Calciomercato in una Italia senza futuro. Milan, ma quale ricostruzione? Solo la Juve cresce, nel suo ‘nido d’aquila’.

Calciomercato in una Italia senza futuro. Milan, ma quale ricostruzione? Solo la Juve cresce, nel suo ‘nido d’aquila’.
Milan, curva

LA CRONACA DAL DIVANO. Come sarà l’inverno. Freddo e nevoso come il precedente? A partire da ottobre, con una coda velenosa di questo terribile anno bisestile? E come saranno pomeriggi e serate sul divano, alla ricerca di qualche passatempo stimolante, e come potrebbero trascorrere le ore di sport ( in genere) o di calcio ( italiano, in particolare visto che siamo della Penisola)? Già, come? I prodromi ( come dicevano un tempo) sono poco rassicuranti. Ma sperando nello ‘stellone’ italiano per le gare d’Olimpia ( a Londra), contiamo di trovare ( almeno) qui quell’ossigeno indispensabile per evitare di tuffarci, poi, nei mesi freddi, impregnati da depressione sportiva collettiva.

CI LASCINO ALMENO IL CALCIO! Che ci lascino almeno il calcio! Ibra ( il riccone del calcio) s’è tolto dai coglioni andando a romperli altrove, a Parigi, sotto l’ombra della torre Eiffel e di Leoraiola, mentre Thiago se n’è andato dal Milan con qualche rimpianto: gente diversa, si sa, come il giovane Verratti, strappato alla madre patria dai soliti denari  ( senza controllo )  in arrivo con l’alta pressione a folate dai paesi caldi.
Il suddetto Ibra però ha già profetizzato, rubando il ruolo ad Eupalla il dio del pallone, che ‘ il calcio, da noi ( che abbiamo più trofei in bacheca di quanti ne abbiano in tutta la Scandinavia unita)  non ha più futuro’. In Italia, per lui, tutto finito. Nel prossimo campionato, se si esclude la Juve con suo bel nido d’aquila nuovo di zecca, negli stadi ( vuoti) si morirà ( non solo metaforicamente) di solitudine e venti gelidi. I pochi che calcheranno i campetti da gioco bruciati dal gelo appariranno come zombi in certi film di fantascienza. Il Milan, poi, impoverito fino all’osso, senza più divinità al servizio, con un Galliani che potrebbe salutare la compagnia, e un presidente anziano sempre più affranto dai suoi problemi di cuore, potrebbe rischiare ( addirittura)  la chiusura dei cancelli di San Siro con qualche anticipo sulla fine del campionato.

Già, non c’è più futuro. Lo ha sentenziato l’uomo del Nord ( si fa per dire) che ‘ non ha Dio, ma che è Dio lui stesso’, finito nei prossimi tre anni in un enclave franco-italiano mantenuto dai soldi in arrivo dal deserto, noto a pochi intimi, dove però si sta riscrivendo la storia calcistica della nuova Europa. Anzi, di metà Europa, visto che alla compagnia verrà a mancare l’Italia e, forse, con i chiari di luna che splendono sul Mediterraneo, anche qualcun altro.

RICOSTRUZIONE MILAN. Ma quale ricostruzione? Qui non ci sono più soldi – analizza impeccabilmente Andrea Monti, sulla ‘rosea’ -. Del leggendario patrimonio Berlusconi, legato al valore delle aziende, con una azione Mediaset che al massimo storico quotava 27 euro e che, oggi, si commercia a uno, resta una conytenitore vuoto. Inoltre, il lodo Mondadori, col suo bel salasso, ha ulteriormente prosciugato le casse. Morale: il Milan, da Mediaset, non può ricevere neppure un centesimo, anzi, dovrà fare in modo restituirli”.
I tifosi aspetteranno il 31 agosto. Poi arriverà la bufera. Che potrebbe colpire Galliani, stanco di fare buon viso a cattiva sorte al posto d’altri, ma anche lo stesso Cavaliere, al quale si chiede a questo punto di ‘dire la verità’. Solo e soltanto la verità. Riservando il cuore ad altre faccende.

IL CALCIOMERCATO. Seguire gli spasmi del Calciomercato non è facile. Faticano le tivù 24 ore, figuriamoci, altri, con molti meno uomini e mezzi al servizio attivo. Vediamo comunque qualcosa, poco ma certo.

INTER. Strama ( ccioni) sta tessendo la nuova Inter. L’esercizio della tela è roba da vecchi marpioni, o vecchie marpione, come Penelope, ad esempio, co gli invadenti Proci. Comunque il suo sogno è mettere assieme Lucas ( brasiliano) con Sneijder ( olandese); il problema è che l’uno costa, l’altro tentenna. Ora, infatti, lo cercano in Turchia, altro paese con grande futuro calcistico. Nella squadra che Strama potrà mettere in campo il 2 agosto ci sono Jonathan, Palacio, Coutinho e Milito. Guarin e Silvestre, invece,  potrebbero rinforzare centrocampo e difesa. E’ arrivato intanto  anche Mudingayi. Ma basteranno, tutti costoro, anche solo per l’Europa League, di cui venerdì 20 c’è stato il sorteggio?

JUVE. La squadra di Conte cresce. Manca ancora di qualche pedina per salire in Europa. Prima, però, occorre vendere. Van Persie resiste, mentre salgono le quotazioni di Jo-Jo ( Jovetic), dichiarato però incedibile dalla Fiorentina, almeno sotto quota … 30 milioni.

ROMA. Potrebbe essere Zeman, 65 anni, enigmatico come un oracolo greco, a dare linfa nuova al calcio italiano ( secondo i vaticini di Ibra) morente? Chissà. Intanto stuzzica Totti, che però non può ringiovanire per lui. All’Olimpico sono accorsi in 15 mila per abbracciarlo. Mentre, stando a Sky, il giovane Destro dovrebbe essere ( Juve permettendo) in arrivo.

NAPOLI. De Laurentis non si mette il cuore in pace. Tra lui e gli arabi ( fino a quando Platinì non renderà legge il fair play finanziario) la differenza c’è. Se ha sette milioni Cavani resta, altrimenti smobilita. Sono i venti del deserto ad imporlo. Divertenti sono comunque le sue sparate “ Gli do ( a Cavani) sette milioni se vuole, ma poi lo tengo in panchina. Raiola? E’ un rompiballe, ma Hamsik è di ferro e resta qui”. Vedremo.

 

Degli altri parleremo poi.

 

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