Chiara Civello: l’anteprima nazionale a Fusignano con ‘Al posto del mondo’.

Chiara Civello: l’anteprima nazionale a Fusignano con ‘Al posto del mondo’.
Chiara Civello, foto di repertorio

FUSIGNANO & MUSICA. Considerata tra le più talentuose e raffinate performer in ambito jazz (e non solo) a livello internazionale, Chiara Civello ha scelto la Romagna per “l’anteprima nazionale” del suo nuovo tour che prende il nome dall’ultima fatica discografica Al posto del mondo. Già protagonista con l’omonimo brano alla 62° kermesse sanremese dove ha raccolto unanimi consensi della critica, Chiara Civello si esibirà mercoledì 25 aprile alle ore 21 al Teatro Moderno di Fusignano, prima di partire per una lunga tournée che la porterà nelle principali città italiane.

NOTE BIOGRAFICHE e DISCOGRAFICHE
Chiara Civello, cittadina del mondo nata a Roma, lascia la sua città appena compiuti i 18 anni alla volta dell’America, dove frequenta il Berklee College of Music e diventa la prima artista italiana nella storia ad incidere il suo primo album per la prestigiosa etichetta Verve Records, prodotto da Russ Titelman, suo scopritore.
Frutto del lavoro di questi anni sono infatti le dieci canzoni del suo debutto discografico, Last Quarter Moon (2005) sette delle quali scritte da lei e tre in collaborazione con altri artisti, compresa la ballad Trouble, composta a quattro mani con il leggendario Burt Bacharach.
Il debutto discografico le assicura un primo giro del mondo, facendola entrare nelle classifiche giapponesi e italiane. Billboard Magazine scrive che, “la bellezza, lo charme e il carisma del debutto discografico della cantautrice Chiara Civello sono certamente un inizio promettente e segnalano al mondo la prima rivelazione del nuovo anno.”
É il secondo album The Space Between prodotto da Steve Addabbo per la Emarcy nel 2007 a mostrarci un aspetto molto intimo di Chiara che ci porta per mano in un viaggio fatto di 13 bellissimi brani.
7752 è un numero…Una linea d’aria: la linea d’aria di 7752 kilometri che congiunge le due città chiave del disco numero tre: Rio e New York. New York è la città in cui Chiara vive da anni e Rio le ha cambiato la vita. Andata a Rio a trovare l’amico Daniel Jobim, a febbraio del 2008, Chiara è stata trascinata ad una festa in uno studio, la prima di una lunga serie di riunioni musicali di grandi artisti brasiliani in cui girava la chitarra e ognuno cantava una canzone. Ha cantato una canzone, ha ascoltato le canzoni degli altri e da li è iniziato il suo nuovo momento. Collaborare, scrivere a quattro, sei, otto, dieci mani, scrivere con gli altri e per gli altri. Ana Carolina, oggi la star del pop Brasiliano, è stata la principale collaboratrice in questo album.
7752 De Luxe Edition, anticipato dal singolo Tre scritto con Rocco Papaleo, è la nuova versione del fortunato album del 2010 di Chiara Civello. Chiara Civello parteciperà, per la prima volta, al 62° Festival di Sanremo Edizione 2012 nella categoria “Big” con il brano scritto insieme alla musicista Diana Tejera Al posto del mondo e proporrà, durante la serata dedicata ai duetti con gli artisti internazionali, il brano You Don’t Have To Say You Love Me, insieme a Shaggy.
Il 15 febbraio 2012 esce, per Sony Music, il suo quinto album di inediti, Al posto del mondo, che contiene 10 brani, tra i quali l’omonimo brano presentato alla kermesse sanremese.
Se – come sostiene Chiara Civello – il primo è il disco del cercarsi, il secondo del raccogliersi, il terzo del trovarsi, il quarto (quinto se si considera la De Luxe Edition di 7752), quale potrebbe essere? Lei non lo ha ancora detto, ma all’ascolto di un lavoro adulto e maturo come questo, viene da definirlo quello del lasciarsi andare. Ovvero dell’immergersi in questo fiume di note che scorre senza sforzo e lasciarsi portare laddove le mille anime di Chiara confluiscono. Al posto del mondo, la canzone scritta con Diana Tejera, autrice di rango che non nasconde di certo la sua raffinata passionalità figlia di sangue ispanico, è già il manifesto di una appartenenza a tutti e a nessun universo musicale in particolare. Certo c’è profumo di tango, di latinità, ma c’è anche il respiro di una grande canzone dell’età d’oro dei “radio days”, quell’idea di classico senza tempo che solo la naturalezza di una melodia dritta, ispirata, e di una altrettanto felice interpretazione può trasmettere. Come tutti sanno Chiara Civello muove i suoi primi passi nel jazz per poi rimanere vittima di un coup de foudre per la musica brasiliana e per alcuni suoi autori prestigiosi, oggi suoi amici; guarda quindi al pop come ad un’area di libertà dove certo rigore cede il passo al divertimento. Bene, oggi nessuno di questi elementi si potrebbe dire dominante; si tratta di un sovrapporsi di eredità in perfetto equilibrio, tanti “movimenti” del talento e del cuore che vanno tutti nella direzione di definire semplicemente i contorni di una grande artista. E più si è sicuri della propria identità, tanto più si è pronti alla condivisione, al mettersi in gioco.
Esattamente come Chiara ha fatto al 62° Festival di Sanremo presentando, nell’omaggio alla grande canzone italiana, il brano You Don’t Have to Say You Love Me (Io che non vivo senza te di Pino Donaggio), con il signor Orville Richard Burrel da Kingston, Giamaica, meglio noto come Shaggy. O come, sempre a Sanremo, ha duettato la sua canzone in gara Al posto del mondo con Francesca, la sedicenne di Bassano del Grappa vincitrice della 5° edizione di X-Factor.
Al posto del mondo il primo album di Chiara registrato e prodotto interamente in italia, è composto da 10 inediti (nella versione digitale sarà invece possibile scaricare anche una bonus track del brano Lo vedi). Questo ultimo lavoro è la fotografia più fedele della Chiara Civello di oggi, più che mai libera di volare nel successivo E se sui trapezi di un’orchestrazione circense alla Bacharach (con il quale firma l’intensa Trouble); raccogliersi nella dimensione “bluesy” di Hey caro ragazzo, impreziosire quella autentica perla di cultura musical/popolare che è Il cuore è uno zingaro. Ma è anche la Chiara Civello di A me non devi dire mai, scritta a quattro mani con Bungaro, esempio di quel gusto acustico degli arrangiamenti che alla fine finisce per porre il suggello del suo stile avvolgente. Come in Ma una vita no da ascoltare a luci basse, con l’anima in difesa per non farsi troppo coinvolgere. Salvo poi cambiare atmosfera e tutto il resto con il torrido rock di Got to Go, scritto con Jesse Harris già autore per Norah Jones. Più che mai libera, appunto.

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