Spending review: tagli a sanità, giustizia e pubblica amministrazione. L’Italia ce la farà?

Spending review: tagli a sanità, giustizia e pubblica amministrazione. L’Italia ce la farà?
Mario Monti, foto di repertorio

SPENDING REVIEW. Se ne parla da settimane ed è al centro del dibattito economico e politico, è la Spending review, il pacchetto di misure per ridurre la spesa pubblica e riuscire a trovare risorse per evitare l’aumento dell’Iva nel 2012.
Mario Monti vorrebbe convertire l’ultimo decreto entro il 4 agosto, giorno in cui le Camere chiuderanno ufficialmente per ferie.

Enrico Bondi, supervisore straordinario dei conti pubblici, è colui a cui è stato affidato il compito di scovare, nella spesa pubblica, tutti gli sprechi, le voci da ridimensionare e i tagli da fare. Il risultato? Sacrifici. Dopo averli chiesti ai cittadini – in tempi molto più brevi – ora vengono chiesti a settori importanti dello Stato: Welfare, giustizia, amministrazione, professioni. La preoccupazione è che questi tagli finiranno comunque per gravare sui cittadini in termini di minor servizi o di una loro peggiorata qualità.
A questo punto scatta la parola ‘ammodernamento‘, nel senso che sarebbe intenzione del governo avviare – parallelamente ai tagli – un percorso di ammodernamento, soprattutto per quanto riguarda le infrastrutture della pubblica amministrazione. 

Le prime indicazioni a tal riguardo sono state: appalti più snelli, risparmio energetico, implementazione digitale e introduzione del controllore dei conti anche all’interno degli enti locali.  Il 15 giugno scorso è stato emanato il D.L. 83/2012 , decreto della Crescita. I punti principali sono: misure urgenti per lo sviluppo economico, disposizioni finanziare, misure urgenti per le infrastrutture dell’edilizia ed i trasporti, misure urgenti per l’agenda digitale e la trasparenza nella pubblica amministrazione. Insomma, la parola chiave è ‘urgenza’.  Il 27 giugno 2012: è la volta del decreto 87/2012, il cui  termine per la conversione è stato rimandato a dopo le vacanze. Al centro le dismissioni del patrimonio pubblico, riduzione del personale, disciplina degli aiuti di Stato nel settore bancario.

Il 5 luglio viene approvato il ‘famoso’ decreto Spending review “bis” e il confronto politico-economico-sociale si fa più caldo: Vengono ritenuti a rischio più di 100 ospedali, 33 tribunali, i dipendenti pubblici over 60. Di questi, decine di migliaia sono pronti al prepensionamento con mobilità biennale e salario fissato all’80% di quello attuale. A finanziare questa novità, sarà il congelamento del Tfr. Al momento, sono stati “congelate” le cancellazioni dei mini-ospedali e l’accorpamento delle Province (una quarantina quelle a rischio).

fonte: www.leggioggi.it

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2 Commenti

  • riccardo

    Chi nella P.A. va in cassa integrazione? Solo quelli a cui mancano due anni alla pensione o anche a chi gli mancano 4 o 5 anni?

  • riccardo

    Chi va in cassa integrazione nella P.A.? Quelli a cui mancano solo due anni alla pensione o anche a chi gliene mancano 4 o 5??

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