Siria, l’intervento di Terzi in Parlamento: ‘C’è rischio genocidio’

Siria, l’intervento di Terzi in Parlamento: ‘C’è rischio genocidio’
Siria, quadro politico. Immagine di repertorio

ITALIA – SIRIA. “La strategia di Damasco rischia di produrre un genocidio, se non si interviene rapidamente”. Lo ha detto il Ministro Giulio Terzi in una audizione sugli sviluppi nel Mediterraneo alle Commissioni Esteri congiunte di Camera e Senato. Terzi ha spiegato che il regime siriano “intende difendere la propria sopravvivenza attraverso un’escalation, in forme sempre più dirette e brutali, del terrore contro la popolazione civile ed alimentando artificialmente le conflittualità interne tra le diverse componenti della società siriana”.

Irrobustire l’operatività della missione Unsmis

Per uscire dalla crisi l’Italia ribadisce il “sostegno attivo al piano Annan”, ma “non abbiamo fiducia assoluta che possa funzionare, finora i risultati sono stati modestissimi”, ha ammesso Terzi, sottolineando tuttavia che il piano dell’inviato dell’Onu e della Lega araba “è quello che abbiamo e che dobbiamo far funzionare”. La comunità internazionale sta poi discutendo “le possibili modalità di irrobustire l’operatività della missione Unsmis con un maggior numero di osservatori e una maggiore capacità di operare sul territorio siriano, con anche la possibilità di autodifesa”, ha aggiunto.

Transizione politica guidata dai siriani

Dopo il cessate il fuoco, “l’obiettivo è che si giunga a una transizione politica che sia guidata dai siriani, non imposta dall’esterno e condivisa dalla più ampia parte della popolazione siriana”, nella quale tuttavia “è difficile che il presidente Assad, suo fratello e i suoi familiari possano avere un ruolo accettabile da parte dell’opposizione”, ha spiegato il Ministro, che stasera parteciperà ad un vertice diplomatico a Istanbul con i principali paesi membri del gruppo degli Amici della Siria fra cui Usa, Italia, Francia, Regno Unito e Germania.

Egitto: fragilità di fondo

Quanto alle elezioni presidenziali in Egitto, Terzi ha specificato che il primo turno ha confermato la crescita democratica della società egiziana“, ma occorre evitare il pericolo di un’eccessiva polarizzazione del dibattito politico”. “Quello che è avvenuto in questi ultimi giorni a piazza Tahrir, come seguiti delle sentenze che hanno riguardato l’ex presidente Mubarak e i suoi familiari, è l’indicazione di una fragilità di fondo sia sul piano del percorso democratico che sulla sicurezza“, ha spiegato Terzi, auspicando “il trasferimento pacifico dei poteri dai militari alle istituzioni civili nei tempi prestabiliti” e l’attenuarsi dell’emergenza socio-economica con la ripresa dello sviluppo economico e del turismo. L’Italia considera infatti l’Egitto “un partner assolutamente strategico“, ha ribadito il titolare della Farnesina, annunciando che tornerà in visita al Cairo “non appena si sarà concluso il ciclo elettorale”.

Questione Libia, alla luce delle recenti tensioni culminate con il rinvio delle elezioni per l’assemblea costituente, inizialmente previste per il 19 giugno: “Siamo fiduciosi che le elezioni in Libia possano svolgersi entro l’inizio del Ramadan, e cioè entro il 20 luglio“, ha detto il Ministro.

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