Santarcangelo. ‘Il Convento in città’, per riqualificare il convento delle SS. Caterina e Barbara.

Santarcangelo. ‘Il Convento in città’, per riqualificare il convento delle SS. Caterina e Barbara.
convento Santarcangelo di Romagna, foto di repertorio

SANTARCANGELO DI ROMAGNA. E’ stato presentato nei giorni scorsi al Musas il progetto “Il Convento in città”, l’iniziativa promossa dalla Congregazione delle Suore Francescane dei Sacri Cuori-Monastero Immacolata con la collaborazione del Comune di Santarcangelo.
E’ una storia lunga oltre 500 anni quella che lega il convento delle SS. Caterina e Barbara a Santarcangelo. Adesso, un ampio progetto di restauro apre nuovi scenari dal momento che le suore conventuali hanno espresso l’esigenza di valorizzare l’intero complesso le cui funzioni rimarranno in ogni caso prevalentemente di carattere religioso.

RIQUALIFICAZIONE. Il percorso di riqualificazione curato dall’architetto Massimo Bottini prenderà infatti in considerazione diversi interventi a partire dall’orto e dalla foresteria fino alla creazione di una bottega e di una piccola biblioteca delle suore. La sistemazione dell’orto metterà lo stesso al centro del monastero grazie all’avvio di tecniche di coltura che potranno avere anche funzioni didattiche, mentre la foresteria accoglierà viaggiatori e turisti desiderosi di trascorrere qualche giorno nel borgo condividendone la vita e il ritmo lento e riscoprendo nella pace del chiostro la virtù del silenzio. Con l’apertura della bottega sarà possibile visionare ed eventualmente acquistare tutto ciò che il convento produce: non solo i frutti dell’orto, ma anche le marmellate fatte dalle suore, la biancheria da loro ricamata, il miele ed altro. La “rimessa dei libri”, cioè la Piccola biblioteca delle suore, sarà solo una parte della biblioteca del Convento dove saranno disponibili libri e scrittori del territorio, di edificazione spirituale e di storia degli Ordini religiosi, memorie di tutto ciò che accade nel monastero.

Per il sindaco Mauro Morri e per l’assessore alla Cultura Monica Ricci, il percorso di valorizzazione del convento delle suore costituisce un’opportunità particolarmente importante per la città grazie alla quale si potranno anche coniugare diverse esigenze. Da un lato quella della congregazione tesa a valorizzare il convento situato nel cuore del centro storico di Santarcangelo. Dall’altro, l’intero complesso conventuale potrà essere maggiormente fruibile e potrà offrire una risposta alla necessità espressa dai familiari degli ospiti di Luce sul Mare che potranno trovare nelle dodici celle del convento un’accogliente foresteria per assistere più da vicino i loro cari durante il percorso di riabilitazione. L’occasione è importante per approfondire diverse tematiche legate al convento: architettoniche, storiche, urbanistiche e religiose.

NOTE STORICHE
Il Convento delle SS. Caterina e Barbara di Santarcangelo di Romagna fu fondato nel 1505 da Suor Obbedienza da Rimini, dell’Ordine Camaldolese. L’edificio si erge su piazza delle Monache e insiste a sud est sulla cinta muraria malatestiana, in corrispondenza di Porta Cervese.
Più volte ampliato nel corso del secolo XVII, il monastero fu abbandonato nel 1800 in seguito alla soppressione napoleonica delle congregazioni religiose.
I locali, nel 1856, divennero di proprietà di Suor Angela Molari, fondatrice della Congregazione Figlie dell’Immacolata Concezione.
Al convento fu annesso l’adiacente Palazzo Fattorini, adibito a scuola elementare durante il periodo fascista. Nel 1979-1980 a cura della Soprintendenza per i Beni Architettonici e Ambientali per la Romagna e Ferrara si sono compiuti i restauri del complesso.

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