33° Meeting di Rimini. Europa, Italia, giovani. Monti statista, Monti alla De Gasperi.

33° Meeting di Rimini. Europa, Italia, giovani. Monti statista, Monti alla De Gasperi.
Mario Monti incontra Jose Manuel Barroso

 

33° MEETING DI RIMINI 2012. Apertura del 33° Meeting di Rimini. Col botto. O meglio, col ‘fragore tranquillo’ delle parole di Mario Monti. Una presenza sempre più atipica dello scenario politico nazionale. Per chi non ha avuto la sorte di ‘conoscere’ uomini  politici come De Gasperi  che in un elenco ideale dei ‘padri della nazione italiana’  potrebbe figurare solo dopo Cavour, che quella nazione se l’è ( per molti versi) inventata, ascoltare Mario Monti, il professore, è come avvertire un presagio di grandezza insolita, a cui non si è più abituati, ma che si agognava da decenni. Il professore, che in Europa viaggia come fosse il paese suo, e che Merkel o Hollande o Rajoy o i nordici ascoltano più dei loro stessi consiglieri, ha ridato ‘orgoglio’ e ‘rotta‘ ad un Paese depresso dalla tragedia ( mai realmente assorbita ) dell’ultima disastrosa guerra, combattuta con un alleato scelto da un dittatore, e votato più alla distruzione del mondo che alla sua pacifica integrazione.

Nel Dopoguerra l’Italia ha risalito la china dei paesi forti. Fin a posizionarsi nelle prime cinque/sei economie al mondo. Poi, di recente, s’è come stoppata. O se volete  autostoppata. Per una serie di ragion che il professore, pur tra mille ostacoli, sta cercando di rimuovere per fare ripartire anche la locomotiva italiana.  Di cui l’Europa, al di là dei pregiudizi e dei calcoli da cortile, ha urgente bisogno. Perchè nel bene o nel male le sorti d’Europa si legano alle sorti della Penisola. Come cuore o gambe in un corpo sano. Ed in maniera evidente  in questo momento di attacco, da molti chiamato ‘crisi’. Crisi di sistema, crisi finanziaria, crisi di integrazione. Insomma crisi.

LA SINTESI. Mario Monti, domenica pomeriggio, a Rimini, aveva davanti a sè una platea ( soprattutto) di giovani. Quei giovani, oggi, in forte difficoltà soprattutto a causa di  anni di politica populista, miope, dallo sguardo breve. Anni in cui il Paese si è rinchiuso su se stesso. Col rischio d’implodere. Quei giovani sono le ultime frange  di alcune ‘generazioni perdute’ . Che invece di organizzare ‘ una protesta generazionale‘  fuggono all’estero.  In un recente servizio del Corriere sulle migliori università del mondo,infatti,  un illustre intervistato chiude così: ” Dobbiamo avere visibilità internazionale se vogliamo essere competitivi e attrarre cervelli. O non far fuggir i nostri “. Sì, perchè, secondo le cifre, in questi ultimi anni, coloro che sono migrati verso le università nei Paesi dell’area Ocse  sono passati da due a quattro milioni. Una enormità. Che la dice lunga.

Ai giovani Monti ha indicato come soluzione di fondo la costruzione della casa Europa. Dove si sono raggiunti diversi livelli  ( ovviamente perfettibili) d’integrazione. L’euro, ad esempio, pur con tutte le sue fragilità, è il ‘pinnacolo‘ dal quale guardare il resto dei piani della casa comune in costruzione. Ma non è tutto. Perchè altro resta da fare, soprattutto in termini di sovranità, per definire ulteriori impegni  attraverso i quali abbracciare l’immagine leggiadra e sognata d’ Europa.  ” L’euro è una grande conquista, ora, speriamo – ha puntualizzato Monti – che non diventi causa di divisioni. Riaprendo pregiudizi, calcoli di bottega,  ferite. Dall’euro non si può e non di deve tornare indietro”.

C’è una sorta di riequilibrio sociale da recuperare per consentire, di nuovo, ai giovani, di guardare lontano. In proposito Monti, al Meeting, ha replicato una battuta di De Gasperi, di cui ricorre in questi giorni il 58° anniversario della morte, già espressa di recente ad un giornalista russo durante il suo viaggio in quel Paese. ” Un politico guarda alle prossime elezioni, uno statista alle prossime generazioni”.  E in questa battuta s’è come condensata quell’eredità degasperiana che Monti non nasconde.
L’eredità del pensiero lungo. L’ eredità che ci rifarebbe tornare nelle braccia dei padri della ( costruenda ) casa europea. Come Schumann, ad esempio, che il professore ricorda sempre con una punta di  entusiasmo.  ” Pensate – ha detto alla attenta platea  dei giovani – che Schumann a neppure cinque anni dalla fine dell’ultima guerra, propose a francesi e tedeschi di realizzare un esercito comune. Per riparare agli orrori passati combattendo  per un futuro di  pace!”.   Casa comune europea, riforme, giovani, fiducia sociale.  Per ripartire. Per cancellare piaghe devastanti come quella dell’evasione fiscale. Per superare pregiudizi, populismi e miopie. Per integrare.

Restituendo così all’uomo un suo rapporto con l’infinito.

Ro.Va.

 

I DATI DEL MEETING DI RIMINI. Ndr Il Meeting di Rimini prosegue fino a sabato 25. Alcune iniziative, invece, come quella su Bellini deposto, andranno avanti fin all’autunno. Lunga la sequenza degli invitati: lunedì 20, il ministro allo Sviluppo Passera etc. In totale ci saranno 100 incontri con 281 relatori; 21  gli spettacoli, 9 le mostre, 10 le proiezioni cinematografiche e 23 le manifestazioni sportive. L’obiettivo è quello di accogliere 800mila persone.

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