Emilia Romagna. Sindacati contro Poste Italiane dopo il ‘no’ all’ora etica a favore dei terremotati

Emilia Romagna. Sindacati contro Poste Italiane dopo il ‘no’ all’ora etica a favore dei terremotati
Terremoto in Emilia, foto di repertorio

EMILIA ROMAGNA. “Un comportamento inaccettabile che mortifica profondamente quel senso civico e quell’attenzione al prossimo che tutti dovremmo avere”. E’ questo il commento di Cgil-Cisl-Uil dell’Emilia-Romagna nell’apprendere con stupore il netto rifiuto da parte di Poste Italiane di sottoscrivere l’accordo per “l’ora etica” a favore delle popolazioni e dei Comuni dell’Emilia-Romagna colpiti dai recenti eventi sismici dello scorso maggio. Difatti, lo scorso mese, le stesse segreterie confederali regionali e quelle nazionali di Cgil-Cisl-Uil avevano sottoscritto con Confindustria un accordo che tuttora impegna le aziende associate, e quindi anche Poste Italiane, a corrispondere il corrispettivo di un’ora di lavoro a favore delle popolazioni colpite per ogni ora di lavoro devoluta volontariamente da parte dei lavoratori.

UN COMPORTAMENTO INSPIEGABILE. “Ora – sottolineano i sindacati – il netto rifiuto a onorare l’impegno sottoscritto dalla associazione datoriale cui aderisce disonora il management di Poste, oltre che imbarazzare sicuramente la stessa Confindustria”. “Non ci sono giustificazioni plausibili – continuano le segreterie regionali di Cgil-Cisl-Uil – a un comportamento quantomeno inspiegabile, se non immotivate ragioni economiche dovute alla paura di dover onorare le innumerevoli ore di lavoro che la generosità dei dipendenti postali porterebbe a sottoscrivere”

“Comportamento arrogante e politicamente scorretto da parte di Poste – denunciano le organizzazioni sindacali – che purtroppo non costituisce un caso isolato, difatti un triste precedente è rappresentato dall’analoga scelta fatta anche per il terremoto dell’Aquila”.

“Il nostro – ribadiscono le segreterie regionali di Cgil-Cisl-Uil è un appello affinché anche i lavoratori di Poste Italiane possano esercitare il loro sacrosanto diritto di devolvere un’ora del proprio lavoro ai terremotati”. “D’altro canto – concludono i sindacati – noi non lasceremo che tutti passi nella più assoluta indifferenza, anzi speriamo che la nostra denuncia faccia rinsavire chi sta alla guida di Poste, se non per amore di solidarietà almeno per il rischio di un ritorno negativo di immagine che potrebbe colpire un’azienda integra, a capitale ancora totalmente pubblico, che da oltre 8 anni presenta bilanci in nero”.

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