Crisi& Prodotto interno lordo. Accorpare le festività? A rischio feste patronali, 25 Aprile, 1 Maggio e 2 Giugno.

Crisi& Prodotto interno lordo. Accorpare le festività? A rischio feste patronali, 25 Aprile, 1 Maggio e 2 Giugno.
Festa Liberazione, immagine di repertorio

ITALIA & PIL. Accorpare le festività per far crescere il Prodotto interno lordo? Secondo il sottosegretario Gianfranco Polillo, riducendo il numero di giorni non lavorati di una settimana si potrebbe arrivare ad un aumento del pil di circa un punto percentuale. La questione era stata affrontata anche dal governo Berlsuconi, lo scorso anno e in questi giorni si è riaperto il confronto su questa ipotesi che sta creando non poche polemiche.

FESTE A RISCHIO. Il governo starebbe valutando l’ipotesi di trasformare in giorni feriali le festività legate ai santi Patroni, lasciando però in vigore tutte le festività stabilite dagli accordi tra lo Stato italiano e la Chiesa cattolica. Nel mirino del ‘taglio’ ci sarebbero anche il 25 aprile festa della Liberazione, il 1 maggio festa dei Lavoratori e il 2 giugno festa della Repubblica.  L’Anpi, l’associazione dei partigiani, si sta già mobilitando: “Non abbiamo, ovviamente, obiezioni di fronte ai sacrifici che possono essere chiesti ai cittadini in una fase difficile per il paese; ma che si debba rinunciare alla storia, a quelli che sono i fondamenti comuni del nostro vivere civile, ci sembra davvero troppo” spiega in un comunicato stampa..

NIENTE FESTE PATRONALI? Insomma,è un terreno delicato, anche per quanto riguarda le feste dei Patroni: ma davvero i milanesi accetterebbero di spostare alla normale domenica le celebrazioni di Sant’Ambrogio che festeggiano il 7 dicembre? E il 19 settembre, che è San Gennaro, i napoletani andrebbero a chiedere un giorno di ferie per assistere al miracolo del sangue che si scioglie? E gli esempi di feste patronali molto sentite sarebbero molti, non dimentichiamo che l’Italia è fatta di una miriade di Comuni con una loro identità e un forte legame con la tradizione.

NE VALE DAVVERO LA PENA? Sinceramente, se da un punto di vista teorico, il ragionamento di più Pil con più lavoro, può (ma è cosa da vedere con i fatti) avere un senso, dal punto di vista sociale, la situazione inizia ad essere molto pesante. Togliere le feste patronali e le tre feste laiche del 25 Aprile, 1 Maggio e 2 Giugno, non significa solo togliere dei giorni di riposo, ma anche togliere importanza al significato che certe feste hanno per chi le vive. Significa dire che la legge del Pil domina su tutto, tradizione e storia comprese. Dopo tutti i sacrifici già chiesti, non si sta chiedendo un po’ troppo agli italiani? L’auspicio è che il confronto e il ragionamento su questa ipotesi siano seri e approfonditi e non frettolosi, dettati dal panico causato da una ‘paludosa’ situazione economica.

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