Consiglio Provinciale Forlì-Cesena: liquidazione di Agess.

Consiglio Provinciale Forlì-Cesena: liquidazione di Agess.
Forlì, foto di repertorio

FORLI’. Si è svolto il 22 marzo il consiglio provinciale di Forlì-Cesena.

LIQUIDAZIONE DI AGESS. Con questa delibera la Provincia di Forlì-Cesena, socio di AGESS (Società Consortile a responsabilità limitata) con una partecipazione pari al 36,43% del capitale sociale, autorizza il presidente o suo delegato a partecipare alla prossima Assemblea Straordinaria di AGESS Soc. Cons. a r. l. votando favorevolmente alla proposta di messa in liquidazione e alla nomina di un liquidatore unico a cui spetterà la rappresentanza della società fino alla conclusione della procedura. La scelta di liquidare Agess deriva da una richiesta stessa del presidente della società consortile in cui si evidenzia che la volontà di uscire dalla compagine societaria espressa dai Comuni di Forlì e Cesena, il mancato rinnovo della convenzione “bollino blu” e la creazione di due nuove società per l’energia da parte dei Comuni rende economicamente insostenibile il proseguimento dell’attività di AGESS ed inoltre fa venire meno le motivazioni di mission aziendale. fondatori. La delibera è stata approvata con i voti di Pd, Idv, Rif. Com., Gruppo Misto, Udc. Astenuti PdL e Lega Nord.

Ha presentato l’argomento l’assessore alle Società partecipate Maurizio Castagnoli: “Sulla società Agess non c’è stato un andamento omogeneo tra gli enti locali. La società era nata da un’intuizione felice di governare le politiche energetiche, tanto che i suoi bilanci sono sempre stati in attivo, compreso il precedente. Negli ultimi tempi, la normativa ha dato ai Comuni la possibilità di allargare il proprio intervento e i due Comuni l’hanno utilizzato. Recentemente, in accordo con i Comuni di Cesena e di Forlì, avevamo condiviso le modifiche statutarie rese necessarie dalle leggi di contenimento della spesa. Poi sono entrate in funzione le nuove società comunali. Non entro nel merito di un giudizio sulle scelte dei Comuni, capisco le loro difficoltà di bilancio. Ma chiederemo alle due società comunali di dare risposte, mediante delle convenzioni, anche alle altre famiglie che non risiedono nei due comuni capoluogo. Ci impegneremo infine affinché le pur poche unità di lavoratori di Agess siano ricollocate nelle due società comunali, con il dispiacere che andiamo a liquidare una società che funzionava”.

IL CONFRONTO IN CONSIGLIO.
E’ intervenuto il capogruppo del PdL Stefano Gagliardi: “Esprimo rammarico per la liquidazione di una società creata 17 anni fa con lungimiranza, ancora una volta è prevalsa una logica di campanile dei due Comuni maggiori. La mia domanda è come la Provincia affronterà questa liquidazione? Andrà ad utilizzare del personale interno per i progetti energetici?”

Così Luciano Minghini, capogruppo del Pd: “Quest’agenzia aveva il suo perché e fino ad ora aveva bilanci in attivo, quindi forniva servizi senza gravare sui costi dell’ente. Ora i piccoli Comuni rischiano di vedersi un servizio in meno. Bisogna quindi che i due Comuni maggiori, che hanno creato questa situazione, si facciano carico mediante convenzioni, delle esigenze dei piccoli Comuni”. Sempre dai banchi del Pd Piero Gallina ha ricordato che “questa società venne costituita a costi bassissimi, quando ero presidente della Provincia, grazie ad un contributo europeo”. Per Gallina, inoltre, la mission della società di Cesena “non era quella del controllo delle caldaie e del bollino: mi attendo ora che a Cesena rimettano su il cancello di ferro alla Barriera. In verità, si sta smontando tutto quello che si era messo assieme. Lo dico anche al partito a cui appartengo. La prossima sarà la Serinar. Dopo di ché abbiamo smontato tutto ciò che si era costruito in vent’anni. Siamo tornati al comprensorio”.

Il capogruppo della Lega Nord Gian Luca Zanoni rileva: “All’interno della maggioranza ci sono non pochi mal di pancia, ricordo che il Comune di Cesena è stato il primo a defilarsi dall’aeroporto di Forlì. Agess non è una piccola cosa. Sento un forte rammarico dell’assessore Castagnoli, che evidenzia anche da parte sua un mal di pancia. Questa società viene liquidata per le mire economiche dei Comuni di Cesena e di Forlì”.

Quindi l’intervento di Maria Grazia Bartolomei, capogruppo Udc: “E’ difficile non aderire alla proposta di messa in liquidazione di questa società: come ente provinciale abbiamo un orizzonte limitato, dobbiamo prenderne atto. Inoltre le politiche energetiche non sono un compito precipuo della Provincia, anche se sono tra i compiti di indirizzo e coordinamento. Certo è che vorremmo una maggiore coesione istituzionale sul territorio. Non mi scandalizzo in alcun modo che Forlì e Cesena si riapproprino di un ruolo di Comune capo-comprensorio, è nei fatti”.

Ha parlato anche il consigliere Pd Gabriele Borghetti: “Do un voto positivo alla delibera sul piano funzionale e contabile, ma tengo a marcare una distinzione: questo non significa che dobbiamo sottrarci ad esigere un livello di coordinamento su temi emergenti come quelli dell’energia. Anche se domani non ci sarà più la giunta provinciale resta l’esigenza di tenere cucito un territorio sul tema dell’energia, altrimenti la politica la farà ora il gruppo di cittadini contro l’impianto a biomasse, ora il comitato contro la centrale idroelettrica su tal ruscello”.

Valerio Roccalbegni, consigliere PdL ha aggiunto: “Sul ponte sventola la bandiera bianca, ci stiamo arrendendo ad una situazione di fatto. Non si può votare contro per serietà amministrativa”. Infine, il capogruppo di Rifondazione Comunista Pier Giorgio Poeta: “Ci sono cinque dipendenti, si è detto che sarebbero stati riassorbiti dagli enti soci. Torno a ribadire che nessuno dei dipendenti rimanga senza lavoro”.

Dichiarazioni di voto anche da parte di Pier Giorgio Poeta (Prc), Stefano Gagliardi (PdL), Gian Luca Zanoni (LN) e Massimiliano Mazzotti (Pd), Giovanna Perolari (Idv).

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