Nucleare: in arrivo nuove centrali. Fame di energia nel post-Fukushima.

Nucleare: in arrivo nuove centrali. Fame di energia nel post-Fukushima.
Centrali nucleari (foto di repertorio)

MONDO & NUCLEARE. Il post Fukushima? Un mondo spaccato in due. Domenica era ufficialmente un anno da quel terribile 11 marzo 2011. Il mondo del dopo Fukushima (e anche del dopo Chernobyl!) è diviso in due. C’è una parte che ha bloccato – in maniera più o meno convinta – la produzione di energia nucleare, un’altra che continua la sua “corsa all’atomo”. Nella prima “categoria” rientrano i ricchi paesi industrializzati dell’Occidente, nella seconda quelli che si stanno sviluppando in questi anni. Naturalmente ci sono delle parziali eccezioni anche nella fascia occidentale che sta dicendo ‘”no” al nucleare, come in Francia e Stati Uniti, ma chi sta puntando sul nucleare è soprattutto l’Asia con ai primi posti Cina e India. Questa è la situazione secondo il rapporto della World Nuclear Association.

BISOGNO DI ENERGIA. I Paesi che si stanno industrializzando stanno consumando energia in maniera esponenziale, soprattutto in settori come l’acciaio e l’alluminio. Fra questi rientrano anche nazioni come Il Vietnam e la Corea del Sud, anche se in realtà, quest’ultima, ha già raggiunto un elevato livello di sviluppo. Guardando al fabbisogno energetico per il futuro, secondo quanto prevede l’Agenzia Internazionale dell’energia, il consumo di energia elettrica è destinato ad aumentare: nel 2035 il mondo consumerà l’80 per cento di corrente in più rispetto a quanto viene consumato oggi. Ad alzare maggiormente questa percentuale sono i paesi asiatici appena citati.

NUOVE CENTRALI. Stanno per essere costruite numerose nuove centrali atomiche, termoelettriche, a gas o a carbone. Sempre secondo il World Nuclear Association, al momento sono in costruzione 60 nuove centrali nucleari e sono già stati ordinati 163 reattori. Dunque i Paesi ad aver fatto marcia indietro sull’energia nucleare non sono tanti: Giappone, Germania e Svizzera (guardando più lontano anche Messico, Venezuela e Kuwait), più qualche rallentamento-ripensamento in Francia e Stati Uniti. Per il resto, il bisogno energetico dei Paesi che vogliono raggiungere il “benessere”, sta guidando la corsa al potenziamento del nucleare.

 

 

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