Emilia Romagna. Crisi idrica. Preoccupazione per Ridracoli e le falde di Marecchia e Conca.

Emilia Romagna. Crisi idrica. Preoccupazione per Ridracoli e le falde di Marecchia e Conca.
Diga di Ridracoli. Immagine di repertorio.

CRISI IDRICA & VALLI DEL MARECCHIA E CONCA. In queste settimane tornano a preoccupare, dopo le copiose nevicate che hanno parzialmente frenato la critica situazione registratasi a cavallo tra la fine del 2011 e l’inizio dell’anno nuovo, le condizioni dei bacini idrici di Ridracoli e delle falde dei fiumi Marecchia e Conca. Sembra infatti profilarsi all’orizzonte un nuovo deficit idrico, dopo l’emergenza formalmente scattata tra novembre e dicembre, e in vista della prossima stagione estiva, quando sarà ovviamente più elevato il fabbisogno di acqua. Le ultime rilevazioni (marzo 2012) effettuate ci indicano come la situazione idrica del bacino di Ridracoli non sia delle migliori: 540 metri sul livello del mare, 17 metri sotto il livello max, con il volume dell’invaso al 55% (18 milioni di metri cubi contro un max di 33 milioni di metri cubi). Per avere dati così negativi, in marzo, bisogna risalire al 2002 con un effetto eccezionalmente siccitoso durante l’estate 2003. In aggiunta non sono previste nelle prossime settimane piogge tali da intervenire in maniera sensibile sui livelli misurati. In sintesi, nonostante il leggero aumento dovuto alle nevicate invernali, si è ancora lontani dal raggiungere livelli di riempimento che permettano di affrontare con minor preoccupazione i mesi più caldi dell’anno in corso.
L’altro problema riguarda il livello delle falde del Marecchia e del Conca. Nel caso in cui, per motivi legati ad andamenti siccitosi l’invaso di Ridracoli non sia più in grado di erogare acqua a sufficienza, è necessario per il nostro territorio attingere dalle falde del Marecchia per la zona nord ed anche (in misura minore) dalle falde del Conca (per la zona sud). L’emungimento da falda è una situazione particolarmente delicata ed è assolutamente necessario evitare lo stress delle falde in quanto questo può attivare contemporaneamente due fenomeni dannosi: 1. Subsidenza del territorio; 2. Ingressione cuneo salino.
Tra il 20 e il 22 febbraio sono state effettuate le letture della rete di 36 pozzi presenti lungo il corso del fiume Marecchia. Rispetto a dicembre il livello è cresciuto in tutti i pozzi di diversi metri, passando dai 2 metri ai 5 metri attuali. Il paragone con lo scorso febbraio 2011, però, indica un preoccupante segno meno, facendo toccare nei casi più critici da meno sei a meno 8 metri. Il livello attuale è inferiore a quello degli ultimi tre anni, lasciando dunque una forte preoccupazione sull’andamento che ci porterà, senza adeguate precipitazioni, ad una estate di forte sofferenza.
LA PREOCCUPAZIONE DELLA PROVINCIA. “Esprimo tutta la mia preoccupazione per l’emergenza idrica che ha colpito la Romagna negli ultimi mesi dello scorso anno – afferma Massimo Venturelli, dirigente della Protezione civile della provincia di Rimini – e che non è ancora superata. Anche se siamo usciti dalla fase di allerta siamo tuttora in una situazione critica che va monitorata ogni giorno e affrontata con la massima sensibilità. In tale contesto diventa pertanto importante garantire –tramite interventi strutturali- che le falde siano sempre al massimo livello (o comunque più piene possibile) ,ed evitando l’interramento dell’invaso del Conca, trasportando via tutta il materiale terroso che si accumula”.

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