Forlì-Cesena. Poste Italiane & tagli: piccoli uffici postali a rischio? La domanda del Pdl.

Forlì-Cesena. Poste Italiane & tagli: piccoli uffici postali a rischio? La domanda del Pdl.
Poste Italiane, immagine di repertorio

FORLI’-CESENA. Spariranno i piccoli uffici postali? Al consiglio provinciale di Forlì-Cesena si è parlato anche di questo.

Ci sarà la chiusura di piccoli uffici postali sul territorio provinciale? E’ la domanda che pone il capogruppo del PdL Stefano Gagliardi, che fa riferimento al ventilato taglio degli uffici ed alla “cura dimagrante” predisposto da Poste Italiane emerso dall’elenco diffuso dall’AgCom. Rileva Gagliardi: “Si andrebbe a colpire in maniera pesante soprattutto territori già svantaggiati come quelli di montagna e collina. Nell’elenco figurano anche gli uffici postali di Predappio Alta, San Benedetto, Tontola, Villamarina di Cesenatico, Linaro, Pieve di Rivoschio, Selvapiana, e Gattolino. Occorre opporsi al dilagare di interventi volti ad azzerare i servizi di base rivolti ai cittadini, basandosi esclusivamente su scelte ragionieristiche e di bilancio, senza valutare adeguatamente i contraccolpi sul tessuto sociale, soprattutto tenendo presente che Poste Italiane ha chiuso il bilancio 2011 con un utile di 846 milioni di euro”. La richiesta contenuta nell’interrogazione è di sapere “se sono giunte comunicazioni ufficiali oppure se si tratta, come afferma Poste Italiane in una nota, di un elenco degli uffici che non soddisfano i criteri di economicità, ma che non risponde a un piano di chiusure di uffici postali e se è stato mai discusso il problema con Poste Italiane”.

Risponde il vice-presidente Guglielmo Russo: “Non abbiamo ricevuto alcuna informazione ufficiale su eventuali chiusure, ma ricordiamo che esiste un decreto ministeriale del 2008 che impone a Poste Italiane determinate criteri in qualità di erogatore del servizio postale su tutto il territorio nazionale, tra cui il divieto di soppressione di uffici postali che rappresentano presidio unico in piccoli comuni e impone distanze massime tra residenze e uffici postali, tenuto conto della densità di popolazione, questo a prescindere dalla sostenibilità economica. L’elenco consegnato all’Agcom, previsto dal decreto ministeriale, riguarda solo il parametro dell’economicità. Sulla base di questo elenco bisogna verificare bene la compatibilità con i criteri per l’erogazione minima del servizio. Da parte nostra abbiamo chiesto chiarimenti direttamente a Poste Italiane, ma siamo convinti anche noi dell’importanza del presidio dell’ufficio postale nei piccoli centri”.

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