Pisa e Roma, le università migliori. Ma fuori dalle prime cento. Il primato assoluto ad Hrvard.

Pisa e Roma, le università migliori. Ma fuori dalle prime cento. Il primato assoluto ad Hrvard.
Handsome pensive young man studying on a stack of books on table.

LE UNIVERSITA’ ITALIANE. In quale università italiana  mandiamo i nostri figli? C’è in giro qualche suggerimento? E come si collocano le nostre università nel panorama europeo e mondiale? Sì, perchè vale (ancora)  la pena continuare a spendere i nostri soldi qui, all’interno delle nostre mura,  oppure traslocare oltre confine?

L’INCHIESTA DEL CORRIERE. Domande, di fine estate, queste, comunque inevitabili,  visto che  serve eliminare ogni incertezza per  puntare su una scelta che certamente condizionerà la vita personale e professionale dei giovani. In proposito, Il Corriere, ha attinto ad una inchiesta elaborata dalla Jiao Tong University di Shangai sullo stato delle università nel mondo.  Estrapoliamo quanto più ci interessa.

Tra le novità più importanti la scomparsa dalla classifica delle Università di Siena e Pavia e il cambio di posizione di Palermo ( passato dal gruppo 301-400 al gruppo 401-500) e la Normale di Pisa (  passata dal 301-400 al 201-300). I due atenei Roma e Pisa ( nel blocco 101-150) precedono come l’anno scorso Milano e Padova ( tra il 151-200) e quello di Bologna, Firenze, Torino e Politecnico di Milano ( tutti dal 201 al 300° posto).

A prima vista si direbbero punteggi scarsamente premianti. ” Ma se si pensa che l’Arwu valuta oltre 5mila università al mondo, dire che si è collocati nel gruppo 101-200 – commenta il prorettore della Sapienza Giancarlo Ruocco – non è poi tanto deludente. Perchè si rientra nel 3% degli atenei migliori sulla faccia dl Pianeta”. Tuttavia, resta il tarlo secondo il quale le nostre università nbon sono ancora all’altezza di quelle del primo gruppo.

COME RISALIRE? Perchè? ” Quello che ci manca – spiega ancora Ruocco – è il reperimento dei fondi progettuali. Questo vale soprattutto per le università generaliste. Uno dei compiti che ci siamo dati è quello di creare esperti dl settore, professionalità speciiche in grado di mettere a punto i progetti di ricerca. Che sono quelli che più pesano nelle valutazioni”.

Altre note negative, per noi, sono il rapporto docente/studente ( che in Italia sta precipitando ) e anche   il frammentato e talvolta scarso reperimento di risorse umane  ed economiche ( non a caso americani ed inglesi stanno al vertice). Ma come se esce? Alcuni dicono: imitando il modello francese e tedesco, con numerosi centri di qualità. E’ quello che stanno cercando di fare a Pisa, che nella classifica di Arwa ha ottenuto un piazzamento significativo. Bisogna però sbrigarsi se vogliamo tutelare il nostro sistema universitario. Nel frattempo, sono infatti passati da due a quattro milioni i ragazzi che ogni anno scelgono di frequentar l’università all’estero nei paesi dell’area Ocse.

LA STATISTICA. Sono 8 le università mericane nei primi dieci posti. Al comando Harvard University seguita da Stanford University Massachussets University. La prima europea, al 5°posto, è University of Cambridge. Nel totale, gli Usa contano 150 università al vertice; la Gb, 38; la Francia, 20; la Germania, 7, la Cina 42 e l’Italia 20. Nell’inchiesta non è compresa la Bocconi di Milano.

 

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