Lugo. Oratorio e Museo di San Onofrio. Dove ammirare di nuovo la grande tela di van Schayck.

Lugo. Oratorio e Museo di San Onofrio. Dove ammirare di nuovo la grande tela di van Schayck.
Lugo oratorio San Onofrio

LUGO &  ORATORIO E MUSEO di SAN ONOFRIO. L’Ospitale e l’Oratorio sorsero nell’area denominata Policaro nuovo per volere del testatore Clemente Galanotti, facoltoso commerciante lughese, con atto testamentario rogato il 19 giugno 1764.I lavori iniziarono subito dopo la sua morte avvenuta il 14 agosto 1764, il primo intervento fu di adattare l’abitazione del Galanotti alla sua nuova funzione, ricavando due ambienti distinti denominati scaldatoi. Seguirono i lavori dell’Oratorio, iniziati nel 1675 e terminati nel 1679. Le disposizioni testamentarie, puntuali nei particolari, stabilivano inoltre l’istituzione della confraternita dedicata a San Onofrio.

LA LUNGA STORIA. Dall’anno della sua fondazione l’oratorio e l’area che lo accoglie hanno subito notevoli cambiamenti. Ad oggi si può segnalare come unico superstite dell’area denominata Sant’ Antonio abbattuta nel 1913 oltre a unico portatore della memoria della storia sociale e sanitaria del territorio di Lugo.Grazie ad un importante accordo siglato il 18 agosto del 2008 tra Azienda sanitaria di Ravenna, parrocchia di SS Francesco ed Ilaro, confraternita di Onofrio e comune di Lugo, i cittadini lughesi si riapproprieranno di una parte importante della propria storia sanitaria e sociale.Oltre agli importanti lavori di consolidamento strutturale e di restauro gli abitanti di Lugo potranno apprezzare i manufatti provenienti dagli ospitali di antica fondazione lughese.

E’ importante ricordare che nel XVII secolo il territorio di Lugo era provvisto di sei ospitali che si occupavano del fabbisogno della popolazione, ma, va ben inteso che, l’assistenza di allora non era come la intendiamo noi oggi. Per assistenza si intendevano opere di carità ed ospitalità e nello specifico caso di Onofrio, l’ospitalità era nel mettere a disposizione dei poveri lughesi due ambienti riscaldati, distinti per uomini e donne, denominati scaldatoi. Le opere di carità elargite dalla confraternita di San Onofrio sono ben descritte nelle cartellette monocrome dipinte nella parte inferiore degli ovali eseguiti da Ignazio Stern, ciclo pittorico che decora l’oratorio; mentre è compito della pregevole collezione, collocata nella sacrestia dell’Oratorio, occuparsi della memoria degli ospitali di antica fondazione tramite i manufatti prodotti per tali istituzioni.

L’INAUGURAZIONE. L’inaugurazione avvenuta ha dato  l’opportunità di ammirare nuovamente la grande tela di Ernst van Schayck eseguita per l’ospitale S.Rocco nel 1600, la Madonna della Scaletta attribuita a Benedetto Buglioni, il ritratto di Luigi Lotti eseguito dal pittore lughese Benedetto Dal Buono e molti altri pezzi di pregevole fattura.
Ma un altro appuntamento di sicuro effetto sarà quello del 19 maggio con la prima apertura serale dell’Oratorio.

LA MISSION STORICA E CULTURALE. La mission di queste istituzioni, diverse tra loro ma strettamente connesse storicamente è quella di favorire la fruizione e la valorizzazione di questo patrimonio reso disponibile in un momento storico in cui non è facile raggiungere degli obbiettivi soprattutto in ambito culturale. L’oratorio sarà inserito nel circuito del sistema museale della provincia di Ravenna e ogni istituzione si impegnerà a collaborare per favorire la fruibilità programmando visite guidate, servizi educativi e didattici, proponendo allestimenti temporanei ed eventi culturali che dialogando tra loro, utilizzando questo piccolo gioiello come luogo di produzione e comunicazione culturale.

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