Ilva di Taranto. Le fabbriche che avvelenano l’Europa. Ferrante: ‘ Faremo ogni ricorso’.

Ilva di Taranto. Le fabbriche che avvelenano l’Europa. Ferrante: ‘ Faremo ogni ricorso’.
++ ILVA: GIP REVOCA NOMINA A CUSTODE PRESIDENTE FERRANTE ++

TARANTO. Il Governo annuncia – si legge sulla Stampa – un possibile ricorso alla Consulta per contestare i provvedimenti della magistratura che rischiano di portare alla chiusura degli impianti dell’Ilva di Taranto. I partiti si dividono su questo delicato tema mentre l’associazione magistrati (Anm) reagisce difendendo il proprio operato («doveroso intervenire») e ammonendo a rifuggire da «logiche di scontro, che rischiano di alimentare tensioni e non giovano all’individuazione di una giusta soluzione, nell’interesse dei cittadini».
Il Professore, sollecitato anche da ABC, decide dunque di prendere il ‘boccino‘ sull’Ilva molto preoccupato, si ragiona in ambienti parlamentari della maggioranza, dei rischi di un effetto domino che la chiusura di Taranto potrebbe comportare su altri siti italiani del grande gruppo.  L’obiettivo del premier è quello di chiudere al più presto e positivamente la vicenda che potrebbe portare al blocco di uno dei più importanti poli siderurgici d’Europa a vantaggio – è uno dei timori del Governo – di altri paesi come la Cina e la Germania, già pronti a rilevare le commesse cui l’Ilva non potrebbe fare più fronte in caso di chiusura degli impianti.

I SINDACATI SUL PIEDE DI GUERRA. Anche i sindacati scendono sul piede di guerra, gli operai bloccano la strada statale Taranto-Brindisi. La città è divisa: mille persone nel pomeriggio sono scese in piazza a difesa dei giudici chiedendo garanzie per la salute. A Taranto il presidente dell’Ilva Bruno Ferrante, incontrando i sindacati, annuncia che l’azienda farà ricorso in ogni sede, anche alla Cassazione, ritenendo «inopportuni e inadeguati»i recenti provvedimenti del Gip ma al contempo dichiara disponibilità a venire incontro alle richieste dei custodi giudiziali nominati dal gip di Taranto. Ad annunciare l’intenzione del governo di ricorrere alla Consulta è stato stamattina il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Antonio Catricalà secondo il quale «la tutela della salute e dell’ambiente è un valore fondamentale che anche il Governo vuole perseguire però alcune volte – spiega – queste sentenze non sembrano proporzionate al fine legittimo che vogliono perseguire».

UNA DIATRIBA SENA SENSO? Da una parte c’è chi accusa, dall’altra c’è chi difende. Solita empasse italiana. Non sarebbe invece più logico ( e remunenerante) mettere, da un lato, a norma gli impianti e, dall’altro, continuare a tenere un vita un complesso di cui altri ( in Europa ma anche in Asia) non aspettano altro che vedere la fine.

Costa tanto  il primo passo? Costa tanto il secondo? Sedetevi, tutti, con calma, e fate una botta di conti. Solo dei conti. E che alla fine a vincere sia questo Paese, che da troppo tempo latita in attesa della fine di un tunnel che così non sarà ben lungi dall’apparire.

Ro.Va.

 

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