Merkel, Hollande e Monti. In questi( tre) mesi si decide (davvero) il futuro dell’Europa ?

Merkel, Hollande e Monti. In questi( tre) mesi si decide (davvero) il futuro dell’Europa ?
Merkel, Hollande e Monti. In questi( tre) mesi si decide (davvero) il futuro dell'Europa ?

LA CRISI DELL’EUROPA. L’abbiamo lasciata un mesetto fa, visto il suo ( incoraggiante) parlottare con Mario Monti che di tante cose può difettare  ( vedi il pallone), ma non certo di economia. Nostra, europea e mondiale. Del resto le carenze d’un politico di mestiere, ‘sbucato‘ fuori come la Merkel da una qualche organizzazione politica o sindacale  della Germania dell’Est, al qua e al di là delle Alpi, è quella di non avere competenze ( e studi) specifici. Soprattutto sui meccanismi rompicapo della globalizzazione economica e finanziaria. Per cui, parlottare con un gentleman afferrato in materia come il nostro Mario, non poteva che aggiungerle un (qualche) appeal in più.

IL FUTURO DELL’EUROPA. ” In questi mesi si decide il futuro dell’Europa”. S’è sbilanciata  la cancelliera Angela Merkel  a Berlino, all’hotel Adlon, in un intervento per la Fondazione delle imprese familiari. La cancelliera sostiene che l’Europa deve approfondire il discorso sulle divergenze, per rafforzare l’economia.
“L’Europa – dice la Merkel - deve discutere sulle crescenti divergenze sul rafforzamento economico tra Germania e Francia”. Merkel definisce la Germania come “un’ancora della stabilizzazione e un motore della crescita”.

La Germania “non si lascerà convincere da soluzioni semplicistiche come gli Eurobond”  ha rincarato la cancelliera davanti ad una platea ( favorevole?) di imprenditori tedeschi. Ipotesi di soluzioni alla crisi respinte con toni duri, visto che per lei sono solo “qualunquistiche”.

Per lei  gli  investimenti finanziati con debito “Non farebbero altro che peggiorare i problemi dell’unione monetaria. Dobbiamo sapere invece dove vogliamo andare con l’unione monetaria consapevoli che non possiamo avere una buona unione monetaria senza l’unione politica”, ripetendo come sia necessario che “la vigilanza sulla banche debba passare alla Bce”. La cancelliera tedesca Angela Merkel ha lamentato inoltre “una mancanza di fiducia” tra i leader dell’Eurozona, ribadendo che la contrapposizione tra crescita e rigore di bilancio e’ un “falso dibattito”.
La Germania, ha dichiarato Merkel, “non si lascera’ convincere da facili soluzioni “. Per lei, insomma, la “ mediocrita’ non deve diventare lo standard“.

TANTI CONCETTI/TANTI PREGIUDIZI. Nell’esposizione dell’Angela ( di nome ma non di fatto, almeno per buona parte dell’Europa), che  figlia di boches resta, non tutto è ‘marcio’. Nel senso di trito e ritrito. Qualche spiraglietto c’è, ma solo come cappello ad un nucleo forte ( e tenacemente ripetuto)  di convizioni sbagliate alla radice.

COSA C’E’ DI GIUSTO. E’ vero, signora del ‘cuore d’Europa‘, una ( nuova) nazione non si può basare sulla mediocrità. La mediocrità dei mediocri, ovvero di quelli ( come diceva, con parole diverse,  Nietzche) portati ( davanti al destino)  a ‘lacrimarsi addosso, più che a rimboccarsi le maniche ‘ . Paventando ogni volta scuse,  più che vero e proprio impegno. Gridando ‘aiuto aiuto‘ quando invece potrebbero togliersi le  castagne dal fuoco da soli. Alzando gli occhi al cielo piuttosto che ‘ aiutare il Cielo ad aiutarli’. E questo va bene.

COSA C’E’ DI SBAGLIATO. Divergenze nascono, quando ( la signora) mette al bando  certe  ’soluzione semplicistiche, come gli Eurobond’. Che c’è di dannato, signora,  se si ridà ossigeno a molte situazioni finanziarie ( banche comprese) attualmente alla bocchetta del gas? Lei pensa ad un controllo  Bce sulle banche, ben venga, purchè non sia controllo della Germania sul resto dell’Europa. Perchè allora, se tanto mi da tanto. il notare una  ‘scarsa fiducia‘ tra i leader del Vecchio Continente, non dovrebbe sorprenderla più di tanto.

Alla Germania molti hanno perdonato  ma nessuno ha dimenticato. E poi, sinceramente, che senso avrebbe lasciare il destino d’un Continente sulle spalle d’un solo Paese ( pur notevole) come il suo?  Lei è davvero  sicura che abbia  le spalle più robuste di quelle di Eracle? Non sarebbe meglio dividersi, da buoni compagni, compiti ed obiettivi?

Guardi, lei insiste ( come i suoi predecessori) sul rapporto privilegiato con la Francia. Ma è certa che la Francia ( o il buon Hollande) voglia avere un rapporto privilegiato con il Paese che, in cento cinquant’anni, l’ha invasa nel 1870, nel 1914, nel 1939? E perchè invece, come il triste Metternich, non guarda a Sud, oltre la bella catena alpina, per trovare partner che di ricchezza ( sia pur nascosta) ne hanno quanto la sua ( o quasi) e che navigati come sono ( visto che quando i suoi passavano i giorni su un cavallo o sotto una capanna di fresche rasche  loro già sapevano di strade consolari, canali, acquedotti, porti, terme, fori, palazzi, insulae, anfiteatri e teatri etc etc) ne sanno una più del diavolo, soprattutto se si tratta di venire fuori in momenti da tregenda?

Si porti dietro la combattiva Francia di Asterix e Obelix,  giusto, insieme ai bad boys d ‘Albione o alle armate del Cid Campeador, ma solo per mettere insieme un nucleo ( ancor più ) forte che possa reggere all’urto esterno. Di grandi paesi lontani e che ( se non sbagliamo) sembrano avere preso in mano le ila del discorso.
Perchè ( lei e i suoi) se non l’aveste ancora capito è di là che arriva la ‘minaccia’ . E’ economica, potrà trasformarsi in culturale e militare.
La Cina ( dell’ inarrestabile  boom economico) sta cercando infatti di raggruppare una forza armata con orizzonti non più locali( tre gruppi da battaglia oceanici, con tanto di portaerei e navi di scorta, oltre ad un notevole potenziamento dell’arsenale nucleare); e anche l’India ( dall’altrettanto inarrestabile boom economico) , in questo senso, non sta con le mani in mano. Mentre gli Usa che , di questi ultimi cent’anni di prosperità planetaria, son stati le indiscusse vestali,  declinano. Parlano, gli stelle e strisce, di ridurre i bilanci della difesa, mentre gli altri ( senza vero controllo) li moltiplicano. E che accadrà, allora, tra una ventina d’anni? Vada a (ri) leggersi ( anche solo) Tacito, signora, e vedrà che al di sotto delle Alpi non c’è  (solo) mediocrità. Tra l’altro di  certi argomenti  ne parlano da secoli.

Lo dica ai suoi, por favor, prima che sia troppo tardi.

Ro.Va.

 

 

 

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