Emilia Romagna. Torna l’eterno ‘Antico-Presente’ con il Festival del Mondo Antico di Rimini.

Emilia Romagna. Torna l’eterno ‘Antico-Presente’ con il Festival del Mondo Antico di Rimini.
Festival del Mondo Antico, Rimini

RIMINI. Ha aperto le porte il Festival del Mondo Antico, nell’edizione che Rimini, con Cattolica, Riccione, Santarcangelo e Verucchio, ospita fino al 24 giugno. Il pubblico viene coinvolto intorno al grande tema dell’ospitalità che identifica Rimini nel mondo e in tutta la sua storia. Un tema che è senz’altro basilare del vivere, dal mondo omerico ad oggi. Anche questa edizione è caratterizzata da un ricco programma culturale fatto di approfondimenti, dialoghi, presentazioni di novità editoriali, tavole rotonde, spettacoli, film, visite guidate.

L’Italia dei Festival
“È oramai una prerogativa tutta italiana quella di dare forma di Festival e cadenza annuale a gruppi di iniziative che ruotano intorno a un settore o a una disciplina culturale. Quasi ogni città della penisola concentra alcuni dei propri sforzi umani e finanziari, privati e pubblici, per tenere vivo un interesse che in alcuni casi è divenuto nuovo manifesto del luogo. Mantova si lega alla Letteratura, Venezia al Cinema, Santarcangelo al Teatro, Modena alla Filosofia e il fatto che questa lista si allunghi ogni stagione credo sia il sintomo di una vitalità di azione e di pensiero che, in questi tempi, si carica di un senso di resistenza, di tenacia particolare.
Da quattordici anni Rimini ha scelto un dialogo, aperto e trasversale, con la Storia.
Dalla miniera del Mondo Antico si possono continuare a estrarre domande e risposte, materie prime del pensiero, dubbi che si rinnovano ad ogni generazione ma anche viatici illuminanti per traiettorie individuali o collettive.
Così il Festival riminese, dalla propria vocazione archeologica, ricava inestinguibili ragioni di riflessione e stimolo. Le origini dell’arte, della filosofia, della civiltà e del commercio si confrontarono su temi e concetti, su paure e opportunità che, a vederle in sintesi, non differiscono molto dai grandi argomenti posti sulle nostre strade, lungo la nostra esistenza.
Per una città come Rimini che ha nei due grandi emblemi dell’antichità – il Ponte di Tiberio e l’Arco di Augusto – due simboli supremi di apertura e saluto a chi giunge da fuori, riflettere sui concetti di ospitalità è quasi un destino naturale.
Così si può partire da quel corto circuito linguistico, dell’idioma italiano, che fa del termine “ospite” una parola speculare e misteriosa, che impedisce di comprendere, se non coniugata ad altre o contestualizzata, il ruolo attivo o passivo del soggetto. Ospite è colui che accoglie, ma anche chi è accolto. Allora la lingua, in casi come questi, sembra comportarsi come una madre che si astiene dal fare differenze tra i propri figli, ugualmente portatori di un dare e di un avere”.
Massimo Pulini

Il programma del Festival lo trovi al seguente link://antico.comune.rimini.it/programma/

IL SIMBOLO ANTICO/PRESENTE
Da quando Antico/Presente si è trasformato in Festival del mondo antico l’immagine che ne ha accompagnato gli annunci è quella di un disco policromo frammentato in cui sono riconoscibili tre creature marine, precisamente un’orata, uno sgombro e un delfino. Si tratta di un’immagine desunta dall’ormai famoso pinax, cioè il quadretto emerso a Rimini, negli scavi di piazza Ferrari, chehanno portato alla luce la domus detta “del chirurgo”: una preziosa lastra vitrea con preziosi inserti colorati a mosaico (cm. 32 X 27) che ornava il triclinium antistante l’ingresso della taberna in cui esercitava l’antico medico (vedi la scheda di Jacopo Ortalli, il responsabile dello scavo, in Aemilia: la cultura romana in Emilia-Romagna dal terzo secolo all’Età costantiniana (catalogo della mostra tenuta a Bologna nel 2000), Venezia, Marsilio 2000).

In questa edizione quell’immagine ritorna, reinterpretata ad acquerello da Sergio Tisselli che ce la restituisce quasi in forma dipiccolo affresco di grande raffinatezza e modernità: qualità che sono proprie dell’orginale la cui bellezza attraversa il tempo fermato in un eterno presente.

Sergio Tisselli ha pubblicato diverse storie a fumetti, lavorando con Magnus nella realizzazione dei tre volumi de Le avventure di Giuseppe Pignatta. Come illustratore, ha collaborato con le edizioni Bonelli per la realizzazione di alcune copertine di Martin Mystére e sui testi di Giovanni Brizzi ha illustrato le avventure del personaggio Ducario in Occhio di Lupo e Foreste di morte.

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