Bagno di Romagna. Di quanto promesso dopo il ‘nevone’, ancora nulla. Pericolo dissesto.

Bagno di Romagna. Di quanto promesso dopo il ‘nevone’, ancora nulla. Pericolo dissesto.
La nevicata dello scorso febbraio.

APPENNINO CESENATE. Lunedì 18 giugno, presso la sede della Comunità montana dell’Appennino cesenate, in San Piero in Bagno, si è riunita la giunta dell’Ente, per discutere dei problemi irrisolti lasciati in eredità dalla grande nevicata dello scorso febbraio. Erano presenti il presidente e sindaco di Bagno di Romagna Lorenzo Spignoli, il vicepresidente e sindaco di Mercato Saraceno Oscar Graziani, il sindaco di Borghi Mirella Mazza, il sindaco di Roncofreddo Franco Cedioli, il vice sindaco di Sarsina Luigino Mengaccini, il sindaco di Sogliano al Rubicone Quintino Sabattini e il sindaco di Verghereto Guido Guidi.

ALTRI INVITATI ALL’INCONTRO. Alla riunione erano stati invitati rappresentanti dell’Amministrazione provinciale di ForlìCesena, del Consiglio regionale dell’Emilia Romagna e i parlamentari romagnoli. Erano presenti il presidente della Provincia Massimo Bulbi, i consiglieri regionali Monica Donini e Luca Bartolini (avevano mandato un messaggio giustificando la propria assenza a causa di impegni precedentemente assunti Damiano Zoffoli e Tiziano Alessandrini), la senatrice Laura Bianconi (aveva mandato un messaggio giustificando la propria assenza a causa di impegni precedentemente assunti l’on. Sandro Brandolini).

IL COMUNICATO. ” I sette comuni dell’Appennino cesenate – si legge in un comunicato dell’Ente – certi di interpretare anche la situazione di altri territori vicini (romagnoli e marchigiani, quanto meno), hanno espresso forte preoccupazione per il silenzio del Governo sull’argomento, che fa dubitare della volontà di aiutare le collettività colpite, così com’era stato più volte assicurato. Solo per il servizio di sgombero neve i sette comuni devono onorare un costo di oltre 2 milioni di euro. Varie altre voci (spese per lavoro straordinario dipendenti, rapide operazioni di messa in sicurezza, spalature dei tetti, interventi urgenti sull’arredo urbano, aggiungono altre centinaia di migliaia di euro di spesa. I danni al patrimonio pubblico si stima superino i 10 milioni di euro. A ciò si aggiungono i danni al patrimonio privato, delle imprese e il pregiudizio alla loro produttività. Se il Governo decidesse di smentirsi e non assicurare un minimo di solidarietà ai Comuni, si aprirebbe, per quasi tutti, lo scenario del dissesto finanziario”.

La richiesta scaturita dall’incontro è quindi quella ( pressante) che il Governo attivi il Fondo europeo di solidarietà per coprire almeno una parte dell’enorme ammontare delle spese. In ogni caso, la situazione non potrebbe essere affrontata da enti soggetti al Patto di stabilità (Bagno di Romagna e Mercato Saraceno) e impossibilitati ad assumere mutui ad hoc (tutti e 7). Si rende necessaria, dunque, anche una deroga su questi due precisi punti.

L’IMPEGNO. Il consesso ha apprezzato le iniziative e fatto propri i temi della lettera inviata al Ministro dell’Interno dal presidente della Regione Vasco Errani e dai presidenti delle province di Forlì – Cesena Massimo Bulbi e Rimini Stefano Vitali; della lettera inviata al presidente del Consiglio dei Ministri da 11 parlamentari ( Vannucci, Brandolini, Ceroni, Ciccanti, Della Vedova, Favia, Giovannelli, Gozi, Marchioni, Paolini e Pizzolante); dall’interpellanza rivolta all’assessore regionale alla Protezione civile dai consiglieri regionali Marco Lombardi e Luca Bartolini; della lettera indirizzata al presidente della Repubblica dal presidente della Provincia Massimo Bulbi. Al termine dell’incontro la senatrice Laura Bianconi si è immediatamente attivata verso i colleghi sensibili al problema, per valutare quali eventuali iniziative parlamentari intraprendere.

Altrettanto hanno fatto Monica Donini e Luca Bartolini per il livello regionale e Massimo Bulbi per quello provinciale.

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