Fiere di Romagna, fumata nera. Salta l’accordo tra Regione e sindaci di Forlì, Cesena e Rimini.

Fiere di Romagna, fumata nera. Salta l’accordo tra Regione e sindaci di Forlì, Cesena e Rimini.
Nuovo Palacongressi, Rimini.

FIERE.Sulle fiere la Regione non svolge un ruolo di arbitro, come dovrebbe fare, ma di giocatore: e dopo anni passati a lavorare a favore di Bologna, ora gioca con Rimini, puntando ad umiliare le fiere di Forlì e Cesena”. Così il consigliere regionale Luca Bartolini (Pdl) commenta la rottura del tavolo delle Fiere di Romagna. La fumata nera, dopo il summit tra l’assessore regionale Muzzarelli, i sindaci di Forlì, Cesena e Rimini e i presidenti delle tre fiere, mette in luce l’incapacità della sinistra di trovare un accordo valido, equo e positivo per tutti i territori.

La Regione torna a saccheggiare la nostra provincia: una volta a favore di Bologna, una volta a favore di Rimini, ma così facendo non resterà più niente”, rimarca Bartolini sottolineando il positivo scatto d’orgoglio di Cesena, “che ha fatto bene a porre chiaramente il problema dello spostamento del Macfrut a costo zero, cioè senza nessuna contropartita in termini di eventi di egual importanza. Mentre invece viene da chiedersi come mai Forlì, che ospita Fieravicola, abbia subito calato le braghe, dicendosi d’accordo su tutto l’impianto proposto dalla Regione”. Il progetto di aggregazione portato avanti dall’assessore Muzzarelli, infatti, mira a concentrare su Rimini tutte le rassegne più importanti – leggasi Macfrut e Fieravicola – lasciando a Forlì e Cesena manifestazioni marginali. “Sul fatto che Rimini debba essere la fiera di riferimento della Romagna non ci sono certo obiezioni da fare, comprendiamo bene come il polo riminese e Bologna abbiano la necessità di competere con Milano e le fiere più importanti d’Europa”, prosegue il consigliere regionale del Pdl. “Ma da qui a voler umiliare le fiere di Forlì e Cesena, costringendole ad ospitare rassegne tipo la sagra dello stridolo ce ne passa. Siamo consapevoli che nel progetto di una società fieristica romagnola Rimini debba avere la leadership, ma siamo altrettanto consapevoli di come le fiere principali di Forlì e Cesena, quelle legate ad una precisa vocazione economica, che hanno una storia e successi importanti, debbano rimanere legate al territorio. Non si può pensare di sfruttare le fiere di Forlì e di Cesena come dei laboratori dove sperimentare nuove rassegne e se queste, dopo anni e investimenti, acquisiscono un livello nazionale poi spostarle a Rimini”.
La probabile battuta d’arresto del processo di integrazione delle fiere romagnole si poteva prevedere già guardando il luogo dove si è tenuta la riunione. “Appare singolare che già dal dieci febbraio scorso l’assessore regionale Muzzarelli avesse deciso di incontrare le parti a Rimini e non a Bologna”, fa notare Luca Bartolini. “Già da questo si capiva l’orientamento e la rigidità della Regione, che purtroppo, invece di rimanere equidistante e imparziale, ha preso improvvisamente le parti di Rimini”.

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