Inediti. Il mistero dell’esistere. Con il breve tragitto tra la vita terrena e l’altra.

Inediti. Il mistero dell’esistere. Con il breve tragitto tra la vita terrena e l’altra.
Gigarte, Opera di Vito Giarrizzo.

IL GRANDE ARCHITETTO. Il mio amico Gerardo,vero genio nell’elaborazione di teorie filosofiche e scientifiche, di ogni ordine e grado, ha recentemente scoperto il mistero della vita,ovvero limiti e confini entro cui ci muoviamo noi tutti. Tanto per essere chiari,ha individuato il tragitto che ci vede impegnati tra la vita terrena e l’altra che poi ci attende. Secondo il mio amico,le nostre due vite si svolgerebbero all’interno di due enormi ampolle comunicanti tra loro, per mezzo di due ‘ tunnel ‘, posizionati uno sull’altro e paralleli,progettati per consentire il nostro continuo passaggio da un mondo all’altro. I due tunnel hanno la caratteristica di essere percorribili a senso unico: da una parte si va, e dall’altra si torna. Grande progettista di questo ‘laboratorio’ abitativo è un architetto che non risulta iscritto all’albo professionale della sua categoria, perché non ha sostenuto l’esame di  Scienza delle costruzioni ,tanto meno alcun esame di ‘Calcolo matematico‘, entrambi necessari a calcolare la stabilità delle strutture che Lui ha pensato,progettato e realizzato. Gli è bastato pensare la forma per renderla stabile e immune da qualsiasi cedimento. E’ tanto bravo che il Presidente Berlusconi,sempre alla ricerca del ‘meglio’ – vedi Scilipoti, Bondi e Germini –gli aveva proposto di impiegare il suo grande talento nella progettazione del mitico ponte sullo Stretto di Messina. Naturalmente, dietro lauto compenso. Il Grande architetto, aveva rifiutato l’offerta definendo quell’opera inutile perché, se fosse stata necessaria,ci avrei pensato lui stesso tanto tempo prima .
Un rifiuto che il presidente Berlusconi,non abituato a sentirsi dire di no,se l’è legato al dito.
Torniamo alle due ampolle,al cui interno si realizzano situazioni e drammi difficilmente spiegabili per noi umani. Quel progettista ha dovuto pensare un po’ a tutto,soprattutto al cuore e alla mente degli abitanti delle sue ampolle. A tal fine, ha dato incarico di provvedere a tutto ciò ad illustri cattedratici del ‘Bene‘ e del ‘Male’ che si sono sbizzarriti a loro piacimento. Dagli studi e dai progetti di quei ‘baroni ‘ è nata la bontà e la cattiveria,parole come etica,politica,carità,amore,odio,avarizia,prodigalità,campi di sterminio,pulizia etnica,dittatura,democrazia. E sempre da quegli studi e da quei progetti siamo nati noi : eroi,santi,demoni,criminali,artisti, poveri cristi…
Finiamo di respirare in un’ampolla e passiamo nell’altra come le lancette dell’orologio che,ad ogni passaggio,ad ogni giro,tornano sempre allo stesso punto. Il mio amico Gerardo,dopo avere scoperto il ‘giocattolo’ e il meccanismo del ‘gioco’,si sta ora impegnando a spiegare i motivi che hanno spinto quel Progettista a realizzare il complesso abitativo che chiamiamo mondo. Ha comunque intuito che corpo ed anima non possono rimanere separati a lungo perché l’uno ha bisogno dell’altra. Anch’io mi sono chiesto come mai quell’architetto non si sia ancora stancato di vederci continuamente passare da un’ampolla all’altra; un gioco,un movimento che,per associazione di idee,mi ricorda molto la ‘tela’ di Penelope. Gerardo mi ha assicurato che riuscirà presto ad individuare l’interesse nascosto del Progettista, avanzando anche l’ipotesi che possa trattarsi di un interesse economico. Il mio amico è fatto così. Lui non crede che qualcuno progetti qualcosa senza avere un preciso interesse economico.
FRANCO CORTESE

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