Emilia Romagna. ‘Cherubini’ e Chicago Children’s Choir nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe.

Emilia Romagna. ‘Cherubini’ e Chicago Children’s Choir nella Basilica di Sant’Apollinare in Classe.
Sant'Apollinare in Classe, Ravenna

RAVENNA. Con uno sguardo che si apre come sempre al futuro, Ravenna Festival affianca, in occasione del concerto in programma lunedì 25 giugno nel suggestivo scenario della Basilica di Sant’Apollinare in Classe (ore 21), due prestigiose e giovanissime compagini: la ‘Cherubini’ e il Chicago Children’s Choir, sul podio il maestro Pietro Borgonovo.
Da una parte, dunque l’orchestra giovanile fondata da Riccardo Muti nel 2004 che negli anni ha raggiunto uno straordinario livello qualitativo – nel 2008 si è aggiudicata il Premio Abbiati – contribuendo a formare una generazione di professori d’orchestra in molti casi già attivi nelle più importanti compagini italiane ed europee; dall’altra il coro, diretto da Josephine Lee, simbolo del dinamico tessuto multiculturale che caratterizza la grande città americana che si affaccia sul lago Michigan.
In programma la ‘Sinfonia n. 3 in re maggiore D 200’ di Franz Schubert, seguita dai ‘Chichester Psalms’ per contralto, coro e orchestra di Leonard Bernstein, affidati nella parte solistica alla voce del controtenore Antonio Giovannini.

La ‘Sinfonia n. 3’ fu composta, in poche settimane, da un giovanissimo Franz Schubert dopo il diciottesimo compleanno, in quel 1815 in cui, sotto la spinta di uno straordinario impulso creativo, videro la luce oltre 145 Lieder e diverse opere. Una sinfonia fedele ai modelli classici di Haydn e Mozart (si apre con il consueto ‘Adagio introduttivo’, particolarità più cara al primo che al salisburghese), ma già intessuta di quelle frasi incantevoli che sono la cifra del compositore viennese e, soprattutto, improntata a una grazia leggera e a una concisione espressiva degna di opere più mature. Come tante sue composizioni della prima giovinezza, circolò forse presso i contemporanei, ma non si ha notizia di una sua esecuzione pubblica prima di quella del 1881 diretta da Manns a Londra, che la consacrò come parte irrinunciabile del repertorio a venire.

I ‘Chichester Psalms’, una fra le pagine più riuscite e sincere dell’intera produzione di Leonard Bernstein, si riallacciano (significativamente in modo analogo a quello di un compositore anch’egli statunitense come Steve Reich, il cui acclamatissimo Tehillim, recentemente proposto al festival, attinge anch’esso ai Salmi, in lingua ebraica) strettamente al tema spirituale che attraversa tutto il cartellone di questa edizione del Festival. In questa composizione del 1965 (anno sabbatico dalla direzione della New York Philharmonic) infatti il compositore americano torna infatti alle proprie origini – al canto in lingua ebraica, pratica tradizionale profondamente radicata nella sua famiglia e nella sua infanzia – accettando la commissione del decano della cattedrale di Chichester (città gemellata con Ravenna dal 1996), dove annualmente, insieme alle cattedrali di Salisbury e Winchester, si organizzava un importante festival di musica sacra. Bernstein coglie l’occasione per ribadire saldamente la propria estetica compositiva (nel secondo movimento si può cogliere una reminiscenza del celebre ‘West Side Story’), scevra di aridi sperimentalismi e improntata invece ad una immediatezza espressiva che in questo caso sfocia nell’aperto messaggio di gioiosa speranza insito già nella scelta dei testi.
“Destatevi, arpa e cetra, io voglio risvegliare l’alba”: sono questi i versi che in un corale di forte impatto drammatico aprono il primo dei tre movimenti, ciascuno dei quali incentrato sostanzialmente su un singolo Salmo, presentato insieme o intervallato con passaggi di altri Salmi, con l’intenzione di formare un unico testo tripartito in pannelli. Il risultato è un quadro saldamente illuminato dalla tonalità di si bemolle maggiore attraversato per intero da una sincerità espressiva capace di conquistare anche al primo ascolto.

Pietro Borgonovo, da anni impegnato soprattutto sul versante del repertorio contemporaneo, torna a Ravenna Festival dopo avervi diretto le prime esecuzioni dell’opere di Adriano Guarnieri ‘Pietra di diaspro’ e ‘Tenebrae’. Ha diretto importanti orchestre, da quella del Maggio Musicale Fiorentino a quella del Teatro La Fenice di Venezia, all’Orchestra Sinfonica Nazionale di Buenos Aires a quella della Svizzera Italiana.

Il concerto è stato reso possibile grazie al prezioso contributo di Cna in collaborazione con Assicoop Unipol

INFORMAZIONI. Info. 0544 249244 – www.ravennafestival.org
Biglietti: da 20 euro (18 il ridotto) a 28 euro (25 il ridotto).
“I giovani al festival”: under 14 (con adulto) € 5 | 14-18 anni 50% sulle tariffe ridotte | Under 26 tariffe ridotte

Ti potrebbe interessare anche...