Anniversario della Liberazione. Manifestazioni e feste per il 25 Aprile, lungo tutta la Penisola.

Anniversario della Liberazione. Manifestazioni e feste per il 25 Aprile, lungo tutta la Penisola.
25 aprile 1945. Il comando generale del Corpo volontari della libertà sfila in corso Matteotti a Milano.

LIBERAZIONE &  RICORDI STORICI. L’Europa del 1942 era l’Europa di Hitler, che controllava, direttamente o indirettamente, tutta l’economia del Vecchio Continente. Il grande Reich si estendeva dall’Alsazia Lorena e dal Lussemburgo ad ovest fino a Memel ad est; dallo Schleswing a nord fino alla Slovenia. Attorno, gli gravitavano i ‘protettorati’ della Boemia-Moravia, Polonia, Ucraina; e i territori occupati militarmente come la Francia settentrionale, la Norvegia, la Danimarca, l’Olanda e il Belgio.
Inoltre tedeschi e italiani occupavano la Jugoslavia e la Grecia. Tutto questo durò fino all’estate dello stesso anno. Poi, poco alla volta, la ‘ricerca del cibo’ e la parallela nascita del ‘mercato nero’, con l’aggiunta di altri disagi e malumori, la sviluppo sempre più consistente della Resistenza in più Paesi , e lo ‘sblocco’ inatteso dell’assedio di Stalingrado, il 19 novembre, con la liquidazione dell’armata di Von Paulus, avviarono  per i tedeschi la parabola discendente. E fu solo allora che con le sconfitte delle sue poderose armate, incalzato su più campi di battaglia, dall’Africa all’Europa,  il ‘grande Reich’ si sgretolò.

Non senza una ulteriore scia di sangue. Soprattutto in Italia, invasa nel ’43 dai Tedeschi intervenuti per puntellare i resti del regime fascista. L’esercito alemanno, incalzato a sud dagli alleati anglo-americani, insidiato dalla guerriglia sulle montagne e in campagna, si abbondonerà a crudeli rappresaglie. A Fragheto di Casteldelci così come a Marzabotto.Ma finalmente, anche per il nord, vennero i giorni della Liberazione. Infranta la Linea gotica le armate alleate dilagarono nella valle padana, mentre le città insorgevano. Il 25 aprile del 1945 Milano e Genova erano liberate. Il 27 aprile Mussolini, che aveva dato vita alla Repubblica sociale,  veniva catturato a Dongo, sul lago di Como, mentre cercava di riparare in Svizzera. Verrà fucilato qualche tempo dopo a Milano, ed esposto allo strazio pubblico a piazzale Loreto.

UNA FERITA DA RIMARGINARE. Il periodo in cui l’Italia restò divisa in due, con gli Alleati che salivano dal sud e la Repubblica sociale che cercava di mantenere in vita il regime fascista al nord, provocò un ‘ferita’ ancor oggi non del tutto rimarginata. La ricorrenza, infatti, più che ad unire divide. Per il ritardo a sciogliere alcuni importanti ‘nodi’ storici e di principio da parte di chi, allora, si contrappose. E’ un po’, questa,  una eredità della cultura nostra, più naturalmente propensa a schierarsi per dividersi, piuttosto che a schierarsi per unirsi ( anche quanto in ballo è il bene comune). Tutto questo nonostante sia trascorso oltre mezzo secolo  dagli eventi. E nonostante che i nuovi  scenari  planetari  costringono  l’Italia, così come l’Europa, a  proporsi  con ben altre intese al cospetto dei mutamenti del Mondo. Fermi restando, ovviamente,  i valori ( da alimentare ogni giorno) della libertà, della giustizia  e della democrazia.

LE CELEBRAZIONI DEL 25 APRILE. Al Quirinale e a Pesaro le celebrazioni per il 67° anniversario della Liberazione. Le celebrazioni per la ricorrenza del 67° anniversario della Liberazione iniziano oggi,  martedì pomeriggio,  al Quirinale con l’incontro del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano con gli esponenti delle Associazioni combattentistiche e d’Arma nel corso del quale vengono consegnate ai familiari le Medaglie d’Oro al Merito Civile alla memoria dell’operaio Natale Betelli, del finanziere Claudio Sacchelli e del medico Rinaldo Laudi.

Il 25 aprile, dopo la deposizione di una corona d’alloro all’Altare della Patria, il Capo dello Stato sarà  a Pesaro, in piazza del Popolo, dove è in programma la cerimonia ufficiale con gli interventi del sindaco Luca Ceriscioli, del presidente della Provincia di Pesaro -Urbino Matteo Ricci, del presidente del Consiglio regionale Vittoriano Solazzi e del sindaco di Sant’Angelo in Vado Settimio Bravi.

LE CELEBRAZIONI A FORLI’-CESENA. Massimo Bulbi, presidente della provincia Forlì-Cesena: ”  La giornata  del 25Aprile è importante. Non rappresenta infatti un piacevole intermezzo alla settimana lavorativa, ma è ancora, per la 67° volta, un giorno di festa, sì, ma festa di libertà e di democrazia, di memoria e di propositi per una ‘nuova Liberazione’. Spero che tutti gli abitanti della nostra provincia sentano la voglia, anzi, il bisogno di raccogliersi nelle piazze delle nostre città e nei luoghi dove si svolgeranno le tante celebrazioni in programma per ritrovarsi e ricordare la lotta al fascismo e la fine della guerra, ma anche per far proprio quell’impulso, quel prendersi per mano, con fermezza e intelligenza, di cui furono capaci gli italiani all’indomani della Liberazione e che, in questi tempi così difficili, ci è davvero necessario. Ci serve l’esempio dei tanti combattenti per la libertà che, forti di coraggio e di amor di Patria diedero la vita per concretizzare il sogno di democrazia e di pace, di uguaglianza e di giustizia. La nostra Repubblica è fondata sul loro sacrificio e sul loro esempio possiamo costruire un presente ed un futuro migliore. Andiamo in piazza, ma non per gridare e per insultare; andiamo in piazza a dimostrare che oggi, come allora, siamo capaci di riscattarci dalla decadenza morale e dalla corruzione diffusa. Andiamo a testimoniare la nostra aspirazione alla democrazia e all’uguaglianza; la nostra volontà di uscire dalla crisi economica e morale con la riaffermazione di quei valori che furono motore della Resistenza e ispirazione della nostra Costituzione”.

 

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