Ravenna. Un volume sulla storia del Palazzo comunale, un ‘tuffo’ nell’identità della città.

Ravenna. Un volume sulla storia del Palazzo comunale, un ‘tuffo’ nell’identità della città.
Ravenna, foto di repertorio

RAVENNA. La storia del Palazzo comunale è al centro di una pubblicazione realizzata da due insegnanti di storia dell’arte, Serena Simoni (istituto tecnico Ginanni) e Donatella Bezzi (istituto professionale Olivetti), e pubblicata dal Comune.
Quaranta pagine illustrate per ripercorrere storia e vicissitudini architettoniche della sede del governo della città e del patrimonio artistico documentario presente all’interno delle prestigiose sale di Palazzo Merlato e del Palazzetto veneziano, le due antiche strutture che formano in un unicum la sede dell’Amministrazione comunale.

IL VOLUME. Il volume, corredato da una ricca bibliografia che consente approfondimenti ulteriori, è stato presentato in municipio, alla presenza del sindaco Fabrizio Matteucci, delle due insegnanti, dei dirigenti scolastici del Ginanni Vittore Pecchini e dell’Olivetti Marcello Landi. Ma i veri protagonisti sono stati gli alunni delle classi quarta A Erica del Ginanni e quinta C indirizzo turistico dell’Olivetti. La pubblicazione è nata infatti traendo ispirazione dall’iniziativa “Istituzioni aperte”, voluta dal prefetto Bruno Corda, che nel novembre 2011 ha trasformato gli studenti, anche di altre scuole, con la collaborazione degli insegnanti, in guide della residenza municipale e di altri palazzi istituzionali storici della città.
A partire da questa esperienza l’amministrazione comunale ha voluto dare risposta a un’esigenza avvertita da tempo: quella di uno strumento di agevole consultazione che sintetizzasse la storia di uno dei luoghi più rappresentativi dell’identità di Ravenna.
Di qui il coinvolgimento delle due insegnanti, che avevano preparato i materiali didattici per i loro allievi e che hanno accettato con entusiasmo di approfondire ulteriormente il lavoro già svolto e di dare ai testi una veste editoriale più organica, sotto il titolo “Il Palazzo comunale”.
Alessia Cervi, della quarta A Erika dell’Olivetti, ha detto che lei e tutti i suoi compagni hanno gradito molto quell’iniziativa, “che ci ha consentito di mettere in pratica le cose che studiamo e ci ha fatto vivere per la prima volta un’esperienza di tipo lavorativo”. Matteo Borghi, della quinta C dell’Olivetti, ha sottolineato come per molti sia stato “un modo di superare le proprie timidezze, confrontandosi con gli adulti”.
Le due insegnanti hanno illustrato le caratteristiche del testo e ringraziato tutte le persone coinvolte nella sua elaborazione, così come i dirigenti scolastici, che hanno sottolineato l’importanza, per i ragazzi, di andare alla scoperta della storia della propria città e di poterla trasmettere agli altri, e di aver colmato un vuoto, realizzando un’opera che mancava. Il sindaco Fabrizio Matteucci ha sottolineato come da un’esperienza molto positiva come quella di “Istituzioni aperte” ne sia nata un’altra altrettanto positiva e nel salutare i ragazzi li ha invitati a superare un sentimento oggi dominante, “quello del pregiudizio, che si traduce nel giudicare le persone non una ad una, per quello che sono, ma per categorie. Il pregiudizio è dominante perché non richiede conoscenza, è “comodo” e non costa nulla. Voi invece avete e dovete sfruttare gli strumenti e l’intelligenza per andare al fondo delle cose e non fermarvi alla superficie”.
Alla realizzazione del progetto editoriale hanno contribuito il Gabinetto del sindaco, l’unità organizzativa Affari generali e istituzionali, la Biblioteca Classense, il Mar e altre figure in ambito comunale.

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