Emilia Romagna. Interrogazione di Gagliardi sul ruolo dell’Irst di Meldola. E la risposta di Russo.

Emilia Romagna. Interrogazione di Gagliardi sul ruolo dell’Irst di Meldola. E la risposta di Russo.
Irst Meldola. Immagine di repertorio 2

IRST DI MELDOLA. Molte voci sull‘Irst di Meldola. Ma anche questa interrogazione del  capogruppo regionale del PdL Stefano Gagliardi sul ruolo dell’Irst di Meldola nell’Area vasta sanitaria.
LA PREMESSA. Gagliardi premette che “l’Istituto scientifico romagnolo per lo studio e la cura dei tumori di Meldola è stato riconosciuto quale istituto di ricovero e cura a carattere scientifico (Irccs) in terapie avanzate nell’ambito dell’oncologia medica”, ma che “nonostante le tanto reclamizzate politiche di integrazione in pratica non sembra che nel campo dell’oncologia le politiche di Area vasta siano particolarmente attuate”. Il riferimento è ad una recente decisione, presa a Rimini, dell’ assemblea della Conferenza, formata dai Sindaci, presenti i vertici dell’Azienda Usl, che ha dato formale mandato al presidente della provincia di Rimini, Stefano Vitali, di “approfondire le ipotesi di futura organizzazione della rete oncologica, avendo come condizione indispensabile il mantenimento dell’alta qualità delle prestazioni, della completezza sanitaria (terapia e chirurgia oncologica) e della prossimità logistica così come il servizio viene ora erogato nell’area riminese”. Si chiede pertanto al presidente “se non ritiene che all’interno dell’Area vasta di fatto, al di là degli attestati di stima provenienti dalla Regione, si tenda a non riconoscere il valore dell’IRST”. A questo si è aggiunta la richiesta urgente di Gagliardi di fare chiarezza sulla ventilata ipotesi di chiusura per effetto della spending review del Governo, come indicato in un elenco pubblicato sul Corriere della Sera e sul Sole 24 Ore.
LA RISPOSTA. Questa la  risposta del vice presidente Guglielmo Russo: “L’Ausl di Forlì ha fatto tutto quello che doveva fare per la valorizzazione dell’Irst e per renderlo una struttura sovra-aziendale, tanto che gli ha trasferito alcuni rami d’azienda tra cui l’oncologia. Tutti sono concordi oggi che l’Irst diventi il polo di una rete di eccellenza oncologica. Per quanto il pericolo di chiusura, invece, oggi stesso il presidente Bulbi ha già scritto al presidente del Consiglio Mario Monti, inviando per conoscenza la lettera anche al Ministro della Salute. Si sono interessati anche il presidente Vasco Errani e il presidente dell’Irst Roberto Pinza. E’ chiaro che l’Irst non può essere messo sul piano di un piccolo ospedale, solo conteggiando i posti letto. Mi sembra strano questo tipo di provvedimento, considerato che la sanità è delegata alle Regioni”.

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