Giovane e laureato: ora che faccio? Cerco lavoro in Europa.
RAVENNA. Si è svolta ieri mattina la presentazione dell’indagine statistica Mobilità internazionale e accompagnamento al lavoro del neolaureato sui risultati dei tirocini all’estero Leonardo da Vinci erogati da Fondazione Flaminia in collaborazione con Educazione all’Europa nel periodo 2008-2011.
“Si tratta di un primo significativo bilancio del lavoro svolto negli ultimi quattro anni – ha spiegato Antonio Penso, direttore di Fondazione Flaminia – che conferma la qualità dei tirocini Leonardo attivati e la capacità di questo strumento di trasformarsi in chiave di volta per il futuro dei giovani laureati”.
Soddisfatto il vicesindaco Giannantonio Mingozzi : “In un mercato del lavoro sempre più europeo, fare esperienza all’estero per un laureato diventa oggi fondamentale. Avere l’opportunità poi di lavorare in contesti prestigiosi e di alto livello come quelli proposti rappresenta una opportunità unica di affinare le competenze teoriche acquisite durante gli studi e prepararsi al mondo del lavoro”.
I DATI. L’indagine prende a campione le 62 le borse di studio assegnate da Fondazione Flaminia nei quattro anni di indagine, per complessivi otto bandi proposti, a cui corrisponde l’attivazione di altrettanti tirocini lavorativi in Europa, tutti in stretta coerenza con le specifiche competenze in uscita dai corsi di laurea coinvolti.
I RISULTATI. Dall’indagine emerge che i tirocini lavorativi attivati dal progetto (sono 62 le borse di studio assegnate nei quattro anni di indagine e presi a campione) hanno favorito fin dalla loro conclusione buone opportunità di occupazione all’estero (oltre 1 borsista su 3 ha infatti ricevuto immediatamente un’offerta di lavoro all’estero) e comunque hanno aiutato a trovare lavoro a un numero significativo di ex borsisti (71 per cento di occupati entro un anno dalla conclusione) e in tempi molto brevi (il 73 per cento degli occupati ha trovato lavoro entro sei mesi dalla conclusione del tirocinio).
Oltre al dato occupazionale generale, uno dei successi più evidenti del progetto è la marcata continuità, pari al 90 per cento, tra ambito professionale di svolgimento del tirocinio e il successivo settore lavorativo di impiego. “Un risultato significativo – ha sottolineato Penso – soprattutto se rapportato ai profili in uscita dai corsi di laurea del polo universitario ravennate che con maggiore assiduità hanno ottenuto l’assegnazione di borse Leonardo e che nei ¾ dei casi sono riconducibili ai corsi di laurea della facoltà di Conservazione dei Beni culturali, normalmente ritenuti profili ‘deboli’ per quanto riguarda l’inserimento lavorativo”.
IL PROFILO DEL BORSISTA. La maggior parte dei borsisti è donna (81 per cento) e solo nel 15 per cento dei casi ravennate. Proviene infatti per lo più da altre province dell’Emilia Romagna (39 per cento) o da fuori regione (46 per cento). I laureati di Conservazione dei Beni culturali (il 42 per cento solo dal corso di laurea di Cooperazione internazionale) con i 2/3 dei beneficiari sono quelli che hanno dimostrato maggiore interesse per questa opportunità. Seguono i corsi di laurea di Scienze per la conservazione e il restauro (14 per cento), Scienze ambientali e Biologia marina (10 per cento) e Giurisprudenza (5 per cento). I Paesi europei in cui sono stati attivati i tirocini sono Belgio, Spagna, Regno Unito, Irlanda, Grecia, Malta e Portogallo.
Gli ambiti lavorativi assegnati sono stati quelli dell’europrogettazione, comunicazione – mediazione linguistica, Ong e Npo per Cooperazione internazionale; promozione culturale, comunicazione – relazioni istituzionali per Civiltà dell’Europa Orientale e del Mediterraneo; didattica museale, comunicazione esterna, organizzazione eventi, scavi archeologici, restauro, archivistica per Conservazione di Beni culturali; restauro – diagnostica, catalogazione, digitalizzazione per Tecore; servizi di internazionalizzazione alle imprese, lobbying per Operatore giuridico; pianificazione idrologica, monitoraggio ambientale, biologia marina, comunicazione ambientale, consulenza ambientale, energy management, ricerca applicata per Scienze ambientali; consulenza su normative europee nel settore energetico per Giurisprudenza.
Tra le organizzazioni ospitanti figurano società di consulenza specializzate in gestione di progetti di cooperazione e sviluppo nei Paesi Terzi, società di consulenza nei settori dello sviluppo rurale e difesa del patrimonio artistico e culturale, società di servizi di europrogettazione, organizzazioni non governative e No profit per Cooperazione internazionale; i circuiti museali nazionali, biblioteche e case editrici per Conservazione dei Beni culturali; laboratori d’analisi e diagnostica di musei nazionali, laboratori di restauro per Tecore; società do consulenza alle imprese, lobbies per Operatore giuridico; Ong e società di consulenza ambientale per Scienze ambientali e Biologia marina.
Dal punto di vista qualitativo, dall’indagine emerge un’elevata soddisfazione dei borsisti relativa sia al tirocinio svolto che ai risultati formativi raggiunti. Su un campione di indagine di 52 beneficiari risulta infatti, nel primo caso, un valore medio di gradimento pari a circa 89 su un range da 0 a 100; nel secondo, un valore medio pari a 87. I dati complessivi dell’indagine confermano come le esperienze lavorative svolte abbiano garantito alti standard qualitativi riuscendo a soddisfare le aspettative professionalizzanti e formative dei beneficiari.
Sotto il profilo occupazionale, è complessivamente pari al 38 per cento il gruppo di tirocinanti che ha avuto l’opportunità di prolungare il soggiorno all’estero o perché ha ricevuto una richiesta di prolungamento dello stage (9 per cento), o ha avuto un contrato a tempo determinato (24 per cento) o comunque ha trovato un lavoro all’estero grazie al tirocinio (5 per cento). Ben il 73 per cento degli occupati (30 borsisti su 42 ovvero il 71 per cento del campione) ha trovato lavoro non oltre 6 mesi dopo il rientro in Italia, di cui oltre il 27 per cento non oltre 3 mesi. Significativo anche che il 17 per cento del campione è stato confermato immediatamente dall’azienda ospitante, o ha trovato lavoro all’estero immediatamente dopo la conclusione del tirocinio. Quanto alla continuità tra tirocinio svolto e successivo ambito di inserimento lavorativo, lo studio mostra un tasso di coerenza pari al 90 per cento. Nella valutazione di quanti sono rimasti all’estero, su un totale di 30 occupati il 73 per cento proviene dal corso di laurea in Cooperazione internazionale.



