Strade delle Donne, a Savignano c’è quella per Peppina Censi.

Strade delle Donne, a Savignano c’è quella per Peppina Censi.
Via Censi, Savignano.

SAVIGNANO SUL R. Maestra, volontaria, attiva paladina delle donne, impegnata politicamente. E’ Peppina Censi l’unica donna savignanese , finora, a cui la sua città le ha riservato l’onore della intitolazione di una via.
Il progetto “Strada alle donne!” , promosso dall’Associazione socio-culturale voceDonna di Castrocaro Terme e Terra del Sole, si prefigge di censire le vie intitolate a donne nelle città e nei paesi della Romagna. Notoriamente, spiega l’associazione, le strade dedicate alle donne costituiscono una percentuale bassissima (introno al 5/6%) e in parecchi casi la percentuale è addirittura zero.
La mappatura del territorio offre l’opportunità di capire come è stata rappresentata la figura femminile attraverso l’intitolazione delle strade per stimolare il futuro toponomastico delle città verso scelte di parità tra i generi.

Le strade di Savignano sul Rubicone dedicate a donne sono ad oggi via Clara Calamai, via Peppina Censi, Piazza Anita Garibaldi, via Nilde Iotti, via Maria Montessori, via Mariele Ventre, via Iris Versari. Di queste, solo Peppina Censi è savignanese. La via dedicata alla maestra Peppina Censi, all’anagrafe savignanese registrata come Luigia Censi nata a Savignano il 18 marzo 1984 e morta a Savignano il 9 novembre 1972, si trova nei pressi di via Emilia Est.
Di Peppina Censi si legge nella delibera del consiglio comunale del 13 ottobre 1981 nr. 28 con la quale le veniva intitolata la strada: “La figura della signorina Giuseppina Censi, maestra di scuola materna, nella storia dell’attività educativa che diede a Savignano in ogni tempo, lustro, prestigio e benemerenze, assurge a simbolo d’infaticabile dedizione al proprio dovere, di esemplare disinteresse, di squisita umanità, arricchita ed esaltata dalla luce dell’ideale Cristiano, inteso come pratica costante di vita. Nei suoi 43 anni di servizio, prestato nella vetusta sede della Scuola Materna Vittorio Emnauele II in Borgo San Rocco, prima, e nella nuova sede di via Don Minzoni poi, educò intere generazioni di padri e madri di famiglia, che dimostrarono sempre, in ogni occasione, verso la loro Maestra profondi sentimenti di amore, di rispetto e di gratitudine. Esplicò, inoltre, la Sua opera generosa e disinteressata nel campo assistenziale, quale Membro stimato e benvoluto del Comitato dell’Ente Comunale di Assistenza (E.C.A.), ininterrottamente dall’insediamento della prima Amministrazione Democratica (1946) fino alla morte.
Nella Sua attività politica, intensa e coraggiosa, ricoprì la carica di Dirigente del locale Centro Italiano Femminile (C.I.F.) che la vide intelligentemente e indefessamente impegnata nel vivo dei problemi della Donna, nell’organizzazione dei Corsi Serali per adulti e delle Colonie estive per ragazzi. Per le Sue alte benemerenze civili e professionali la Signorina CENSI fu onorata con la nomina a Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana. La presenza di innumerevoli cittadini ai funerali della Signorina Censi siglò il più bell’elogio e il più alto riconoscimento ad una vita spesa per realizzare la crescita morale, culturale e civile della Comunità Savignanese”.

 

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