Ravenna, i nomi degli operai della Mecnavi scolpiti nella memoria. Ma più morti sul lavoro.

Ravenna, i nomi degli operai della Mecnavi scolpiti nella memoria. Ma più morti sul lavoro.
Strage Mecnavi. Immagine di repertorio

RAVENNA. Alla presenza dei famigliari, delle autorità cittadine, dei rappresentanti delle organizzazioni sindacali si è svolta stamane in piazza del Popolo a Ravenna, la cerimonia del venticinquesimo anniversario della tragedia della Mecnavi in cui persero la vita 13 lavoratori.

Dopo la deposizione della corona alla lapide commemorativa, sono seguiti gli interventi ufficiali.
Il Sindaco Fabrizio Matteucci ha ricordato le tredici vittime una per una.
I loro nomi – ha detto Matteucci – sono scolpiti nella memoria collettiva della nostra comunità insieme alle loro storie emblematiche di condizioni di vita e di lavoro che non vorremmo mai più essere costretti a raccontare. Oggi ci ritroviamo qui – ha proseguito – per rendere omaggio ai morti, per stringerci ai loro familiari e per ribadire il nostro impegno per scongiurare le tragedie sul lavoro”.
Mai più – ha affermato il Sindaco ricordando la scritta sullo striscione degli studenti che aprì venticinque anni fa il corteo degli studenti all’indomani della tragedia – è l’orizzonte verso il quale dobbiamo camminare tutti insieme. I recenti incidenti nell’area portuale e alle Bassette avvenuti a ridosso della movimentazione delle merci, ci dicono che il grande impegno delle istituzioni e della comunità ravennate di questi anni va spinto ancora più avanti, seguendo la traiettoria di quelle che abbiamo individuato come le principali linee di azione. Le regole che via, via, vanno adeguate al modificarsi dell’organizzazione del lavoro. I controlli, che vanno resi il più possibile diffusi e continui. La formazione. E poi soprattutto, la cultura diffusa della sicurezza sul lavoro, che è alimentata da un impegno continuo e che deve essere imperniata sul valore della vita e della salute dei lavoratori”.
Il Sindaco di Bertinoro, Nevio Zaccarelli ha ricordato che quando partecipò ai funerali delle quattro vittime della sua città lui era un giovane Assessore. Quella tragedia, ha ricordato, mi ha colpito nel profondo perché anche mio padre morì per un incidente sul lavoro.
Nonostante Bertinoro sia per molti aspetti un’isola felice, Zaccarelli ha ammesso di ricevere numerosi curricula di ragazzi in cerca di un lavoro, cosa che solo qualche anno fa non succedeva. Dare una prospettiva e un futuro ai giovani, secondo il primo cittadino di Bertinoro, è il modo migliore per celebrare l’anniversario della Mecnavi.
Parlando a nome di Cgil, Cisl e Uil, il segretario provinciale della Uil Riberto Neri ha ribadito che “la ricorrenza della tragedia Mecnavi rappresenta per noi non solo un evento commemorativo, ma un appuntamento periodico. Un appuntamento nel quale concentrare l’attenzione su quanto fatto e su quanto ancora è necessario fare per garantire e tutelare l’incolumità fisica dei lavoratori nei luoghi di lavoro”. In questi ultimi tempi le basi sono state gettate: l’introduzione del Durc che rende più efficaci i controlli incrociati, il nuovo testo unico sulla sicurezza sul lavoro, i protocolli per la sicurezza in ambito portuale e sulle regole negli appalti pubblici e privati. Ma “occorre andare oltre di questo come sindacato siamo fermamente convinti”. Neri ha ricordato lo stillicidio quasi giornaliero degli infortuni sul lavoro e che i numeri confermano che “Ravenna rappresenta tutt’ora, un’area di forte criticità”.
In questo contesto, “considerare il tema della sicurezza come priorità del mondo del lavoro, assume i contorni di una vera e propria battaglia di civiltà”. Chiudendo il suo intervento ha posto l’accento sulla necessità di un impegno sempre più corale per la sicurezza: “solo con l’impegno di tutti sarà possibile affermare il significato di quel grido lanciato il 13 marzo 1987 dagli studenti di Ravenna: mai più!”.
Le celebrazioni sono proseguite poi con il convegno promosso a sala D’Attorre di Casa Meandri dai tre sindacati sul tema: “1987-2012. Mecnavi, 25 anni dopo: contributi, esperienze, prospettive”.
Nel corso del convegno Cgil, Cisl e Uil hanno annunciato l’intenzione di istituire in maniera strutturale, almeno una volta all’anno, un’assemblea generale di tutti gli Rls (Rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza) del territorio, perchè ci sia uno scambio, un confronto, una condivisione dei risultati e delle buone prassi conseguite, ma anche delle difficoltà incontrate in modo da affrontarle in maniera collettiva e per la condivisione di iniziative e di azioni unitarie per il miglioramento delle condizioni di sicurezza nei luoghi di lavoro.
Il convegno è stato anche l’occasione per Gianpiero Mancini, responsabile del Servizio prevenzione e sicurezza ambienti di lavoro dell’Ausl di Ravenna, di presentare i dati (forniti nelle tabelle in allegato e aggiornati al 2010) relativi agli infortuni nel territorio provinciale. Se ne deduce in estrema sintesi che, negli ultimi anni, si è registrato un calo del numero e dell’incidenza infortunistica in generale e nella maggior parte dei settori più importanti. Il calo in metalmeccanica è, però, meno soddisfacente e quello in sanità non è apprezzabile. Mancini ha poi effettuato alcune considerazioni sottolineando che le condizioni di continuo turnover e di instabilità dei lavoratori determinano pericoli per la salute e la sicurezza sul lavoro. “Gli infortuni non sono tutti uguali e avvengono per motivi diversi – spiega Mancini -. Di alcuni incidenti si può discutere e indagare a fondo per capire cosa sia successo; per altri infortuni le motivazioni sono, invece, evidenti e le risposte sono altrettante scontate: ci sono regole che devono essere rispettate e che sono nate proprio per evitare che i lavoratori si trovino in condizioni di rischio. Nel territorio ravennate vedo una grande determinazione nell’affrontare questa problematica. Penso ad esempio che i patti sociali territoriali siano un ottimo strumento e l’accordo sulla formazione è una misura positiva. Serve compattezza tra le pubbliche istituzioni che svolgono prevenzione e vigilanza. Tenendo, comunque, presente che se il valore della prevenzione non trova applicazione diffusa nelle aziende, le altre azioni avranno un’efficacia limitata”.

IL DISCORSO DEL SINDACO MATTEUCCI. Riportiamo il discorso del sindaco Mattucci: ” 25° anniversario tragedia Mecnavi. Il discorso del Sindaco Fabrizio Matteucci

Venticinque anni possono sembrare tanti oppure un soffio.
Sono gli eventi quotidiani a muovere la macchina del tempo.
Ecco allora che l’ incidente mortale avvenuto qualche giorno fa al porto ci riporta indietro a quel tragico 13 marzo 1987, quando persero la vita 13 operai. Ci fa rivivere la stessa angoscia. Sentiamo forte come allora il richiamo al dovere per fare sempre di più e meglio per tutelare la sicurezza sui luoghi di lavoro.
Oggi ci ritroviamo qui, come ogni anno da 25 anni, ai piedi della lapide che ricorda la tragedia avvenuta ai cantieri Mecnavi, per rendere omaggio ai morti, per stringerci ai loro familiari e per ribadire il nostro impegno per scongiurare le tragedie sul lavoro.
Voglio ricordare anche quest’anno le tredici vittime una per una:
Filippo Argnani,
Marcello Cacciatori,
Alessandro Centioni,
Gianni Cortini,
Massimo Foschi,
Marco Gaudenzi,
Domenico Lapolla,
Mohamed Mosad,
Vincenzo Padua,
Onofrio Piegari,
Massimo Romeo,
Antonio Sansovini,
Paolo Seconi.
I loro nomi sono scolpiti nella memoria collettiva della nostra comunità, insieme alle loro storie emblematiche di condizioni di vita e di lavoro che non vorremmo mai più essere costretti a raccontare.
Certo, nel porto di Ravenna non si lavora più come si faceva venticinque anni fa. Quella tragedia ha smosso le coscienze, ci ha costretto ad impegnarci sempre di più perché, come era scritto nello striscione che apriva il silenzioso corteo degli studenti il giorno dopo la strage, non accadesse “mai più”.
“Mai più” morti sul lavoro.
Mai più condizioni inaccettabili di sfruttamento delle persone.
Mai più ragazzi buttati allo sbaraglio a fare lavori pericolosi senza un’adeguata formazione.
Mai più ambienti di lavoro insicuri e insalubri.
Mai più contratti fuori dalle regole.
Tempo fa il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha detto che fino a quando ci sarà un solo morto sul lavoro, nessuno potrà dirsi soddisfatto.
Questo è l’orizzonte del nostro impegno.
La guardia deve rimanere sempre alta, anche perché nella situazione di oggi vedo i pericoli di un possibile ritorno di quella deregulation che è stata la causa principale di quella tragedia avvenuta 25 anni fa.
Ci sono alcuni dati diffusi nei giorni scorsi che ci devono fare riflettere e rendere il nostro impegno sempre più incisivo.
Al 31 dicembre 2011 in provincia di Ravenna c’erano ben 30.415 persone iscritte alle liste di collocamento con un aumento, rispetto al 2010, di oltre 3.134 unità.
Questi numeri fotografano una situazione ed una tendenza che considero pericolosa.
Anche la nostra provincia è caduta nella spirale di una crisi durissima che non sappiamo ancora quando finirà.
In tempi di crisi sembra che le regole tendano al ribasso.
Ma non scherziamo: non c’è crisi che giustifichi la mancanza di rispetto dei diritti e della vita delle persone. Non c’è crisi che giustifichi il ricorso al precariato selvaggio, al lavoro irregolare e mal pagato.
E allora ricordiamoci che fra quei tredici morti c’erano anche ragazzi al primo giorno di lavoro nero.
Ricordiamoci di Filippo Argnani, cassaintegrato che decide di accettare quel lavoro al porto per arrotondare e mantenere così la moglie e la figlia.
Ricordiamoci di Mohamed Mosad. Lui veniva dal Cairo e dormiva all’interno di uno stabilimento balneare di Punta Marina.
Il fenomeno dell’immigrazione non era venticinque anni fa così accentuato come lo è adesso.
Ma non possiamo fare a meno di fare un parallelo con i tanti che oggi lasciano il loro paese di origine per intraprendere un viaggio della speranza che spesso si infrange contro il muro dei diritti negati.
Un ex compagno di lavoro di Mohamed Mosad raccontò che l’operaio egiziano era già stato coinvolto in un principio di incendio all’interno della nave.
Più della paura potè il bisogno di mandare qualche soldo alla famiglia che era rimasta al Cairo.
Non possiamo dimenticare che nel ventre buio e freddo della nave mentre qualcuno puliva altri saldavano: due lavori incompatibili.
“Mai più”: è questo il monito che vogliamo lanciare in occasione di questo 13 marzo e dei prossimi che verranno.
“Mai più” è l’orizzonte verso il quale dobbiamo camminare tutti insieme. I recenti incidenti nell’area portuale e alle Bassette avvenuti a ridosso della movimentazione delle merci, ci dicono che il grande impegno delle istituzioni e della comunità ravennate di questi anni va spinto ancora più avanti seguendo la traiettoria di quelle che abbiamo individuato come le principali linee di azione.
Le regole, che via, via vanno adeguate al modificarsi dell’organizzazione del lavoro.
I controlli, che vanno resi il più possibile diffusi e continui.
La formazione.
E poi soprattutto, la cultura diffusa della sicurezza sul lavoro, che è alimentata da un impegno continuo e che deve essere imperniata sul valore della vita e della salute dei lavoratori.
Cultura, controlli, monitoraggio continuo delle situazioni sui luoghi di lavoro per le quali è irrinunciabile la presenza e la forza delle organizzazioni sindacali.
La loro funzione è insostituibile, come ci ricorda la tragedia della Mecnavi, nella tutela delle condizioni di sicurezza in tutti i luoghi di lavoro”.

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