Olimpiade di Londra. L’Italia s’è sbloccata.Bluffa la staffetta 4×200 slf. Non però Molmenti, oro.

Olimpiade di Londra. L’Italia s’è sbloccata.Bluffa la staffetta 4×200 slf. Non però Molmenti, oro.
Molmenti agli Europei 2011

LA CRONACA ( OLIMPICA) DAL DIVANO. Naturalmente, si spera di essere smentiti. Ma dopo la sbornia ( inattesa) del primo giorno, qui, per l’Italia, piovono solo delusioni. Non c’è disciplina che ne sia esenti. Fresca è l’uscita di Cassarà ; freschissima  quella di Pizzo, nella scherma. L’uno e l’altro erano campioni del mondo. Bruciante è la disfatta delle piscine: Federica, ma anche Dotto, Scozzoli, Magnini e così via.  Stasera solita apparizione a vuoto dell’ambiziosa staffetta 4×200 sl femminile, con una Federica ormai ‘normale’. Non si salvano neppure gli (inattesi) eroi dell’arco, uomini e donne, al punto da chiedersi “ma, quella dell’oro di squadra maschile,  fu vera gloria?”.
E non si salvano neppure quelli dello skeet. Anche lo judo s’avvale ( al momento) solo d’una medagliuccia di bronzo. Lasciamo stare i cavalli. E pure il canottaggio. E inoltre il ciclismo. Roba da mettersi le mani nei capelli. Per cui,  pur con tutto il beneficio d’inventario, qualche domanda bisognerà pur farsela.

E I CONTROLLI ANTIDOPING. Non è per arrampicarsi sugli specchi, magari col rischio d’apparire invidiosi di atleti come ( il francesone) Agnel che l’acqua ( e gli americani)  se li divora, ma non è che, qui, in questa Olimpiade, chi fa il finto tonto, porta a casa risultati …  da verificare?
Hanno inserito il passaporto genetico ( per soli quattro sport?) con ‘campioni’ conservati per otto anni. Certo, se qualcosa di marcio c’è, verrà fuori. Meglio tardi che mai. Al momento quel che è venuto fuori è che l’Italia la lotta antidoping la fa sul serio. Per davvero.
Curioso, no? ” Visto che anche nel ciclismo non otteniamo più nulla ” è stato chiesto ad un esperto. ” Sì, vedo, ma non so se essere contento o meno”. Si spieghi. ” Non lo so perchè, senza fare accuse a nessuno, qui mi sembra che i nostri gareggiano con le loro forse. E con i loro limiti psicologici. La strada è giusta. Se non riescono ad imporsi oggi lo faranno tra qualche anno”. L’ingenuità è commovente. Come gli occhi trasparenti dei ragazzini, sgranati sulle meraviglie del mondo. Ma chi dice che verrà un giorno in cui anche i nostri colori torneranno sul podio? Chi costringe gli altri ( asiatici, ma anche americani ed europei) al rispetto dei protocolli? Chi moralizza ha mai giocato anche una ( sola) partita di pallone? Come si fa a vincere quando l’altro ti passa avanti a velocità doppia che conserva non per 90 minuti ma per 120 e oltre? In questi casi non si parla di confronti impari? La sportività, che spinge ad accettare i risutati sul campo, è meravigliosa. Ma se questi risultati sono sempre ( o quasi) avversi, al punto che neppure nelle specialità tradizionali ( come il ciclismo, ad esempio, andato domenica 29  ad un anziano kazako trovato più volte dopato) riusciamo a mettere la ruota davanti?  In attesa delle risposte, il nonno, cioè uno che sul Carso ha vinto e non perso, si ‘sarebbe messo le scarpe con la punta’.

Per vederci chiaro.

I NOSTRI LIMITI?  Limiti, sì, ce ne sono. Daniele Masala, commentatore su  Rai1, notava che non c’è gara in cui “andiamo in svantaggio, ci riprendiamo, ci riprendono, ci blocchiamo, ci sorpassano”. Gli ultimi metri ( o secondi) sono ( quasi sempre) una resa scontata. Quando ( ancora) speravano sulla reazione di Federica Pellegrini, forse, non notavamo i suoi passaggi prima del rush finale. Rassegnati, o meglio, impotenti davanti alla furia delle avversarie. Le prove di Pizzo e della Marzocca, mercoledì  pomeriggio, in questo senso, riassumono tutto. Pizzo ( campione del mondo) indietro di tre punti, va avanti di tre punti fino alla 12a stoccata, poi concede  sei punti di fila al ( finora semi sconosciuto) avversario venezuelano. Con lui (solo)  spettatore attonito.
Stesso discorso per la Marzocca. Praticamente mai in gara. Come abbagliata dalla luce della piccola coreana. Insomma, quando si tratta di tirare fuori le … palle, i nostri giovani si smarriscono. Dimostrando una fragilità ( sconcertante e inattesa) che le poche eccezioni in campo, come la ‘datata’ Valentina Vezzali, non devono trarci in inganno. Non è che non sappiamo più formare giovani? Con tutti i nostri predicozzi socio-psico-pedagogici ? Con quei ruoli, tra generi, soprattutto, sempre più confusi o indefiniti ? Non è che, qui, occorre fare qualche passo indietro, per capire se abbiamo intrapreso la strada giusta? Impressioni, dicevamo all’inizio, che speriamo siano smentite. Intanto però stanno generando dubbi. Domande. E questo è già un ‘segnale‘ da non prendere sotto gamba. Voi che dite?

MEDAGLIERE E ALTRO. Italia ferma a otto medaglie. Tutto bloccato. Molmenti è in gara per la canoa fluviale. La sua prestazione è straordinaria. Vince l’oro contro i draghi della specialità. E’ l’Italia che non t’aspetti. Quella eterna, quella che sa ancora vincere.  Irene Vecchi se la  batte con la Chen. Vince ( 15 a 10), con l’incoscienza della gioventù, e passa ai quarti della sciabola contro una ucraina terza al mondo. E qui si perde ( 15-9). Un barlume di speranza, oltre al quale c’era il mondo. Ma anche qualche risposta in più.

A Milano si è spento Aldo Maldera, 58 anni, ex stella indimenticata  del Milan.

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