Emilia Romagna. Riforma del lavoro: 65 mila esodati a posto. Ministro Fornero: ‘Per me partita chiusa’.

Emilia Romagna. Riforma del lavoro: 65 mila esodati a posto.  Ministro Fornero: ‘Per me partita chiusa’.
Ministro Formero. Immagine di repertorio

EMILIA ROMAGNA& RIFORMA DEL LAVORO. Entro due settimane la riforma del lavoro sarà realtà. O almeno così è emerso ieri, dal primo via libera dato al ddl – con alcune modifiche – da parte della commissione Lavoro del Senato, anche se non è escluso il ricorso alla fiducia sui tre capisaldi del testo, ovvero flessibilità in entrata, in uscita e ammortizzatori sociali. Sul fronte esodati, i lavoratori salvaguardati rispetto all’aumento dell’età pensionabile saranno 65.000, per un fabbisogno finanziario complessivo di 5 miliardi e 70 milioni (dal 2013 al 2019). Per la mobilità, infatti, il contingente numerico previsto per coloro che potranno andare in pensione con le vecchie regole è di 25.590 persone, mentre per la mobilità lunga si prevede che i beneficiari siano 3.460.
IL MINISTRO FORNERO. Il ministro Fornero, nel corso di un suo interevento all’Università di Torino, ha infatti risposto alle domande degli studenti sulla riforma del lavoro annunciando senza mezzi termini la sua speranza che la nuova normativa sui licenziamenti sia introdotta anche nella Pubblica amministrazione: “Quello dei dipendenti pubblici non è un mercato perché ci sono regole diverse. Mi auguro però che qualcosa di simile a quello fatto per i dipendenti privati, relativamente alla possibilità di licenziare, sia inserito nella delega anche per i dipendenti pubblici. Patroni Griffi ha questa delega, noi siamo in contatto, stiamo lavorando insieme: non vogliamo ci siano difformità di trattamento tra pubblico e privato”.

LA RISPOSTA DEI SINDACATI. Parole che hanno immediatamente scatenato le reazioni delle sigle sindacali. Critiche sono mosse dalla Cgil, che attraverso il responsabile Settori pubblici Michele Gentile, ha sottolineato il ruolo e i limiti del ministro Fornero: “Un auspicio del genere, espresso per lo più in una fase di gravissima crisi economica, è il segno di come il ministro non abbia chiaro il titolo del suo ministero: è a capo del dicastero del lavoro e non certo dei licenziamenti”.
La Uil, dal canto suo, auspica invece che una equiparazione tra la normativa che regola il settore pubblico e quello privato sia effettivamente attivata per quanto concerne il rinnovo dei contratti, mentre non c’è alcuna necessità di sottoporre i lavoratori statali ad altre regolamentazioni esterne alle leggi vigenti. E se il tema della licenziabilità degli statali continua a rappresentare un tema caldo e, spesso, un motivo di scontro tra Governo e sindacati, da parte della Fornero arrivano altre dichiarazioni in materia di spending review, che stando alle parole del ministro sarà applicata in modo ferreo in tutti i settori della PA, facendo tabula rasa degli sprechi che impediscono allo Stato di risanare i conti pubblici: “La spending review sarà tostissima, ci sarà un taglio fortissimo della spesa pubblica e degli sprechi”.

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