Primo maggio. Festa dei lavoratori. Tempi ( davvero) duri per il diritto al lavoro.

Primo maggio. Festa dei lavoratori. Tempi ( davvero) duri per il diritto al lavoro.
Lavoro, immagine di repertorio con Charlie Chaplin

FESTA DEI LAVORATORI.  Primo maggio, Festa dei lavoratori. Tempi duri per i lavoratori italiani – e non solo – tempi duri perchè il lavoro, quando c’è, sembra non essere più sufficiente a vivere. Tempi duri perchè il lavoro – diritto fondamentale che nobilita l’uomo – sembra essere ormai ‘cosa rara’, una sorta di ‘attività in estinzione’. Forse per questo molti lavoratori accettano situazioni non certo gratificanti, nè da un punto di vista professionale, nè economico-contrattuale. Tempi duri anche per chi il lavoro dovrebbe fornirlo, cioè gli imprenditori, soprattutto quelli delle piccole e medie imprese di cui il nostro Paese è costellato. Tempi duri per chi vorrebbe vedere crescere la propria azienda e invece a stento riesce a pagare gli stipendi dei dipendenti. Tempi duri, tempi in cui è importante stare uniti, e forse, questa del Primo Maggio è stata un’occasione per farlo.
Il lavoro è uno dei temi caldi di questi mesi di crisi, ma infondo lo è sempre stato: viviamo oggi le ‘funeste’ conseguenze di anni di lavoro nero ed è una piaga ‘antica’ quella degli infortuni sul lavoro, tanto per citare alcune delle innumerevoli problematiche legate al lavoro. Il lavoro è parte integrante della vita dell’uomo, di ogni uomo, a prescindere dalle mille situazioni diverse che i Paesi e i loro cittadini si trovano a vivere. Oggi, anche Google ha voluto omaggiare la Festa dei lavoratori con un Doodle dedicato.

LE ORIGINI DEL PRIMO MAGGIO. La Festa dei lavoratori nasce nell’Ottocento come giornata di lotta internazionale di tutti i lavoratori. Una lotta che, oltre le frontiere geografiche e le differenze sociali, puntava all’affermazione dei diritti dei lavoratori al fine di migliorare la loro condizione.
In molti paesi europei esisteva già la festa che in Italia si chiama Calendimaggio e che celebra lo sbocciare della primavera. La festa significava la ripresa della vita perchè all’inizio di maggio si facevano le semine primaverili e riprendevano i lavori nell’edilizia, oltre al fatto che in quel periodo, normalmente, scadevano i contratti di affitto. Con il passare del tempo la festa è diventata la festa di tutti i lavoratori, di ogni settore.

IL PRIMO PRIMO MAGGIO. Il primo Primo Maggio fu nel 1867 nello Stato USA dell’Illinois quando entrò in vigore una legge per la giornata lavorativa di otto ore. Visto che molti imprenditori non volevano rispettarla, 10mila operai sfilarono per le vie di Chicago.
Nel 1892 la Seconda internazionale rese permanente la celebrazione del Primo Maggio, divenuta festa di rivendicazione e di solidarietà dei lavoratori di tutti i Paesi. Con l’avvento del Fascismo la festa venne soppressa e sostituita con la festa ‘Natale di Roma’ del 21 aprile. In Italia si torna a celebrare la festa dopo la Liberazione, quando il Primo maggio diventa ‘festività civile’ a tutti gli effetti. (Approfondimento sull’origine del Primo Maggio:  http://www3.lastampa.it/domande-risposte/articolo/lstp/452291/)

MISURE PRO-LAVORO IN EMILIA ROMAGNA. La regione Emilia Romagna ha messo in piedi diverse misure per la crescita e per i giovani. Il piano straordinario per l’occupazione dei giovani varato dalla Regione stanzia 46 milioni di euro su quattro fondi: il fondo apprendistato (20 milioni), il fondo per l’assunzione e la stabilizzazione (20 milioni), il fondo 30-34 anni (3 milioni) e il fondo fare impresa (3 milioni). Si aggiungono due accordi con i fondi interprofessionali. Si tratta di investimenti per la stabilizzazione e la qualificazione del lavoro giovanile. Approvato dalla Giunta, in attesa di passare in Assemblea legislativa, il programma delle attività produttive e della ricerca industriale, è finanziato con 180 milioni di euro per il 2012-2015. Gli obiettivi principali: innalzare la competitività e l’attrattività territoriale, promuovere ricerca e innovazione, rafforzare tecnologicamente le filiere, accrescere l’internazionalizzazione delle imprese.

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