Ravenna. Abusivismo edilizio e controlli nei cantieri. 45 in tre mesi le ipotesi di reato.

Ravenna. Abusivismo edilizio e controlli nei cantieri. 45 in tre mesi le ipotesi di reato.
cantiere, foto di repertorio

RAVENNA & CONTROLLI. Resta costante l’impegno della Municipale contro l’abusivismo edilizio ed ogni altro illecito in materia, a tutela del territorio e di chi agisce nel rispetto delle regole.

IPOTESI DI REATO. Nei primi tre mesi dell’anno sono state, complessivamente, quarantacinque le ipotesi di reato, per presunti abusi edilizi, inoltrate alla Procura della Repubblica di Ravenna, da parte dell’Ufficio Edilizia della P. M..
Le irregolarità sono emerse sia in seguito a controlli di iniziativa o su circostanziati esposti di cittadini sia su delega dell’Autorità Giudiziaria nonché in collaborazione con l’Ufficio Controllo Edilizio del Comune.
Le verifiche hanno interessato tutto il territorio comunale, senza prevalenza di una zona rispetto a un’altra.
Il 60% di queste si riferisce all’esecuzione di lavori in totale difformità o assenza di permesso, prosecuzione degli stessi nonostante l’ordine di sospensione, inosservanza delle norme, prescrizioni e modalità esecutive stabilite dai regolamenti in materia e dal permesso di costruire o ad interventi edilizi in zone sottoposte a vincolo storico, artistico, ambientale, in assenza di autorizzazione.
Talvolta a fronte di un unico abuso edilizio si è accertata la violazione di più norme di natura penale; questo perché in particolari aree del territorio, ove sono presenti vincoli paesaggistici o storici, il legislatore ha previsto più disposizioni a tutela del patrimonio pubblico.
Altri reati sono stati riscontrati a carico di responsabili dei lavori (direttore – collaudatore – costruttore) che hanno omesso o ritardato la denuncia di inizio lavori prevista dalla normativa, hanno costruito o effettuato riparazioni o sopraelevazioni in una zona dichiarata sismica o, ancora, hanno realizzato opere su beni paesaggistici, immobili o aree paesaggistiche dichiarate di notevole interesse pubblico; il tutto senza adempiere alle formalità necessarie per il rilascio del titolo autorizzativo.
In quattro casi sono emerse responsabilità penali nei confronti di un direttore dei lavori, due progettisti (strutturale e architettonico) e un tecnico per false dichiarazioni rese alla pubblica amministrazione, in merito alla conformità dei lavori eseguiti.
Illeciti di natura amministrativa sono stati contestati presso alcuni cantieri per occupazione abusiva di suolo pubblico, imbrattamento della sede stradale, mancato rispetto degli orari per le attività rumorose.

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