Giornata mondiale dell’acqua: è il momento di un gesto di solidarietà. Partecipa al progetto ‘Dona acqua’.

Giornata mondiale dell’acqua: è il momento di un gesto di solidarietà. Partecipa al progetto ‘Dona acqua’.
Giornata mondiale dell'acqua. Immagine di repertorio

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA. Dal 1992, il 22 marzo è la Giornata Mondiale dell’acqua (vedi nostro articolo http://www.romagnagazzette.com/2012/03/22/giornata-mondiale-dellacqua-ancora-oggi-un-miliardo-di-persone-e-senza-acqua-potabile/?preview=true&preview_id=56709&preview_nonce=9136e6a548) e per ricordare questa ricorrenza, quest’anno lo slogan è “Il pianeta ha sete perché il mondo ha fame”.

C’ E’ CHI SPRECA, C’E’ CHI NON NE HA. Ancora oggi un miliardo di persone non hanno accesso ad acqua sicura, 2 miliardi e 700 milioni tra cui 980 milioni di bambini non dispongono di impianti igienici adeguati. 4.000 bambini muoiono ogni giorno per malattie causate da acqua inquinata e il 50% dei posti in ospedale dei paesi in via di sviluppo è occupato da vittime di acquq inquinate. Questo, mentre il 12% della popolazione mondiale usa l’85% delle risorse del Pianeta.
Nei Paesi più industrializzati, invece, ogni singolo cittadino consuma in media  da 2 a 4 litri di acqua al giorno e la maggior parte dell’acqua che “beviamo” è contenuta negli alimenti che mangiamo: per produrre un chilo di carne si consumano 15.000 litri d’acqua e per produrre un chilo di cereali se ne consumano 1.500.

L’INIZIATIVA PER L’ETIOPIA. L’acqua è un bene di inestimabile valore, la cui presenza condiziona l’intera esistenza di ogni singolo essere umano. E , proprio per questo, nessuno può rimanere indifferente:  chi è più fortunato non può pensare solo al proprio ‘orticello’, ma dovrebbe pensare anche al suo vicino che, magari, di acqua potabile non ne ha. Vi segnaliamo quindi questa (una delle tante, ma importante) iniziativa che, grazie ai fondi raccolti, si sta impegnando per  la realizzazione di un pozzo d’acqua a Meketa, nella Woreda di Irob, Regione del Tigray , Etiopia..

Fondazione Butterfly onlus

ETIOPIA

L’Etiopia è il paese più esteso e popoloso del Corno d’Africa, con 1.098.000 kmq di superficie e una popolazione di oltre 79 milioni di persone (dati Human Development Report 2007-08, UNDP). Il Paese è uno tra i più poveri dell’Africa e del mondo e si  classifica al 169° posto su 177 paesi nell’Indice di Sviluppo Umano elaborato dall’UNDP.

La popolazione ha un tasso di crescita del 2,5% annuo, ovvero un aumento di circa 2 milioni di persone ogni anno e si prevede che nel 2015 raggiungerà i 101 milioni di abitanti.

Circa un quinto della popolazione vive in aree urbane mentre la maggior parte, ovvero l’85% vive nelle aree rurali in situazione di povertà o estrema indigenza. Il reddito pro-capite annuo è inferiore ai 1.000 dollari e circa l’80% della popolazione del paese vive in condizioni di estrema povertà, sopravvivendo con meno di due dollari al giorno, mentre circa 25 milioni di persone sopravvivono con meno di un dollaro al giorno.

Negli ultimi due decenni l’Etiopia, oltre a dover affrontare le problematiche relative alle difficoltà di accesso a fonti di acqua sicure e pulite, alla bassa disponibilità di terra coltivabile, ai servizi sanitari quasi inesistenti, all’espandersi dell’HIV-AIDS, è stata fortemente colpita da conflitti armati, siccità, inondazioni, carestie, moria di bestiame ed epidemie. Tali fenomeni hanno ulteriormente indebolito la capacità della popolazione di sopportare tali eventi.

In particolare, dall’ottobre 2005 fino alla seconda metà del 2006, l’Etiopia ha subito una persistente siccità che ha danneggiato la produzione agricola di molte regioni del Paese e che ha ulteriormente aggravato l’insicurezza alimentare ed aumentato i casi di malnutrizione, soprattutto della parte più vulnerabile della popolazione.

Alla grave siccità sono seguite, tra ottobre 2006 e gennaio 2007, piogge più abbondanti della norma, dovute a un moderato episodio di El-Niño e ad un surriscaldamento delle acque dell’Oceano Indiano, che hanno causato le peggiori inondazioni degli ultimi anni in tutto il Corno d’Africa. Tra agosto e settembre 2007 ci sono stati vari episodi di straripamento di fiumi e inondazioni di campi coltivati e moria di bestiame. Ciò ha provocato la morte di centinaia di persone, la diffusione di malattie tra la popolazione (in particolare diarrea acuta e altre malattie portate dalla moltiplicazione delle zanzare), la perdita della produzione agricola e di bestiame e la trasmissione di malattie animali. Molte infrastrutture sono state danneggiate, interrompendo i trasporti di merci e persone.

La regione del Tigray
La regione si trova a nord dell’Etiopia ed ha una superficie di circa 61.500 kmq, che corrisponde al 5,6% del totale della superficie del Paese. Sono circa 5 milioni gli abitanti del Tigray e l’85% è rappresentato da popolazione rurale.Questa regione è stata segnata da circa 20 anni di guerra civile, che ha generato una grave crisi economica e sociale, sia in termini di distruzione di infrastrutture fisiche che di estremo impoverimento della popolazione.

Nonostante le varie limitazioni alla sua produttività, l’agricoltura gioca il ruolo predominante nell’economia della regione: il 90% della popolazione è impiegato nel settore agricolo, ma solo l’8,75% della popolazione ha più di due ettari di terra, mentre il 14,31% possiede meno di mezzo ettaro. Inoltre, i ricorrenti periodi di siccità, oltre alla scarsa fertilità del suolo e ad un uso non sostenibile delle risorse naturali, hanno generato un calo della produttività del settore agricolo determinando una situazione di insicurezza alimentare cronica.

Lo standard di vita mostra che il 75% della popolazione rurale e il 61% di quella urbana vive sotto la soglia della povertà e la mancanza di mezzi finanziari impedisce alla popolazione di utilizzare una quantità di acqua adeguata alle necessità domestiche o agricole.

La zona orientale del Tigray è soggetta a ricorrenti siccità e la Provincia di Irob, area del progetto, è, assieme alle Woreda di Ganta Afeshum e Saesietsaedaemba, tra quelle più colpiti dall’insicurezza alimentare.
L’insicurezza alimentare a livello di singole famiglie può nascere da svariate cause, e può arrivare a livelli devastanti quando molteplici cause si sommano: in quei casi l’insicurezza alimentare cronica è uno dei rischi più comuni. Proprio perché l’agricoltura è l’elemento fondante per la sopravvivenza delle comunità locali, l’avvento delle siccità ha conseguenze negative su tutti gli aspetti della vita delle famiglie.Sono diffuse le infezioni intestinali che colpiscono particolarmente i bambini, causate principalmente dall’utilizzo per usi domestici di acqua proveniente da fonti non sicure (in particolare di acqua stagnante).

“PROGETTO DONA L’ACQUA” - PROMOSSO E SOSTENUTO DAL GRUPPO ARCA DI CESENA.
REALIZZAZIONE DI UN POZZO CON POMPA A MANO A MEKETA REGIONE DEL TIGRAY, ETIOPIA
Il primo progetto realizzato grazie  ai fondi ricevuti da parte del Gruppo ARCA di Cesena in relazione alla operazione di solidarietà e cooperazione internazionale “DONA  l’ACQUA“ si è concretizzato  attraverso la  realizzazione di un pozzo d’acqua a Meketa, nella Woreda di Irob, Regione del Tigray , Etiopia.

Il giorno 16 Giugno 2011, dopo un percorso assolutamente improponibile che ci ha portato in più di quattro ore a percorrere, scortati dai militari, solo 60 chilometri di strada sterrata, è stato inaugurato,  a pochissime centinaia di metri dal confine con l’Eritrea, questo pozzo che consente alla popolazione locale un sano approvvigionamento idrico.

La zona di Meketa si trova nella Woreda di Irob, a circa 70 km a nord-est di Adigrat, nella regione del Tigray. Si tratta di una zona particolarmente arida e di difficile accesso dove la popolazione vive di agricoltura di sussistenza.  Il pozzo è stato scavato alla profondità di 64 metri e consentirà a oltre 750 persone di bere finalmente acqua pulita.

La popolazione locale ha ringraziato la fondazione Butterfly onlus  ed il Gruppo ARCA per questo intervento e sollecitato ulteriori azioni in questo sperduto angolo di mondo, in relazione alla necessità di realizzare almeno  un secondo pozzo ed una scuola per gli oltre 300 bambini che oggi sono costretti a fare lezioni in quattro aule diroccate. Per la realizzazione tecnica di questo intervento la fondazione si è affidata come di consuetudine al Segretariato Cattolico di Adigrat, organizzazione che da anni opera nella regione in interventi idrici ed che è dotata dei macchinari, trivelle e personale tecnico preparato per la realizzazione e manutenzione di punti acqua.

Lo scavo del pozzo non è sufficiente a garantire l’accesso all’acqua alla popolazione del villaggio se non si crea un senso di responsabilità tra gli abitanti del villaggio per la gestione e la cura della fonte d’acqua. Il Water Bureau dell’ADCS si è pertanto  fatto carico della  formazione di un comitato di villaggio per la gestione e manutenzione del pozzo e per la diffusione delle pratiche igienico sanitarie di base.

La Fondazione Butterfly onlus si è avvalsa per tutte le attività operative in loco dell’ufficio di coordinamento VIS (Volontariato Internazionale per lo Sviluppo) in Etiopia, che ha garantito rapporti con il Segretariato Cattolico (ADCS)

REALIZZAZIONE DI UN POZZO PROFONDO A EDAGA HAMUS REGIONE DEL TIGRAY, ETIOPIA

La zona di Edaga Hamus si trova nella Woreda di Saesietsaedaemba, a circa 20 km a sud di Adigrat, Regione del Tigray, Etiopia. Si tratta di una zona particolarmente arida e di difficile accesso dove la popolazione vive di agricoltura di sussistenza. Le precipitazioni sono scarse ed irregolari e mettono a repentaglio periodicamente i raccolti.

Il progetto sottoposto ed approvato da parte del Gruppo ARCA di Cesena è consistito nella realizzazione di un pozzo profondo, trivellato alla profondità di 220 metri, alimentato da una pompa elettrica e corredato da cisterna di raccolta acqua e tubature interrate atte ad alimentare adeguati punti di distribuzione acqua sia  nella corte della scuola che all’interno della clinica.

Le Suore della Congregazione Figlie di S. Anna sono presenti a Edaga Hamus dal 1995, dove hanno realizzato una scuola elementare, un asilo nido e una clinica di assistenza medica. La scuola, inaugurata nel 2005, ospita circa 800 studenti, mentre la clinica riceve circa 50 pazienti al giorno e la popolazione che oggi può avere  accesso al pozzo è stimata in circa 150 persone al giorno. Il sistema idrico proposto permette dunque l’approvvigionamento di acqua potabile a circa 1.000 utenti al giorno.

L’inaugurazione del pozzo è stata effettuata in data 17 Dicembre 2011 alla presenza di tutti i ragazzi della scuola elementare che hanno improvvisato uno spettacolo di danze per ringraziare i donatori. Il vescovo del Tigray ha voluto partecipare personalmente alla cerimonia inaugurando e benedicendo  il pozzo.

I lavori sono stati eseguiti da parte dell’impresa della ADCS, segretariato Cattolico della città di Adigrat. Resta in fase di completamento il blocco di  16 rubinetti che saranno posizionati nella corte della scuola per consentire ai bambini di dissetarsi, in particolar modo durante le lunga stagione calda.

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