Italia& Crisi. Le risorse da liberare. Per eliminare ostacoli e dare spinta alla crescita del Paese.

Italia& Crisi. Le risorse da liberare. Per eliminare ostacoli e dare spinta alla crescita del Paese.
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LE RISORSE DA LIBERARE. Quali risorse vanno liberate, si chiede nel ‘fondo’ di sabato 11 ( a cura di Piero Ostellino) il Corriere della Sera? Il succo della risposta sarebbe, se abbiamo interpretato bene il commento, che per farlo non si dovrebbe ricorrere ad un aumento ‘ dei poteri pubblici sull’economia’. Che di fatto, però,  c’è  già stato.  Basti pensare all’uso ( molto criticato e pesante ) della leva fiscale.

Anche il ricorso alla vendita del patrimonio immobiliare dello Stato è una strada incerta. Pericolosa. Nel senso che si gioca col fuoco, andando a depauperare definitivamente un patrimonio che ( pur con i dovuti accorgimenti) dovrebbe restare a garanzia  presente e futura.
Allora cosa fare? Il suggerimento è quello di orientarsi verso risorse ‘ ancora (relativamente) abbondanti, ma che anno difficoltà a emergere e a mobilitarsi, in una situazione di vincoli normatici e amministrativi che ne impediscono la capacità di produrre ricchezza’.

Come dire più cultura economica, meno burocrazia. La solita inetta e dispendiosa burocrazia. Lo spread, in questo senso, non sarebbe altro che ‘ il (congiunturale indicatore del pessimismo dei mercati circa le possibilità dei mercati di restituire i quattrini che le sono stati prestati dai sottoscrittori del suo debito sovrano’.
Sembra quasi che in giro aleggi la verità somma ‘ d’una Italia ormai senza speranza di crescita’. Non è un caso che, sottolinea il corsivista del Corrierone, il debito pubblico sia cresciuto nei dieci mesi di governo tecnico e lo spread non cali Per lui occorrerebbe una iniezione di cultura liberale dell’economia. Già, lo si dice da decenni, ma se qui ( quella cultura) ha solo ( parzialmente)  attecchito, qualche ragione ci sarà.

Corsivo senza soluzioni. Italia senza soluzioni? Eppoi, dicono che Manzoni andrebbe tolto dalle scuole! Ma se non restasse ( invisibile ma viva ) la speranza d’una lunga mano della Provvidenza, qui, a noi tutti, chi ci salva?

 

Ro.Va.

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