Eurozona. I Finnici più scettici, i Polacchi pronti ad entrare. Per un euro che ‘tiene’.

Eurozona. I Finnici più scettici, i Polacchi pronti ad entrare. Per un euro che ‘tiene’.
Finland's Prime Minister Katainen

LA FINE DELL’EURO? Ma c’è davvero chi si prepara alla fine dell’euro e chi, viceversa, all’euro ambisce, purchè Eurolandia risolva i suoi problemi? Come siam messi? Facciamo un confronto. Da una parte mettiamo la polemica Finlandia e dall’altra la dinamica Polonia.

LA FINLANDIA. Il ministro degli Esteri finlandese, Erkki Tuomioja, ha dichiarato al Daily Telegraph che il suo paese ha preparato una ‘sorta di Piano operativo per far fronte ad ogni eventualità’, nell’eventualità  che l’euro tenga o che l’euro scoppi. Loro, insomma, prudenti come son sempre stati, vogliono stare sul chi va là.

La dichiarazione è stata subito ‘corretta’ dal Governo, tanto li il ministro agli Affari europei, Alexander Stubb, ha precisato che ‘ le dichiarazioni del ministro degli Esteri non riflettono la posizione del Governo’. Per gli scandinavi di mille laghi sono ‘al 100% con l’Europa’. Eppure Tuomioja aveva disquisito sulla ‘possibilità di un eventuale smantellamento dell’euro’. Qualcosa di non augurabile, ma di possibile, se non si troveranno soluzioni adeguate al momento di crisi. Il suo pessimismo nasce da una serie di considerazioni, recenti, alimentate da molti politici locali, che presentano il problema ‘salvataggi‘ come ‘ una vera e propria ingiustizia‘. Inoltre, affrontare adesso le conseguenze del botto non costerebbe come più avanti. Lo smantellamento dell’euro, per alcuni dei finnici, non sarebbe la fine dell’UE, ma il suo rigenerarsi. Morale: da queste parti, a due passi dal Polo Nord, la fila degli euroscettici sta ingrossandosi, anche se ( al momento)  pare relagata ad abbaiare più che a mordereF.

LA POLONIA. Posizione diversa, quella della Polonia. Per la quale la moneta unica resta un obiettivo. E infatti i polacchi,  che quest’anno registreranno un +2,5% e che nel 2013 eviteranno la retrocessione, non aspettano altro che il segnale per entrare in Eurozona. A patto, ovviamente, che si risolvano ‘ i problemi strutturali emersi nella crisi’. 

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