Rimini& MobyCult. Sabato 18, Meluzzi presenta: ‘Follie. Storie di delitti e castighi’ (Politeia).

Rimini& MobyCult. Sabato 18, Meluzzi presenta: ‘Follie. Storie di delitti e castighi’ (Politeia).
MobyCult 2010, don Mazzi e Alessandro Meluzzi

RIMINI& INCONTRI CON GLI AUTORI. Sabato 18 agosto a MobyCult Alessandro Meluzzi, psichiatra e psicoterapeuta, giornalista e opinionista televisivo presenta ‘Follie. Storie di delitti e castighi’ (Politeia). Un libro che già dalla copertina, ‘Saturno che divora i suoi figli’ di Goya, ferma il nostro sguardo su un’icona di archetipica ferocia. Alessandro Meluzzi è un ospite sempre molto atteso, a MobyCult, per la sua capacità di interrogarsi sui temi del nostro vivere e di farsene interprete. “Follie. Storie di delitti e castighi” appena uscito, affronta il nodo del Male così come traspare dal fascino sempre più morboso e pervasivo (che arriva al “turismo nei luoghi dell’orrore”) che esercitano sul pubblico le storie di sangue più efferate. Tanto che Amanda e Raffaele, Erika e Omar, Sara e Yara sono diventati quasi nomi comuni, e “ci siamo assuefatti alle cattive notizie” e anzi, spesso “andiamo oltre l’assuefazione e la nostra nera curiosità ci conduce verso l’ossessione di sapere tutto”, come scrive Andrea Grippo nell’introduzione.
Così Meluzzi in ‘Follie. Storie di delitti e castighi’ compone un quadro dolente della violenza che ha pervaso la cronaca recente, in cui affonda il bisturi della riflessione e dell’indagine su cause e moventi profondi, su come Luce e Buio nell’universo dell’animo umano coabitino in un inesorabile chiaroscuro. Dalle madri assassine, “un concetto paradossale” annota Meluzzi, perchè “la parola madre si associa naturalmente alla parola vita, alla parola amore”, al terrorismo, dallo stalking all’omissione di soccorso, dalla pedofilia agli stupratori seriali, delineando quasi una psicologia e un’antropologia del Male. E mostrando come crimini e delitti, un must della cronaca di sempre – sangue, sesso e soldi sono le tre S che alimentano le grandi tirature – oggi “sono debordati ben oltre i confini che il vecchio gergale giornalistico dai tempi de “La Notte” di Nino Nutrizio chiamava la “nera”. (…) Il perenne talk show criminologico invece ha d’un fiato gonfiato e dilatato il genere. Un po’ annoiato dal teatrino della politica, il mercato dell’informazione ha trovato nel reality della realtà più cruenta una fonte appetibile, inesauribile come il male e per certi versi a basso costo: di qui il trionfo dei Cogne, Garlasco, Perugia, Avetrana, Brembate, Ascoli Piceno eccetera eccetera” scrive Meluzzi. Con la conseguenza di alzare la soglia della percezione dell’orrore e dell’empatia verso le vittime, quasi un’anestesia collettiva. Dalla quale Meluzzi con il suo libro vuole destarci, tracciandone la diagnosi e fornendo “anche occasioni e spunti di meditazione e, perché no, di Speranza”, come da quarta di copertina.

 LA BIOGRAFIA. Alessandro Meluzzi. Medico e psicologo, psichiatra e psicoterapeuta. Baccalaureato in filosofia e mistica al Pontificio Ateneo Sant’Anselmo. Fondatore delle comunità d’accoglienza del disagio psichico ed esistenziale ‘Agape, madre dell’accoglienza‘, è direttore scientifico della Scuola superiore di Umanizzazione della medicina, giornalista e opinionista televisivo.
Ha pubblicato tra l’altro ‘Viaggio nelle profezie’ (Marsilio, 2000), “Neomonasteri e rivoluzione, Utopia, Comunità e spiritualità nell’era della new economy” (Marsilio, 2001); “ErosAgape” (OCD, 2006), “Il soffio della vita” (OCD, 2007), con Roberto Milone; Cristoterapia (con Pierino Gelmini, OCD, 2007); L’infinito mi ha cercato (Piemme, 2009), e Maranathà (OCD, 2010).

Nelle ultime edizioni di MobyCult Meluzzi è venuto a presentare “Il soffio della vita” (2007) e “Ti perdono” (2008), nel 2009 “L’infinito mi ha cercato. Da Marx a Gesù una vita in cammino” (Edizioni Piemme), nel 2010 “Ho visto e ho creduto – I cattolici, lo scisma e il dono dello Spirito” (Piemme), nel 2011 “Ho seguito il mio maestro”.

 

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