Emilia Romagna & salute. Chi paga i controlli sanitari sulla produzione di alimenti?

Emilia Romagna & salute. Chi paga i controlli sanitari sulla produzione di alimenti?
Controlli sanitari (foto di repertorio)

EMILIA ROMAGNA & CONTROLLI. Il Decreto Legislativo 194/08 prevede che il finanziamento delle attività di controllo ufficiale, in attuazione del regolamento (CE) n.882/2004, ricada sugli operatori del settore alimentare e non sulla collettività.
Le nuove tariffe hanno sostituito le precedenti , assoggettando al pagamento anche operatori di nuove attività, come ad esempio i produttori di ovoprodotti, i centri di cottura, il vino, le bevande alcoliche, gli oli e altro.
Come spesso succede, in particolare quando si parla di riscossioni di tasse, le difficoltà interpretative hanno reso un pò difficoltosa l’attuazione della norma in modo omogeneo nel territorio nazionale, con evidenti ripercussioni economiche e distorsioni del mercato.

RISPOSTE E DUBBI. Per cercare di risolvere la situazione, le Regioni hanno posto precisi quesiti allo Stato, ripresi spesso dalle associazioni di categoria che chiedevano un’interpretazione univoca sui soggetti che devono pagare.
Il Ministero della salute ha dato alcune risposte ma diversi dubbi sono rimasti, per cui permangono attualmente interpretazioni regionali diverse.
Dopo l’emanazione nel 2010 della Legge comunitaria 2009 è emerso un ulteriore problema interpretativo, sull’esclusione dal pagamento dei controlli da parte degli imprenditori agricoli.
La legge ha precisato che sono esclusi dal pagamento di queste tariffe gli imprenditori agricoli, intendendo come categoria quella individuata dal Codice civile.
La questione è che il Codice ingloba nella categoria dei produttori agricoli anche le cooperative e i consorzi quando utilizzano per lo svolgimento della loro attività prevalentemente i prodotti dei soci.
A questo punto ci si è chiesti se l’esclusione stabilita dalla legge Comunitaria riguarda tutte le tipologie di produttori agricoli inseriti nel Decreto 194/2008 o solo una parte.
La questione non è banale visto che nel momento della riscossione dei tributi, alcuni impianti con capacità industriale, come macelli e grossi caseifici, declinavano la richiesta di pagamento fatta dalle ASL in quanto cooperative agricole.
La distorsione del mercato era evidente: diversi macelli industriali rimanevano soggetti a tariffe anche molto onerose (centinaia di migliaia di euro all’anno) , mentre altre strutture di analoghe dimensioni , qualificandosi come cooperative, non si ritenevano soggette alla tassa.

NUOVA RICHIESTA. Le Regioni, trovandosi di fronte a una situazione poco chiara destinata a creare proteste e contestazioni, hanno formulato una nuova richiesta di chiarimento allo Stato che purtroppo non ha ancora risposto.
In mancanza di un chiarimento da parte dei Ministeri competenti, la Regione Emilia Romagna con propria delibera, ha affermato che la legge comunitaria in merito alla esenzione del pagamento, non si applica a determinate categorie di produttori, perché il regolamento comunitario, che prevale sulla normativa nazionale, non lo consente.
Gli impianti di produzione come i macelli, indipendentemente che siano o meno cooperative di imprenditori agricoli, dovranno quindi continuare a versare i contributi per i controlli sanitari (per gli addetti ai lavori Sezioni da I a V del Dlgs.
194/2008).
C’è un altro problema da risolvere.
Bisogna stabilire se gli imprenditori agricoli sono esclusi dal pagamento a partire dalla data di emanazione del Decreto 194/2008 oppure dalla data di pubblicazione della Legge comunitaria del 2010 ? Anche in questo caso la Regione, in attesa dei chiarimenti richiesti alle Autorità centrali, ha fornito una propria interpretazione: gli imprenditori agricoli sono esclusi dal pagamento delle tariffe, a partire dalla pubblicazione del Decreto 194/08.
Ovviamente è auspicabile un chiarimento da parte dei Ministeri competenti, che possa appianare le attuali differenti posizioni regionali, in quanto trattandosi di tasse, non è tollerabile una disparità di trattamento

A cura di
Servizio veterinario e igiene alimenti
Assessorato politiche per la salute
Regione Emilia-Romagna

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