Emilia Romagna. Il sistema balneare romagnolo va ‘difeso’ dalla Bolkestein.

Emilia Romagna. Il sistema balneare romagnolo va ‘difeso’ dalla Bolkestein.
Riviera romagnola ( repertorio)

EMILIA ROMAGNA& BALNEAZIONE. L’attuale sistema italiano che regola le concessioni balneari è stato oggetto di un’ importante rivistazione da parte dell’Unione europea. La cosiddetta direttiva Bolkestein, promossa dal commissario olandese della Comunità europea,  punta il dito contro i rinnovi automatici che da anni hanno affidato i 4.042 chilometri di coste italiane sempre agli stessi gestori. Attualmente questo sistema è regolato dall’art 822 c.c. in ordine al demanio pubblico e da alcune leggi speciali: in particolare dagli articoli 36 e 37 del codice della navigazione. Testi, che così dispongono: “L’amministrazione marittima, compatibilmente con le esigenze del pubblico uso, può concedere l’occupazione e l’uso, anche esclusivo, di beni demaniali e di zone di mare territoriale per un determinato periodo di tempo. Nel caso di più domande di concessione, è preferito il richiedente che offra maggiori garanzie di proficua utilizzazione della concessione e si proponga di avvalersi di questa per un uso che, a giudizio dell’amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico“.

“Il fatto che il Governo cerchi un’intesa sul tema dei balneari è sicuramente apprezzabile per il territorio Emiliano Romagnolo-  dichiara Marcella Bondoni, responsabile turismo PD Emilia-Romagna- I nostri 110 Km di costa rappresentano, con le loro piccole imprese balneari, un asse portante dell’economia turistica” .
Negli anni tanti imprenditori hanno compiuto sacrifici rilevanti per la riqualificazione delle strutture turistico-balneari. L’industria dei ‘venditori d’ombra’ e dei servizi di ristorazione in spiaggia uniti alla grande capacità di creare relazioni di fiducia e accoglienza hanno sensibilmente impattato, nel tempo, la valutazione positiva sui turisti.
“Oggi dobbiamo continuare a lavorare in questo modo- scrive la Bondoni –  individuando da subito i criteri che, nel rispetto dei principi europei, salvaguardino le specificità e peculiarità del nostro sistema balneare. Non possiamo prescindere, né aggirare la direttiva Bolkestein: dobbiamo guidare e governare il processo e anticipare i tempi in modo da tutelare il ‘modello’ romagnolo e nel contempo fare in modo che questa condizione si trasformi in un’opportunità di rilancio del settore e di consolidamento della dimensione di impresa.
Per questo riteniamo fondamentale lavorare alla definizione del Decreto legislativo che il Governo deve presentare sulla materia con un confronto costante del Governo stesso da un lato con la Commissione europea, le Regioni, il Parlamento, le forze politiche e dall’altro con le organizzazioni degli imprenditori, per arrivare a delle soluzioni condivise“.

 

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