La natura di notte. Tra gufi e lucciole, visite guidate al Podere Pantaleone di Bagnacavallo.
RAVENNA. Ritornano da sabato 5 maggio (ore 20.30) le visite guidate notturne al Podere Pantaleone. Natura nella notte, questo il titolo dell’iniziativa, prevede per l’edizione 2012 quattro appuntamenti nel mese di maggio (oltre al 5, il 12, il 19 e il 26) e tre nel mese di giugno (il 2, il 9 e il 16).
Dopo l’appuntamento del 5 maggio, in programma appunto alle 20.30, tutte le altre visite si terranno alle 21.
IMMERGERSI NELLA NATURA. Sarà possibile ancora una volta immergersi nell’Area di Riequilibrio Ecologico alla scoperta di suoni, luci e odori dell’oasi, che proprio nelle notti di primavera offre ai visitatori uno spettacolo naturale unico. Grazie all’equilibrio che negli anni si è ricostruito, nel Podere Pantaleone è infatti possibile ammirare le lucciole, ormai scomparse dalle nostre campagne, assieme ad assioli, gufi e pipistrelli che affinando i sensi possono essere percepiti e scorti nell’oscurità.
Le visite saranno precedute da un rinfresco con vini tipici locali e dolciumi.
Per la visita, che ha una durata di circa due ore, è consigliato un abbigliamento comodo, pantaloni lunghi e scarpe chiuse.
Il costo è di 5 euro per gli adulti, 2 euro per i minori di 14 anni, mentre la visita è gratuita per i bambini sotto i 5 anni.
La prenotazione è obbligatoria.
Informazioni e prenotazioni: Ufficio Informazioni Turistiche (tel. 0545 280898; email turismo@comune.bagnacavallo.ra.it), Podere Pantaleone (tel. 347 4585280).
Il Podere Pantaleone si trova lungo la via omonima, laterale di via Stradello.
PANTALEONE. Un tempo di proprietà della famiglia Pirazzoli, soprannominata “Pavlèna”, il Pantaleone è stato acquistato dal Comune di Bagnacavallo nel 1988. Istituito come oasi naturalistica nel 1989, è anche dal 2006 Sito di Importanza Comunitaria.
Fino agli anni Cinquanta il podere era del tutto simile a quelli che lo circondavano, con vecchi filari di vite sostenuti e dominati da grandi alberi capitozzati e, tra un filare e l’altro, lunghe strisce di terra coltivate a grano, orzo ed erba medica. Poi, in pochi anni, il paesaggio intorno venne trasformato dalle nuove tecniche agricole, mentre il podere conservò il suo aspetto perché il proprietario decise di non passare alle colture intensive e di non utilizzare fitofarmaci e concimi chimici. Nel corso degli anni i filari alberati si sono estesi senza impedimenti creando un bosco interrotto solo da piccoli spazi erbosi, dove la fauna ha ritrovato l’ambiente naturale ideale.
La natura si è sviluppata spontaneamente, dando vita a un habitat di grande interesse paesaggistico. Il Pantaleone è così diventato un vero museo didattico all’aperto, un’Area di Riequilibrio Ecologico di circa sette ettari.




