Tsunami. Se lo conosci lo ‘eviti’, in aiuto le registrazioni dei sopravvissuti.

Tsunami. Se lo conosci lo ‘eviti’, in aiuto le registrazioni dei sopravvissuti.
Tsunami (foto di repertorio)

GIAPPONE & TSUNAMI. Onde alte anche 9 metri che si sono infrante sugli edifici ad una velocità di 40 km all’ora, ovvero 11 metri al secondo. Stiamo parlando dello tsunami giapponese di un anno fa, e questi dati li abbiamo grazie alle registrazioni di alcuni sopravvissuti.

IMPREVEDIBILE TSUNAMI. A un anno dal terribile tsunami che ha sconvolto il Giappone, gli esperti cercano di studiare il modo per limitare i danni di un simile evento, se mai dovesse ripresentarsi. Il problema principale dello tsunami è che è imprevedibile: è possibile, dopo una scossa di terremoto, capire con alcune ore di anticipo se un’onda anomala colpirà la costa, ma per il resto, è quasi “buio” totale.
Le ore di preavviso sono poche ma fondamentali, in ciò aiuta avere un piano preciso di evacuazione, o sapere quali comportamenti adottare per mettersi al riparo, per quanto possibile. Rimane comunque difficilissimo stabilire a quale velocità arriverà l’onda, quale sarà il suo impatto, le conseguenze sugli edifici e le direzioni che prenderanno quelle enormi quantità d’acqua.

TELECAMERE. Due ricercatori dell’Università della California del Sud e del Georgia Institute For Technology, Costas Synolakis e Hermann Fritz, hanno proposto di utilizzare le telecamere. In questo senso: raccogliere le registrazioni dei cittadini di quel terribile 11 marzo. Da quelle registrazioni potrebbero emergere dati molto interessanti perchè sono filmati realizzati a pochi metri dalle spiagge, a differenza di quanto accadde in Indonesia nel 2004.  Le registrazioni più preziose sarebbero quelle realizzate al porto di Kesennuma nella cui terrazza sopraelevata si rifugiarono molti giapponesi, i quali ripresero, con videocamere e smartphone quello che stava accadendo. L’intenzione è quindi quella di creare un grande database dei dati rilevati dai filmati, in modo da poter meglio ipotizzare dove le onde potrebbero colpire con più forza, i loro effetti, il modo con cui si addentrano nel territorio.  Oltre a questo si starebbe anche provvedendo ad installare telecamere che registrino eventi simili ma di minore gravità da essere utilizzati come modelli.

La notizia di questa iniziativa viene riportata da www.greenstyle.it/giappone-presto-le-telecamere-anti-tsunami-8017.html#ixzz1oKkcyyjq. Fonte: New Scientist

 

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