, Guglielmo Russo: “La nevicata è stata eccezionale, la peggiore degli ultimi cento anni, peggiore anche quella del 1929. In pianura sono caduti 1 metro e 58 centimetri ed oltre due metri e mezzo in collina. Per gestirla abbiamo applicato il nostro protocollo di Protezione Civile, che ha visto il coinvolgimento di tutti i Comuni, raccordati con il centro di coordinamento in prefettura e il centro unificato di protezione civile. Il sistema ha funzionato molto bene e abbiamo risolto molto emergenze dove ci sarebbe potuta scappare la tragedia. C’è stata una grande reazione delle nostre comunità, anche se non sono mancati i disagi. Abbiamo pensato prima alle persone, poi alle strade. Qui rispondo alla questione della Cervese: abbiamo traslocato i mezzi pesanti nelle aree più colpite, vale a dire nella fascia collinare e montana. E’ stata una scelta, non incuria. Inoltre abbiamo ripristinato la viabilità nel giro di pochi giorni, ristabilendo l’ossatura della viabilità sul territorio. I mezzi impiegati dalla Provincia sono 171 in totale, con 260 persone attive. A questi si aggiungono 250 volontari di protezione civile. Per il sale sono stati spesi 250.000 euro. Infine, con la Prefettura il coordinamento molto buono. Per quanto riguarda i danni all’agricoltura, censiti dalla Provincia: al momento siamo a 473 segnalazioni, con valore di danni di circa 24,3 milioni di euro solo di danni alle strutture. Come stiamo agendo per gli agricoltori? Anzitutto con il calcolo dell’incidenza del valore del danno alle strutture sul valore della produzione agricola a livello comunale. Se si supera il 30% l’area circoscritta è soggetta agli strumenti previsti dal DLgs 102/2004, cioè l’attivazione delle polizze assicurative per chi l’ha sottoscritta; l’esonero parziale del pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali propri e per i lavoratori dipendenti, in scadenza nei dodici mesi successivi alla data in cui si è verificato l’evento; la proroga per una sola volta e per non più di 24 mesi delle scadenze delle rate delle operazioni di credito agrario di esercizio e di miglioramento e di credito ordinario effettuate dalle imprese agricole”.

Ha integrato l’assessore al Lavoro Denis Merloni: “Per i danni alle imprese stiamo al dato comunicato dalla Camera di Commercio: al 23 febbraio sono stati inviati 1.052 moduli di segnalazione dalle aziende, con danni lamentati a varia natura di 50,8 milioni di euro e con 5 aziende con danni superiori al milione di euro. Nessuna comunità locale è in grado di affrontare da sola quest’emergenza. Allo stato dell’arte, per quanto è possibile, si possono attuare due possibili azioni: veder riconosciuto l’intervento dei Confidi, con l’abbattimento del tasso di interesse del 2%, e la cassa integrazione ordinaria per la mancata consegna di materie prime e difficoltà ambientali. Purtroppo le piccole aziende non potranno utilizzare questa integrazione”.

Queste le domande poste dai consiglieri, nelle rispettive interrogazioni:

Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL, ha chiesto delucidazioni sulla diffusione di informazioni via internet da parte di Start, la società che gestisce il trasporto pubblico in Romagna, relativamente alle corse degli autobus, ed in particolare sul mancato aggiornamento del sito internet della società durante i giorni dell’emergenza con le informazioni di servizio.

Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL, ha domandato di conoscere i dettagli della richiesta fatta dalla Provincia alla Regione, durante l’emergenza neve, per il riconoscimento dello stato di emergenza su tutto il territorio provinciale, unitamente al concorso finanziario per interventi indifferibili e urgenti, ai sensi dell’art. 10, L.R. 1/2005.

Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell’Udc, ha posto l’interrogativo su “quali sono le valutazioni circa l’impatto dello scioglimento della coltre nevosa per quanto attiene i fenomeni di subsidenza ed il prevedibile ingrossamento dei corsi d’acqua”. Inoltre chiede “come s’intende intervenire a difesa del territorio, si auspica anche con azioni urgenti e preventive”.
A questo specifico quesito ha risposto il vice-presidente Guglielmo Russo: “I dati dell’Arpa sono stati aggiornati nelle ultime ore: lo scioglimento di questa neve, che non è “neve pesante” equivale a 84 milioni di metricubi di acqua in più nei corsi d’acqua, che comporterà l’innalzamento di 7 centimetri, quindi non tale da poter provocare esondazioni. In ogni caso è in corso il monitoraggio del Servizio Tecnico di Bacino, per eventuali situazioni locali di rischio. Il rischio idrogeologico è invece più difficile da prevedere: qui bisogna semplicemente attendere, dipenderà molto dalla velocità dello scioglimento in montagna. Ma non è un’attesa alla cieca, abbiamo una mappatura delle situazioni più a rischio, che negli ultimi due anni ammontano a 160 punti”.

Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL, ha inoltrato una domanda relativamente alla rimozione della neve sulla via Cervese di Forlì e sulle altre strade provinciali. In particolare, su via Cervese, per Gagliardi si è venuta a creare “una situazione di gravissimo pericolo, su cui solo nella giornata di martedì 7 febbraio, a distanza di una settimana dall’inizio della nevicata, si è intervenuti con decisione”. Gagliardi ha chiesto “per quale motivo si è intervenuti con quello che appare un grave ritardo nella messa in sicurezza della Cervese e se non ritiene opportuno rivedere le modalità d’intervento, al fine di evitare il ripetersi di situazioni critiche non solo sulla Cervese, ma anche su altre provinciali che si sono presentate a macchia d’olio come ad esempio la Bidentina, che mostrava alcuni tratti perfettamente puliti (dalla montagna al Gualdo) ed altri in situazione penosa (dal Gualdo a Forlì)”.

Stefano Gagliardi, capogruppo del PdL, ha posto il tema dei gravissimi danni all’economia locale soprattutto per alcuni settori come quello agricolo-zootecnico, sia per la perdita del prodotto che per i pesanti danneggiamenti strutturali subiti. Ha scritto Gagliardi: “Questo stato di straordinaria gravità richiede sforzi comuni e immediati, per consentire azioni straordinarie a tutela delle imprese e decidere in tempi certi le priorità da mettere atto, dalla richiesta di rinvio non sanzionabile degli adempimenti fiscali e previdenziali per le PMI, all’urgente valutazione delle perdite strutturali ed economiche per formulare straordinarie istanze di sostegno, all’accesso agevolato agli ammortizzatori sociali previsti dalla legge”. Tenuto conto, ha spiegato Gagliardi, “che i fondi ad oggi disponibili per i privati sono pari a zero, si interroga il Presidente per sapere quali ulteriori strumenti verranno attivati, oltre a quelli annunciati, per far sì che anche le imprese possano far fronte allo stato di emergenza e tentare di ricondurre alla normalità le proprie attività”.

Gian Luca Zanoni, capogruppo della Lega Nord, ha chiesto informazioni sui danni provocati alle imprese agricole e agli allevamenti. In particolare Zanoni ha chiesto “di conoscere l’entità delle perdite di capi di bestiame nel nostro territorio e di conoscere quali iniziative l’amministrazione intende intraprendere per sostenere gli allevatori in emergenza, e di sollecitare la Regione per attivare un fondo di rotazione per consentire alle aziende l’accesso al credito agevolato”.

Maria Grazia Bartolomei, capogruppo dell’Udc, ha chiesto “di prorogare ulteriormente la sospensione della caccia di selezione per cervi e daini sull’intero territorio provinciale fino al 10 marzo, data in cui è già stabilito dal calendario venatorio 2011/2012 che venga chiusa la caccia di selezione”. Il provvedimento è stato già adottato dalla Giunta Provinciale alcuni giorni fa.

Valerio Roccalbegni (consigliere PdL), Stefano Gagliardi (capogruppo PdL), Gian Luca Zanoni (capogruppo Lega Nord) hanno chiesto chiarimenti sulla pulizia delle strade. Dicono i tre consiglieri: “Duole dover ancora constatare che la Provincia di Forlì-Cesena ha operato in modo insufficiente rispetto a quella di Ravenna. Mentre le strade provinciali della consorella erano nere e perfettamente agibili, le nostre presentavano un manto di circa 3-4 cm di neve e ghiaccio. Questo si è potuto appurare non solo nelle strade collinari, ma anche in quelle di pianura. Chiediamo il perché si applica un metodo non conforme alle necessità di una buona e sicura viabilità e se ciò avviene per disposizione provinciale e perché non si fa uso abbondante di sale, considerato che costa 70 euro a tonnellata. Chiediamo inoltre a quanto è stimato l’intervento effettuato e se arriveranno contributi regionali e statali”.

Isabella Castagnoli, consigliera PdL, ha messo in rilievo il tema della sicurezza degli immobili di proprietà provinciale. Queste le richieste avanzate alla Giunta: “Si interroga per sapere se sono già stati controllati tutti gli immobili di proprietà della provincia; quali sono e a quanto ammontano i danni evidenziatisi in seguito alla nevicata di metà febbraio sulle stessi; che attività di messa in sicurezza delle strutture sono state già compiute e quali si intendono predisporre; i tempi degli interventi previsti”.

Isabella Castagnoli, consigliera PdL, ha richiesto una ricognizione sui danni al sistema stradale. Queste le domande: “Quali sono e a quanto ammontano i danni evidenziatisi in seguito alla nevicata sulle strade provinciali e sulla E45, che attività di messa in sicurezza delle suddette strutture sono state già compiute e quali si intendono predisporre; i tempi degli interventi previsti”.

Ha concluso il dibattito il Presidente della Provincia Massimo Bulbi: “Ci sono tre categorie di costi su cui si dovrà intervenire: il primo sono i costi dell’emergenza, che è durata dai 12 ai 15 giorni. Per questi costi siamo a circa 16-20 milioni di euro. Solo per far arrivare le turbine abbiamo dovuto sottoscrivere impegni finanziari. Poi ci sono danni al patrimonio pubblico, come strade, edifici pubblici, scuole: per il momento siamo a stime in via presuntiva, ma è evidente che saranno molto alti. Basta guardare come sono messe alcune strade, al limite della praticabilità. Questi costi potrebbero ammontare a 44 milioni circa, di cui 10,5 milioni sul patrimonio della Provincia. Infine, c’è la terza parte: i danni dei privati, da suddividere tra agricoltura e altre imprese. Per quanto riguarda l’agricoltura siamo a circa 24 milioni di euro, solo per le strutture, senza cioè contare i capi di allevamento morti e la mancata produzione ortofrutticola. I danni alle imprese non agricole ammontano a 50,8 milioni di euro, di cui 10 milioni di danni alle strutture e il resto di mancato reddito. L’unica certezza che abbiamo per ora è la copertura delle spese dell’emergenza, ma anche qui con un impegno che è una ‘pacca sulle spalle’. Paradossalmente, la nostra capacità di fare rete, di evitare che ci siano stati dei morti, il nostro essere bravi, alla lunga non è premiante per il territorio e arriva perfino a frenare le risorse che servono. Nella ristrettezza generale di risorse ci possono essere capitoli di spesa già previsti per alcuni Ministeri, che potrebbero essere usati per quest’emergenza piuttosto che per altri progetti. Su questi dobbiamo lavorare. Per esempio abbiamo inviato alla Soprintendenza una lista con l’indicazione degli edifici storici e di valenza culturale che sono rimasti danneggiati, in vista della visita che effettuerà a breve il sottosegretario ai Beni Culturali nelle province di Forlì-Cesena, Rimini e Pesaro. Anche sul turismo ci possono essere delle risorse ministeriali. Dobbiamo riuscire ad attingere a delle risorse già stanziate per i ministeri, se no ci ritroveremo alla fine solo con la copertura dell’emergenza”.

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