Cervia Milano Marittima. Mostra antologica retrospettiva: ‘ Werther Morigi, un secolo di colori’.

Cervia Milano Marittima. Mostra antologica retrospettiva: ‘ Werther Morigi, un secolo di colori’.
Morigi 744

 MILANO MARITTIMA & WERTHER MORIGI. E’ un mondo visionario, incantato, fluttuante un’immensa tela ispirata al mare, o alla pineta, rappresenta un allucinazione esistenziale in un universo celato che il pittore romagnolo ha creato nel 1990 per quell’ultima mostra in vita a Milano Marittima. La grande tela si chiama il Caleidoscopio dell’azzurro e del verde, ed è affrescata su un sacco di juta dalle sostanze che sprigionano tonalità infinite, addomesticate dal pennello di Werther Morigi. Attraversata dalla luce decantata dalla salinità, l’opera ospita l’anima dell’artista che galleggia nello spazio e si getta nei nostri occhi, sensi, pensieri. La straordinaria emozione apre la al pubblico la mostra un’ Secolo di colori’ curata da Walter W. Snyder e dedicata al centenario di Milano Marittima, lirica nostalgia e senso del meraviglioso: combinazione suggestiva che lega il pittore alla città che frequentò dal ’47 e nella quale ebbe studio con mostre ininterrotte dal ‘ 52.

Attraverso vecchi olii del 1939, tempere verniciate all’uovo degli anni sessanta e il colore vegetale della raffinata tavolozza naturale dal ’71 le luminescenze scivolano sulle immagini dei luoghi e impregnano la visione esaltando le sfumature più sensibili. Le opere antologiche si susseguiranno in tre cicli nell’arco della stagione, una miscellanea che ha già fatto tappa al Musee de l’Orangerie di Parigi travolgendo e stupendo gli occhi dei visitatori. Il messaggio figurativo di Werther Morigi infonde uno spirito nuovo nel panorama artistico del ‘900 offrendo un’originale e suggestiva atmosfera ottenuta grazie a raffinate sequenze tonali. L’immobilità e il silenzio della pineta emanano una poesia in cui l’attimo assume un pregio sublime ed eterno, il mare e la spiaggia dicembrini e innevati divengono il messaggio dell’ascolto. Ritratti dallo sguardo rivolto lontano, trabaccoli e vele latine che alludono al vento: la pittura morigiana diviene l’aggettivo al quale ogni artista aspira, la potenza della sua arte rimane visionaria e originale immersa in un assoluta libertà di tocco. E meraviglioso non fuggire nell’indifferenza ed essere ammaliati dalla pittura del ‘romagnolo’ che non è mai stato schiavo di tematica e soggetto e ha saputo essere classico e moderno in ogni situazione, come dimostrano le opere di un ‘ Secolo di colori’.

 

 

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