Finale Europei 2012. La Gazzetta dello sport e i suoi lettori. Italia, il Paese del calcio?

Finale Europei 2012. La Gazzetta dello sport e i suoi lettori. Italia, il Paese del calcio?
Balottelli e famiglia

LA CRONACA DAL DIVANO. Questa volta non per commentare immagini tivù, ma alcuni articoli su una seguita rubrica de La gazzetta dello sport: Porto franco ( Dite la vostra) a cura di Franco Arturi.

Non ci è noto come vengano selezionate e mail ( o altro materiale) per la pubblicazione. Ci è chiaro invece che dl materiale inviato viene fatta una ( necessaria) estrapolazione alla quale indirizzare la risposta. Sempre coincisa, puntuale, e comunque tale da lasciare poco spazio a repliche. Eppure siamo convinti che non sono pochi coloro che, dopo la prima risposta, così ‘taglia fiato‘,  vorrebbero almeno una seconda domanda.

IL LIVELLO DEL CAMPIONATO. Un lettore, evidentemente  non convinto della prima risposta, ha tentato con una seconda e mail una domanda di replica. Dice il lettore ” Qualche tempo fa lei ( Arturi) pubblicò un mio messaggio ove asserivo che il nostro campionato non era affatto inferiore a quello delle altre potenze europe. Lei confutò ( in parte) le mie argomentazioni. Oggi, però, alla luce dello strepitoso Europeo di nostri, mi permetto di ribadire l’alto livello del nostro torneo visto che …”.

La risposta ( di Arturi) : ” Se lei sostiene che il nostro Paese produce ancora buoni giocatori e ottimi tecnici, ha certamente ragione anche se guarderei con un filo di preoccupazione alla carta d’identità di elementi come Buffon, Pirlo, Cassano … Un campionato si giudica anche e soprattutto dai risultati delle coppe, dai paganti negli stadi e dagli indici di riempimento, dall’appeal su potenziali investitori, dalla confortevolezza degli impianti e dal fair play …”.

UN DIALOGO BLOCCATO? Niente da dire sul ‘motodo’ di Arturi. Prima domanda, seconda domanda ( o replica)  del lettore ; prima risposta, seconda risposta del curatore della rubrica. Tuttavia, al di là del metodo, il ‘confronto’ s’è chiuso com’era cominciato. Un pò come deve accadere in un dialogo … tra formichine. Si può fare di meglio? Proviamoci.

DICIAMO LA NOSTRA. Quando il lettore ‘nota’ che ( nonostante fatti di cronaca nera e handicap di vario genere) il calcio italiano riesce a primeggiare lo fa con la ( probabile) convinzione che certi risultati non sboccino come d’incanto dal nulla . Squadre così, giocatori così, tecnici così, dirigenti così, culture così, non sono come i ‘danari‘ di Pinocchio seppelliti per farli moltiplicare, su consiglio d’un gatto e d’una volpe, in un trasognato  ‘campo dei miracoli‘. Occorre abbiamo ( almeno, per usar metafora ) un padre e una madre che li concepiscano, li mettano al mondo, li facciano crescere fin a farli ‘diventare mturi’. 

Evidentemente, nel nostro Paese, qualcosa d’importante c’è anche al cospetto d’altri Paesi, pur se ignorato, snobbato  o sottovalutato. E qui poco conta guardare la carta d’identità di alcuni degli attuali protagonisti, perchè da quando si gioca a  calcio  sulla Penisola si è sempre temuto il problema dei ricambi generazionali. Che, poi, anche senza particolari sollecitazioni, sono avvenuti. Spesso, con i nuovi arrivati migliori dei partenti. Chi avrebbe detto infatti che dopo i ‘leoni’ del 1982 o i ‘gladiatori’ del 2006 spuntassero fuori questi ‘artisti del 2012,  guidati da una forza della natura, come quel mattacchione del Balo, come mai prima s’era vista?

Manchiamo d’altre ‘cose’? Certamente. Ma di tutta quella ‘cesta’ di problemi ricordati da Arturi al suo lettore, tralasciando discorsi ideologici o culturali che lasciano il tempo che trovano da noi come dagli altri ( basti riascoltare il commento fuori onda dei due celebrati commentatori di tivù pubblica tedesca, sui ‘ cani sciolti‘ o ‘ sui quei due da assistere‘, per ricredersi sull’erba più o meno verde del vicino), il nostro è soprattutto un problema di impianti.

Occorre riadeguarli, dopo il tempo sprecato dal 1990 ad oggi. Rinnovarli, come ha fatto la Juventus. Con tutti i nodi che si sciolgono da soli. E allora perchè, cara Gazzetta, invece di far ripetere ai tuoi lettori le solite, deprimenti litanie sui nostri atavici ritardi, non t’impegni in maniera più evidente, concreta, continua, a far sì che questo problema ( figlio degenere di mille altri problemi degenerati ) non trovi giusta soluzione?

L’INVITO ALLA GAZZETTA. Perchè, invece di invitare a ‘dire la loro‘  ( alla Tua infinita marea di lettori)  non gli ripeti ogni giorno ‘ che tutti dobbiamo fare di tutto per costruire anche in Italia nuovi impianti’, con tanto di annessi e connessi, alla maniera inglese o tedesca o spagnola o altra possibile? Lo possiamo fare? Allora facciamolo, ma  non episodicamente, e fin a risultato ottenuto.

I NOSTRI EROI. E magari attingendo agli ‘occhi incazzati‘ di Buffon e  allo ‘ sguardo terrificante’ di Super Mario. Che  vogliono la coppa, e quella soltanto. Per ricollocarla ( tra i tanti trofei) del Paese dei … mandolini e … del pallone.

 

Ro.Va.

 

 

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