Emilia Romagna. Ministro Balduzzi su Irccs di Meldola: l’ideale di Tommaso Moro è realtà.

Emilia Romagna. Ministro Balduzzi su Irccs di Meldola: l’ideale di Tommaso Moro è realtà.
Medico, foto di repertorio

MELDOLA (FC). L’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola, riconosciuto quale Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) in “terapie avanzate nell’ambito dell’oncologia medica”, è stato ufficialmente inaugurato oggi pomeriggio. Il ministro della Salute Renato Balduzzi, il presidente della Regione Emilia-Romagna Vasco Errani, l’assessore regionale alle politiche per la salute Carlo Lusenti, insieme al sindaco di Meldola Gianluca Zattini, hanno partecipato a Meldola alla cerimonia di inaugurazione, presente la dirigenza del nuovo Irccs: il presidente Roberto Pinza, il direttore generale Mario Tubertini, il direttore scientifico Dino Amadori.
“E’ stato un bel pomeriggio quello trascorso oggi in Romagna – ha spiegato il Ministro, Renato Balduzzi -: ho fatto visita a Sadurano dove si cerca una via di uscita dall’esperienza non dignitosa degli ospedali giudiziari, poi qui all’IRST per presenziare a quest’evento. E’ davvero significativo per chi, come me, prima di ricoprire il ruolo di ministro faceva il professore di diritto, vedere la Costituzione farsi atto in maniera tanto forte e virtuosa”. Citando poi Tommaso Moro, filosofo del 1500, che figurava un ospedale accogliente verso i pazienti: “Moro parlava di un mondo utopico; qui, invece, quell’ideale si sperimenta quotidianamente come realtà. Il riconoscimento ottenuto è sicuramente un passaggio significativo, che premia il lavoro fatto e quello che sarà fatto in futuro soprattutto in ottica di diretti benefici del territorio sul quale opera il nuovo Irccs”.

UN PASSO IMPORTANTE. Da parte sua, il Presidente della Regione Vasco Errani ha sottolineato come quello di oggi sia “un passo molto importante. Si tratta – ha detto il Presidente della Regione – del riconoscimento per un luogo dell’eccellenza sul piano della ricerca che ha anche un’altra qualità: quella di stare dentro una rete integrata per l’oncologia. L’istituto di Meldola è un elemento fondamentale per la cura dei pazienti oncologici di questo territorio e un’esperienza innovativa che proponiamo al Paese e che non solo vogliamo difendere ma potenziare”.
“Il percorso è stato compiuto – ha aggiunto l’assessore alle politiche per la Salute, Carlo Lusenti – grazie alla collaborazione delle istituzioni, in primis del ministro Balduzzi, ma anche e soprattutto grazie al lavoro quotidiano di grandissima qualità che tutti i professionisti di questo istituto hanno compiuto in questi anni. Questo traguardo è l’inizio di un nuovo percorso che si compirà all’interno di una rete di Irccs regionali che ora è cresciuta, dall’unico rappresentato dal Rizzoli, ai quattro attuali”. Lusenti ha poi sottolineato in particolare che “il ruolo di queste istituzioni e dei tanti professionisti che lavorano nelle aziende ospedaliere e sanitarie è quello di affiancare alla migliore qualità dell’assistenza l’azione e il valore diffuso della ricerca di base fatta nell’interesse dei cittadini. Questa è la ricerca che ci interessa – ha concluso – ed è quella che continueremo a sostenere”.
Anticipato dal saluto del Sindaco di Meldola e dall’intervento del Prefetto di Forlì-Cesena, Angelo Trovato che ha letto il saluto che il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha voluto far pervenire a tutti i professionisti dell’IRST in quanto esempio “del miglior utilizzo delle risorse comuni per il bene dei territori e dei suoi cittadini”, il Presidente dell’IRST, Roberto Pinza, ha puntato sulla forza insita nell’assetto societario dell’istituto: “L’assetto societario dell’IRST che unisce pubblico a privato sociale – ha spiegato – è stata la forza dell’Istituto e noi oggi vogliamo potenziarne il carattere. Spero, in tal senso che il valore dei servizi offerti, qui raggiunti, possano essere da esempio nel complicato percorso di composizione dell’Area Vasta. Non sta a me proporre soluzioni che competono alle Regioni, alle AUSL ed alle Amministrazioni. Posso solo portare l’esperienza di una Area Vasta già in parte realizzata nel settore oncologico e che si rafforzerà ulteriormente nei tempi prossimi”.
“Quando inaugurammo l’Istituto alla presenza del premier Prodi, del Ministro Turco e del Presidente Errani – ha detto il Prof. Dino Amadori, Direttore Scientifico IRST – conclusi il mio intervento con l’auspci troviamo icio che l’IRST potesse ottenere il riconoscimento a Irccs. Pochi anni dopo siamo qui per festeggiare obiettivo. In conseguenza del riconoscimento IRCCS, l’Istituto viene ad acquisire una valenza nazionale e quindi viene automaticamente ad essere coinvolto nei programmi di ricerca scientifica promossi e coordinati dal Ministero della Salute”. Si tratta di un riconoscimento importante anche a livello regionale: “Nella strategia programmatoria che l’assessorato sta elaborando per realizzare una rete oncologica regionale – ha continuato il Prof. Amadori – i due IRCCS oncologici di Reggio Emilia e di Meldola possono offrire un grande contributo, insieme alle componenti accademiche e sanitarie interessate all’ambito oncologico, e rappresentare i punti di riferimento per il governo della ricerca pre-clinica e clinica e in termini di assetto organizzativo. All’interno di questa visione, il processo, già avviatosi con le realtà di Cesena e Forlì che hanno completamente affidato le attività di assistenza oncologica all’IRST, potrebbe estendersi ad altre realtà territoriali come ad esempio Ravenna, con la quale è già in atto un approfondimento Istituzionale con l’obiettivo di un governo unitario delle attività terapeutiche, assistenziali e di ricerca in oncologia ed oncoematologia”.
Incentrato sulla centralità del cittadino, l’intervento del Direttore Generale, Mario Tubertini: “Il nostro compito sarà dunque faticoso, impegnativo ma stimolante e fortemente coinvolgente. Per crescere quindi sappiamo che dovremo migliorare, dovremo dotarci di una struttura sempre adeguata per mantenere livelli di eccellenza senza il timore di confrontarci anche quando questo significherà cambiare: per chi fa della ricerca un asse portante della propria missione è infatti indispensabile garantire una costante “disponibilità culturale” al cambiamento e all’innovazione, alla ricerca di nuovi modelli di prevenzione, diagnosi e terapia. Vogliamo affermare la nostra volontà di proseguire nella realizzazione della Rete Oncologica per fornire al malato ciò che di meglio esiste in termini di prestazioni diagnostiche, terapeutiche e modalità organizzative. Per fare questo è necessaria la partecipazione convinta di tutti i centri del territorio che rappresentano la vera ricchezza della rete. Su questo non ci possono essere riserve o timori da parte di alcuno degli attori pena la compromissione del mantenimento del riconoscimento che ci è stato attribuito”
Interventi che misurano quanto l’avvenuto riconoscimento segni una data importante per la storia della sanità dell’Emilia-Romagna che si arricchisce così di un nuovo IRCCS; il quarto in Regione e secondo in campo oncologico insieme all’Istituto in Tecnologie Avanzate e Modelli Assistenziali in Oncologia di Reggio Emilia. Gli IRCCS sono enti a rilevanza nazionale dotati di autonomia che, secondo livelli di eccellenza, perseguono finalità di ricerca nel campo biomedico e in quello dell’organizzazione e gestione dei servizi sanitari, unitamente a prestazioni di ricovero e cura di alta specialità. La peculiarità dell’attività di ricerca degli IRCCS sta nello scambio continuo di conoscenze scientifiche fra laboratorio e clinica, puntando a modelli di ricerca che trovino necessariamente sbocco in applicazioni terapeutiche negli ospedali. Grazie a questo riconoscimento l’IRST potrà accedere alle risorse per la ricerca scientifica e sanitaria sia finalizzata a specifici progetti sia corrente, messe a disposizione dal Ministero; rapportarsi direttamente con la Regione e inserirsi a pieno merito nella rete di saperi formata dagli altri dieci IRCCS operativi in campo oncologico (45 in totale) diffusi sul territorio nazionale fra i quali l’Istituto Nazionale per lo Studio e la Cura dei Tumori di Milano e l’Istituto Europeo di Oncologia.
Contestualmente al varo sono cominciati i lavori della Seconda conferenza internazionale “Ricerca Traslazionale in Oncologia: un nuovo approccio alla medicina personalizzata” che si tiene a Forlì fino all’11 maggio. Si tratta di uno dei più importanti momenti di confronto e studio dell’oncologia dell’intero 2012 al quale partecipano alcuni tra i massimi studiosi italiani ed esteri del settore come Yibin Kang (Princeton University), Kurt Zatloukal (Istituto di Patologia di Graz, Austria), Carlo Maria Croce (Ohio State University) o Edith Perez (Mayo Clinic, Boston).

L’Irccs di Meldola
Il nuovo Irccs, che ha cominciato la sua attività nel 2007 all’interno delle strutture del vecchio ospedale civile di Meldola, poi completamente ristrutturato, è interamente dedicato alla cura e alla ricerca clinica, biologica e traslazionale oltre che alla formazione in campo oncologico. E’ una partnership tra pubblico (le 4 Aziende Usl della Romagna: Forlì, Ravenna, Rimini, Cesena, e il Comune di Meldola) e il privato no profit (Istituto Oncologico Romagnolo e 5 fondazioni bancarie). Pienamente operativo dal 2009 l’Istituto può contare su 36 posti letto e 28 posti in day hospital divisi tra le sedi di Meldola, Forlì e Cesena. Il personale è composto da circa 300 persone fra medici, ricercatori, infermieri e personale amministrativo. Per garantire ai malati le migliori conoscenze nella diagnosi e nella terapia, i medici sono suddivisi in specifici gruppi di patologia e sono operativi gruppi di professionisti che coinvolgono più specialisti di differenti discipline mediche. E’ impegnato ad offrire ai pazienti le risposte terapeutiche più innovative come la terapia genica, i trattamenti radio metabolici, i trattamenti radianti, l’immunoterapia sperimentale e la terapia cellulare somatica. Di alto livello anche la dotazione tecnologica con una tac a 256 strati, un acceleratore lineare ed una tomoterapia. E’ il quarto Irccs dell’Emilia-Romagna e si affianca allo storico Istituto Ortopedico Rizzoli di Bologna, all’Istituto in scienze neurologiche (all’interno dell’Azienda Usl di Bologna) e all’Istituto in tecnologie avanzate e modelli assistenziali in oncologia (all’interno dell’Azienda Usl di Reggio Emilia) e, come gli altri Irccs, potrà accedere anche ai fondi nazionali per la ricerca.

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