San Giuseppe, festa del papà. Si accendono falò per il patrono di falegnami e senzatetto.

San Giuseppe, festa del papà. Si accendono falò per il patrono di falegnami e senzatetto.
San Giuseppe (immagine di repertorio)

SANTO DEL GIORNO. Oggi si celebra San Giuseppe, sposo di Maria e padre adottivo di Gesù. Quel Gesù che egli amò come figlio suo. Una vita la sua, che fu immenso esempio di amore e rispetto verso la vita, alla luce della fede.
Proprio oggi si celebra anche la festa del Papà e ogni figlio prepara un regalo per il proprio padre, anche un semplice pensiero o un abbraccio.

SAN GIUSEPPE. Dai vangeli si possono attingere poche ma significative notizie relative a San Giuseppe. Giuseppe era un uomo definito giusto, discendente dalla stirpe del re David, viveva a Nazaret dove faceva il falegname. Egli era promesso sposo a Maria e quando seppe che la donna aspettava un bimbo, decise di non ripudiarla. Dopo la nascita di Gesù un angelo lo avvisò in sogno della persecuzione di Erode, così Giuseppe portò in salvo Maria e Gesù in Egitto.
La presenza di Giuseppe nei vangeli emerge come figura umile e discreta, che accompagna il disegno di Dio con il silenzio dell’amore e della fede.

ICONOGRAFIA. Nell’iconografia tradizionale il santo appare come un uomo maturo, molto più grande di Maria. Spesso San Giuseppe appare anziano, probabilmente per evidenziare la paternità divina di Cristo; nei vangeli apocrifi Giuseppe è addirittura descritto come un anziano vedovo. Il nome Giuseppe, dall’ebraico, significa ‘Dio aggiunga’.

PATRONATI.  San Giuseppe è il patrono di carpentieri, artigiani, ebanisti, economi, falegnami, procuratori legali, padri di famiglia e operai. San Giuseppe viene invocato inoltre per la buona morte, dai senzatetto e dagli esiliati. Oltre al 19 marzo, San Giuseppe è festeggiato anche il 1 maggio: San Giuseppe lavoratore.

LA FESTA DEI FALO’. In alcune zone d’Italia San Giuseppe viene festeggiato con i tradizionali falò. In Liguria, in Puglia e in Emilia Romagna si svolgono delle vere e proprie feste dei falò: si accendono fuochi per festeggiare il passaggio dall’inverno alla primavera. In alcuni paesi nel fuoco viene anche bruciato un vecchio fantoccio detto “la vecchia” con sui si segna simbolicamente il passaggio dal vecchio al nuovo. Una festa per godere del caldo del fuoco prima che arrivi quello dell’estate. I fuochi vengono accesi sia dai privati nei propri cortili di campagna, oppure vengono organizzati dei grossi fuochi a livello comunale, con feste di paese che attraggono centinaia di persone attorno al fuoco, alla musica e alle specialità gastronomiche. Nelle campagne della Romagna c’è una simpatica credenza legata al fuoco di San Giuseppe: alle donne che – a fuoco ormai spento – riescono a saltare il cumulo di braci e cenere – crescerà un seno fiorente.  Questi fuochi vengono chiamati in diversi modi tra cui ‘focarine’ o ‘fogheracce’, nell’ambito di una festa ricca di tradizione, ricordata e festeggiata in tanti modi in Italia e oltre.

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