Emilia Romagna. Bcc Romagna Est: altri 30 milioni di euro per lo sviluppo dell’economia locale.

Emilia Romagna. Bcc Romagna Est: altri 30 milioni di euro per lo sviluppo dell’economia locale.
Romagna Est : Garattoni, Buda e Monti

BCC ROMAGNA EST. Più che il ‘solito‘ appello all’ottimismo, è stato un invito a guardare le cose che accadono attorno a noi con una oggettività diversa e meno allarmistica. La situazione generale del momento non è certo delle migliori. Difficoltà , anche gravi, sono emerse un po’ dappertutto. Solo che, questa volta, si stanno  ’manipolando’  eccessivamente al punto che  sono sempre più numerosi quelli che credono di essre precipitati in una ‘situazione senza ritorno’.

Ma siamo per davvero sull’orlo del baratro? Una inquietudine, questa, alla quale Romagna Est sta dando, per quel che può e che le concerne, risposte in senso diametralmente opposto.

IL BILANCIO 2011. Intanto, a mo’ di preambolo, diamo una occhiata al Bilancio 2011, che – secondo quanto spiega il direttore generale Garattoni – mostra una azienda  ( 19 filiali,168 collaboratori, crescita del numero dei soci con +3,9% rispetto a fine 2010)  in buona salute con un incremento della raccolta diretta da clientela pari a 739,454 milioni di euro contro i 736,837 di fine 2010. Aumentata è anche la quota delle forme vincolate ( Certificati di deposito e Conti deposito); così anche gli impieghi a clientela, passati dai 746,389 milioni di euro del 2010 ai 751,274 di fine 2011. Nel corso dell’ ultimo esercizio la Banca ha deliberato oltre duemila fidi, per un importo di quasi 160milioni di auro, con una percentuale di accettazione delle richieste di affidamento pari al 96%. Tra questi i mutui erogati a famiglie ed imprese sono risultati quasi 1.100, per un totale di 90 milioni di euro. Nel complesso i mutui rappresentano, ad oggi, circa i 2/3 degli impieghi verso i clienti di Romagna Est. 

Particolarmente soddisfacente è il fatto che, nel 2012, la Banca abbia migliorato l’economicità della propria gestione operativa, con un risultato lordo di gestione in crescita del 9,6% rispetto all’anno prima, passando da 11,839 milioni a 12,971 milioni di euro. Altro dato significativo il contenimento delle spese amministrative ( -0,2& nel 2011 e -0,8% nel 2012). Le sofferrenze, inoltre, risultano svalutate dl 64% e gli incagli dl 28%.Altro prudnziale passao in avanti per la solidità patrimoniale della Banca nel medio lungo periodo. L’utile di esercizio, pari a 4,077 milioni di euro, è sostanzialmente allineato alle previsioni. Mentre il patrimonio netto è salito a 106,510 milioni di euro, indispensabile a sostenere tra l’altro i programmi di sviluppo dell’Istituto secondo quanto richiesto da Basilea3.

 

ALTRI 30 MILIONI ALL’ECONOMIA DEL TERRITORIO. Fin qui i dati. Che servono sempre per dare cedibilità alle parole. Parole e fatti. Che nel caso i Romagna Est non si esauriscono qui.

” Sarà difficile – ammonisce il presidente  Buda – ripristinare una situazione paragonabile a quella pre-crisi. Questo tuttavia non ci ha esentato  a fare la nostra parte. Restando accanto ai nostri soci e alla nostra clientela in varie orme e, in maniera specifica, immettendo sul mercato ‘altri 30 milioni di euro’, per dare sostegno alle realtà locali con l’obiettivo di porle in condizione di superare questo periodo di estrema difficoltà. Una liquidità, quest’ultima, che si aggiunge a quella che ogni giorno è rivolta alle famiglie e alle imprese, che potranno altresì avvalersi dell’intervento dei Confidi partner della Banca”.

IL SOSTEGNO AL SOCIALE. ” Resta importante – completa la visuale il vice presidente Monti – anche l’impegno diretto di Romagna Est per interventi di rappresentanza e beneficenza sul territorio, pari a circa un milione di euro anche nel 2011. Nel solco di una ‘sussidiarietà‘ che abbraccia circa 300 realtà locali”.

Con questo quadro, non è impossibile  ritrovare il senso  di una visione complessiva del momento, più esatto e meno catastrofistico. Perchè non tutto va male. Ci sono aziende sane e banche sane. Banche, come Romagna Est, che operano e che vivono sul loro territorio non per  ‘  negare liquidità’ ma che ( con le dovute modalità richieste per la tutela della fiducia dei soci e clienti)  la ‘immettono‘, perchè sanno che resta quella la benzina indispensabile per far girare il motore anche in tempi ‘ di bufera‘. Che come tutte le ‘bufere‘ non potrà che passare.

 

Val.Vann.

 

 

 

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