Emilia Romagna& Università. Interrogazione di Ancisi e risposta di Mingozzi. Il problema ‘tagli’.

Emilia Romagna& Università. Interrogazione di  Ancisi e risposta di Mingozzi. Il problema ‘tagli’.
Studenti a Ravenna (stud andreopoulos ) ( immagine di repertorio)

UNIVERSITA’ DI BOLOGNA &  TASSE UNIVERSITARIE. Sull’interrogazione del consigliere Alvaro Ancisi relativa ai  dati riportati dalla ricerca dell’Unione degli universitari sulle tasse che pagano gli studenti che si iscrivono a Bologna, il vice sindaco con delega all’Università Giannantonio Mingozzi ha fatto pervenire questa risposta : “A differenza di quanto accade in molti altri atenei italiani, negli ultimi quattro anni le tasse degli studenti dell’università di Bologna, e quindi della sede di Ravenna, non sono state aumentate, salvo l’adeguamento Istat. Il limite previsto dal dpr 97 citato da Ancisi, che stabilisce che il rapporto fra tasse universitarie e il fondo di finanziamento del ministero non può superare il limite del venti per cento, va aggiornato ai costanti tagli operati al fondo, che ovviamente, diminuendo, provoca lo sforamento della percentuale del venti per cento, anche in costanza della somma richiesta per tasse e contributi. Questo è un tema da chiarire con il Miur, così come va chiarito come debba essere calcolata la percentuale del venti per cento e quali fattori debbano rientrare nel calcolo: nel caso degli studenti dell’ateneo di Bologna, se calcolassimo solo le tasse degli studenti in corso, la percentuale già ora si avvicinerebbe al limite di legge; e inoltre i dottorandi e gli studenti del terzo ciclo rientrano nel calcolo? Come si vede la confusione normativa è evidente. Devo dire al consigliere Ancisi che gli stessi studenti del consiglio studentesco hanno condiviso gli orientamenti assunti dall’ateneo, in considerazione del fatto che le risorse acquisite sono usate in modo diretto e trasparente, solo per i servizi agli studenti e per il diritto allo studio, vale a dire che le somme pagate dagli studenti ritornano indivise per la collettività degli studenti stessi. Voglio altresì ribadire che tutti i finanziamenti di tasse e contributi, a Bologna come a Ravenna, sono investiti in servizi didattici e nuovi investimenti per il diritto allo studio o, come si prevede nella nostra città, per il miglioramento di palazzo Corradini e per affrontare l’emergenza aule di Scienze ambientali. Tutto questo con il contributo della Fondazione Flaminia, attraverso un’offerta universitaria che fa sì che a Ravenna gli studenti, ormai quattromila, aumentino sempre di più ogni anno. E’ escluso che il Comune possa ricorrere al Tar, ma noi faremo il possibile per collaborare con l’Università affinché il ministero definisca con precisione le modalità di calcolo dell’indice; l’attività di supporto ravennate serve soprattutto a far sì che non vi siano ripercussioni sulla qualità dei servizi erogati qualora il Miur non trovasse le specifiche risorse per riportare il fondo di funzionamento ordinario a livelli più accettabili”.

Ti potrebbe interessare anche...