Emilia Romagna. Sul ‘caso’ Marcegaglia, Forlì chiede una discussione più ampia.

Emilia Romagna. Sul ‘caso’ Marcegaglia, Forlì chiede una discussione più ampia.
Lavoratori in protesta (foto di repertorio)

FORLI’ & MARCEGAGLIA. Sul questione Marcegaglia interviene il sindaco di Forlì Roberto Balzani. “Gli enti locali - dice - sono stati tirati più volte in ballo in merito alla questione del salario d’ingresso alla Marcegaglia. Dovevamo intervenire? Non dovevamo farlo? La posizione di comuni e province è sempre delicata: in genere, il nostro aiuto è richiesto quando le trattative fra le parti – soggetti a tutti gli effetti privati, non dimentichiamolo – sono bloccate o arenate: il che rende già difficile un’azione risolutiva. Dopodichè, di solito le cose funzionano così: se effettivamente si giunge a un’ipotesi accettabile, le parti riprendono la trattativa, assumendosene onori e oneri; se no, in genere le istituzioni fungono da parafulmine. La preoccupazione prioritaria del comune di Forlì è, ovviamente, quella di assicurare buona occupazione e investimenti in città: e la Marcegaglia è una grande impresa, in grado di offrire sia l’una che gli altri. C’era, però, nel caso specifico, una particolarità. Nella vicinissima Ravenna, dove pure è presente un altro stabilimento Marcegaglia, le ‘regole del gioco’ vigenti erano diverse. Là salario d’ingresso, qui no; là assunzioni, qui una prospettiva di riduzione della manodopera. Una sorta di concorrenza infra-territoriale. Era accettabile? No”.

” Per questo, cioè per ricreare una condizione di parità che non penalizzasse il Forlivese, ho detto quello che pensavo, e cioè che l’accettazione del salario d’ingresso – nell’ambito di una trattativa la cui titolarità era ovviamente in capo alle parti sociali – era di fatto il ‘male minore’ per uscire da questa logica competitiva all’interno del gruppo e della Romagna, fatale per noi. Ho poi letto le dichiarazioni della Regione e comprendo pure la posizione della Fiom, che parte da un principio condivisibile; e quindi mi chiedo: è possibile, a livello regionale, cioè in un ambito più largo, al di fuori dei contesti specifici locali, riprendere il filo di una discussione che riguardi da un lato le modalità di accesso al lavoro, dall’altro la competitività e gl’investimenti, a prescindere da letture schematiche, da una parte e dall’altra?
La Regione all’interno del Patto per la crescita intelligente, sostenibile ed inclusiva, individua precisi percorsi per sostenere l’occupazione. La domanda perciò è come questi percorsi possano diventare pratica condivisa da tutte le imprese del territorio, le cui organizzazioni sono firmatarie di quel Patto. Anche il quadro nazionale di riferimento è in evoluzione, e forse possono esservi margini per riaprire questioni che oggi hanno generato spaccature e conflitti in ambito locale, attraverso un ruolo attivo della stessa Regione in tale direzione. Per quel che riguarda l’Amministrazione comunale di Forlì, tengo a precisarlo, la logica che ci ha portato ad esprimere un’opinione netta è quella di chi ha responsabilità territoriali precise, e deve tener conto della base industriale e del quadro occupazionale. Capisco che, in un ambito diverso, senza i vincoli stringenti del qui ed ora, le cose possano apparire diverse e i giudizi possano essere, alla fine, più equilibrati. E’ quanto mi auguro possa accadere – chiude il sindaco di Forlì, congedandosi - nell’interesse di tutti”.


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